"Leggere per me era evasione e conforto, era la mia consolazione, il mio stimolante preferito: leggere per il puro gusto della lettura, per il meraviglioso silenzio che ti circonda quando ascolti le parole di un autore riverberate dentro la tua testa" (P.Auster)
domenica 21 aprile 2013
10' CAPITOLO
La mattina seguente mi alzo con un dolore atroce alla testa. Ma il dolore più grande è dentro di me. Un dolore impossibile che sento da ieri sera. Mi avvio in bagno, apro l'armadietto delle medicine e ingoio una compressa. Mi preparo per andare in università. Ho una tesi da preparare e l'ultimo esame ancora da sostenere. Sgattaiolo in cucina, prendo una merendina, mi affaccio nella camera di Alexis e lei dorme ancora beatamente. Bene non ho voglia delle sue mille domande, non oggi. L'avviserò più tardi per messaggio. Esco di casa e mi dirigo verso l'università. Passerò tutto il giorno in biblioteca. Non voglio vederlo e restando a casa c'è il rischio che mi imbatta in lui. Anche perchè oggi non lavoro. Afferro il mio telefono dalla borsa e noto subito un messaggio. Oddio è il suo di stanotte alle 2.15. Ha passato anche lui la notte insonne. Io mi sono addormentata tardissimo. L'ultima volta che ho visto l'ora erano le 4. Vorrei cancellarlo senza nemmeno leggerlo. Ma mi faccio coraggio e lo apro
CIAO PICCOLA, STAMATTINA
HO L'INCONTRO ALLE 9
POI RIPARTO. ALLE 17 HO IL
TRENO. HO BISOGNO DI VEDERTI
TI PREGO RAGGIUNGIMI IN
STAZIONE. TI ASPETTO. TI AMO
Come fa a scrivere ancora queste cose. Cavolo ha un'altra! Sono arrabbiata nera con lui. Non potrà mai funzionare tra noi. Sbagliamo sempre nel momento in cui dobbiamo dimostrare a noi stessi con i fatti. Non gli rispondo. Cosa dovrei dirgli? Ripongo il telefono in borsa ed entro in biblioteca.
Dopