domenica 28 aprile 2013

38' CAPITOLO





Eccoci al momento della verità. O dentro o fuori. O con lui o senza di lui. Sento la presa di Samuel che aumenta sui miei fianchi. Sono quattro occhi infuocati, due sguardi che si sfidano. Io non esisto in quel preciso momento. Io sono il fine di quella lotta immaginaria che se ne evince. Odio far star male due persone a me molto care. Odio me stessa per essere così insicura. Odio loro per mettermi costantemente di fronte ad una scelta. E ancora di più odio sentirmi come mi sento in questo istante. Distrutta, a pezzi, vuota, senza più nessuno scopo nella vita. Non so più cosa voglio. Non so più chi voglio. Sento soltanto una grandissima voglia di allontanarmi da questi due uomini che mi hanno confusa per troppo tempo. Sento il bisogno di vivere, di sentirmi viva. Ora mi sento come un morto che cammina, come un’isola abbandonata nell’oceano.
Ricordi improvvisi tornano nella mia mente. Manuel è come un turbine nel mio passato, risate, pianti, amore, odio, tradimenti, sofferenza, felicità. Di lui non dimenticherò mai la dolcezza nella nostra prima volta. Devo averlo amato allora. Un ragazzo che aveva avuto tante donne ma che aveva amato me con la sua tenerezza. Il suo ritorno qui da me. La sua dichiarazione, il suo amore, la sua proposta un po’ bizarra di sposarmi. Mi fa sorridere perché in realtà non me l’ha mai chiesto. L’ha deciso lui come tutte le cose da quando lo conosco. Lo sto deludendo e lo vedo nei suoi occhi. Sono occhi profondi come il mare. Occhi che mi fanno battere il cuore ogni volta che li incontro.
Poi c’è Samuel che sta sfidando Manuel con la sua presa sempre più forte su di me. Un amico che nel passato ho perso per una maledetta notte. E ho ritrovato nel mio presente più innamorato di prima. Cinque anni lontani non sono serviti a far spegnere quella fiamma. Anzi hanno contribuito ad accenderla ancora di più nell’attesa di un ritorno. Un ritorno doloroso. Un ritorno che non ha avuto l’effetto sperato. Abbiamo passato due mesi bellissimi ma non ero con la persona che il mio cuore reclamava. Non mi sentivo a casa. La mia casa è Manuel. Ma è una casa che al momento non mi da stabilità. La stabilità che ti fa dire “SI E’ LUI!”.

Devo iniziare a comunicare con loro e smetterla di scappare. Devo mettere fine a questa rivalità. E solo io posso salvarli dal guardarsi in cagnesco.

- “Manuel cosa ci fai qui?”
- “Sono qui per te! E ti trovo nella braccia di un altro!”
- “Mi stava dicendo addio, stronzo!”
- “Helen non sono in vena, parleremo dopo noi!” – non staccando mai i suoi occhi da Samuel – “Lasciala Samuel! Ora!”
- “Chi sei tu per dare ordini? Quanto ancora vuoi distruggerla?”
- “Helen lasciaci soli!”
- “Lasciami Samuel!” – ordino e mi avvicino verso Manuel – “Non dovevi precipitarti qui da me! Dovevi restare con Martina e tuo figlio!”
- “Non ora Helen! Voglio restare solo con questo stronzo e farla finita una volta per tutte!”
- “Scordatelo! Io non vi farò ammazzare per causa mia! Ora stai zitto e mi state ad ascoltare tutti e due!”
- “Non ti lascerò con lui questa volta!” – ringhia Manuel
- “Sta zitto Manuel! Zitto! Sono stufa delle tue parole!”
- “Sono stato zitto a lungo, adesso basta! Ti ho lasciato vivere per tre anni senza di me, poi due mesi con questo stronzo! Io ti amo Helen Martini e non ti lascerò scappare questa volta!”
- “Che bel teatrino!” – applaude Samuel – “Io non resterò qui un minuto di più. È tutta tua amico! Ma sappi soltanto che se vengo a sapere che lei è infelice io ti darò la caccia! Lei è più felice con te che con me e io mi faccio da parte dinnanzi ai suoi sentimenti! Non la costringerò a stare con me!” – poi si rivolge verso di me – “Sei libera Helen! Non sentirti in colpa o in pena verso di me! Me ne farò una ragione!”
- “Sei unico e speciale per me! Non dimenticarlo mai!” – mi avvicino e lo baciò proprio li, sotto gli occhi di Manuel

Per la prima volta nella mia vita sento di fare la cosa giusta. Sento di doverlo lasciare andare anche se mi mancherà da morire. È stato il mio punto fermo per tanti anni proprio come adesso lo è Manuel. È brutto che sia stato rimpiazzato ma sono due sentimenti completamente diversi. Tra me e Manuel non ci potrà mai essere amicizia. Quella che invece io chiedo a Samuel. Gli lascerò tutto il tempo di cui avrà bisogno. Non lo cercherò finchè lui non sarà pronto solo per quello.

Osservo con le lacrime agli occhi, l’uscita di scena di Samuel. Quello che vedo è un uomo distrutto, riconosco in lui la mia stessa tristezza, con un’unica differenza. I miei sentimenti sono ricambiati da Manuel, io non riesco invece a ricambiarli verso di lui.

Ora siamo rimasti solo io e Manuel. Il mio cuore batte all’impazzata. Sembra come se dovesse uscirmi fuori da un momento all’altro. Come riesce a farmi sentire sempre così con la sua vicinanza?

- “Lo fai apposta? Vuoi vedermi morto?”
- “Cosa vuoi da me Manuel?”
- “Voglio te! Voglio che smetti di scappare! Voglio vederti restare al mio fianco! È quello il tuo posto maledizione!”
- “Come fai ad esserne certo? Come puoi dire queste cose e poi estromettermi alla prima occasione?”
- “Devo spiegarti tutto quello che è successo negli ultimi giorni! E avevo bisogno di trovare il modo giusto per farlo!”
- “Ti ascolto!”

Mi prende le mani, se le porta verso la sua bocca e le bacia. Si siede ai piedi del letto e mi fa sedere a cavalcioni sopra di lui.

- “Quando ho avuto quell’appuntamento a Milano per lavoro ho colto l’occasione per portarmi dietro Martina e falle fare al più presto la visita da un mio caro amico che lavora li. Lei ha accettato subito.”
- “Perché mentirmi allora?”
- “Perché tu non avresti accettato l’idea che io e lei eravamo nello stesso posto. E vedendo la reazione che hai avuto dopo averlo scoperto mi ha confermato che avevo ragione!”
- “Ma…! – non mi fa finire la frase, mi tappa la bocca con la sua mano
- “Non interrompermi! Senti tutto prima! Ho saputo dopo che era stata da te minacciandoti, ecco perché ti cercavo e tu non mi rispondevi. Lei comunque ha fatto questo maledetto test e tutte le mie paure sono diventate realtà. So che anche tu lo sai.!”
- “Che è tuo figlio? Si lo so!”
- “Ho chiamato Martina in ospedale perché avevo bisogno che lei capisse le mie intenzioni di prendermi le mie responsabilità ma che non potevo starle accanto come lei vorrebbe! Helen sei tu il primo pensiero che mi sveglia la mattina, sei tu la ragione più profonda di ogni mio gesto, la storia più incredibile che conosco! E sarei un pazzo a farti scappare!”
- “Citare le canzoni non è leale!”
- “Non la dimenticherò la nostra prima canzone! Rispecchia quello che io sento!” – si avvicina al mio collo e lo sento annusare il mio profumo – “Mi farai impazzire se mi lasciassi! Ora ti lascio qui a prepararti! Qui in questa scatola c’è il tuo look per stasera! Ti passo a prendere alle 20. Non discutere!”


Quando Manuel mi lascia per prepararmi sono un po’ frastornata. Mi ha comprato un vestito rosso, lungo fino a terra e con un grosso fiocco al collo. Ma dove vorrà portarmi conciata in questo modo? Le sue ultime parole prima di andar via “FA IN MODO CHE IO MI INNAMORI DI NUOVO DI TE STASERA!”. Ho l’ansia che mi attraversa tutto il corpo. Adoro le sorprese ma quando c’è lui di mezzo ho anche molta paura. Riesce sempre a togliermi il fiato, a sorprendermi con i suoi gesti.

Dopo circa un’ora sono pronta. Ho indossato il bellissimo abito, che mi veste alla perfezione, le scarpe dello stesso colore e ho tirato su i mie capelli nocciola (so quanto lui adora poter toccare il mio collo), un po’ di trucco e sono pronta.

Arriva puntuale, bellissimo nel suo abito nero, camicia bianca e papillon. La vista di tutta quella bellezza, mi annebbia la vista e credo fargli lo stesso effetto vedendo la sua faccia appena mi vede

- “Helen…cavolo…non ho parole!”
- “Sarà meglio che le trovi perché devi dirmi cosa sta succedendo!”
Si avvicina, mi prende il volto tra le sue grandi mani e mi bacia.
- “Stai per scoprirlo piccola! Vieni!”

Mi accompagna verso la sua macchina e ci immergiamo nel traffico della città. Lui è teso, lo noto dal suo modo di guidare. Non è il solito Manuel spavaldo e tranquillo.

- “Nervoso?” – rompo il ghiaccio
- “Tu mi rendi nervoso! La mia vita è nelle tue mani e non te ne accorgi!”
- “Strano, potrei dire anch’io la stessa cosa di te!”
- “Fidati sei tu che muovi la mia vita come una marionetta con i suoi fili! Dipendo assolutamente da te! Ma adesso lo scoprirai!”


Non replico. Le sue parole mi hanno spiazzata. Non avevo mai capito come lui si sentisse effettivamente quando sta con me. Ha riposto la sua vita nella mia. E mentre me ne rendo conto si stampa un sorriso da ebete sul mio viso.


- “E’ bello vederti sorridere e sapere che sono io quello che te lo fa comparire! Siamo arrivati!”


Scendo con il suo aiuto dalla macchina, questo abito, mi sta d’impaccio, sembro un’imbranata. Non conosco il posto ma lui evidentemente si perché saluta subito l’uomo fuori questa grande villa.


- “Tutto pronto?” – chiede verso quest’uomo
- “Tutto pronto signore!”
- “Lo conosci?” – chiedo spaesata
- “Si! Dammi la mano!” – si ferma davanti ad una porta – “Qualsiasi cosa succede dietro questa porta sappi che io l’accetterò! Non sentirti obbligata a niente! Prenditi tutto il tempo di cui hai bisogno!”
- “Mi stai spaventando! Apri questa porta!”


Lo scenario davanti ai miei occhi è spettacolare. Un salone immenso, un lampadario maestoso al centro della stanza, finestre che circondano la sala e un tavolo apparecchiato al centro. Le luci sono spente. Ci sono candele su tutti i davanzali delle finestre.


Manuel mi bacia la mano che stringo alla sua e mi dice di aspettare li. Dopo qualche minuto lo vedo tornare con un bouquet di rose rosse e un microfono. Poggia le rose sul nostro tavolo e mentre mi viene incontro partono le note della nostra canzone, quella precisa canzone che mi ha dedicato la prima volta che ha detto di amarmi anni fa.


MAX PEZZALI - ECCOTI
Eccoti sai ti stavo proprio aspettando
ero qui ti aspettavo da tanto tempo
tanto che stavo per andarmene
e invece ho fatto bene

sei il primo mio pensiero che
al mattino mi sveglia
l'ultimo desiderio che
la notte mi culla
sei la ragione più profonda
di ogni mio gesto
la storia più incredibile
che conosco
conosco

eccoti come un uragano di vita
e sei qui non so come tu sia riuscita
prendermi dal mio sonno scuotermi
e riattivarmi il cuore

sei il primo mio pensiero che
al mattino mi sveglia
l'ultimo desiderio che
la notte mi culla
sei la ragione più profonda
di ogni mio gesto
la storia più incredibile
che conosco

eccoti anche ora che non sei in casa
tu sei qui mi parla di te ogni cosa
gli oggetti sembrano trasmettermi
l'amore nello sceglierli

eccoti finalmente sei arrivata
e sei qui non sai quanto mi sei mancata
speravo tu esistessi però non immaginavo tanto

sei il primo mio pensiero che
al mattino mi sveglia
l'ultimo desiderio che
la notte mi culla
sei la ragione più profonda
di ogni mio gesto
la storia più incredibile
che conosco

Al termine della canzone, si inginocchia davanti ai miei piedi, estrae una scatolina dalla sua giacca e il mio cuore inizia a battere all’impazzata. Eccolo. Sta facendo quello che ho sempre sognato.

- “Fino ad ora non te l’ho mai chiesto! Ma adesso ci siamo amore mio! Helen Martini vuole passare il resto della sua vita con questo pover uomo che non fa altro che pensare a lei, che ama follemente lei e che sarebbe perso senza la sua luce?”

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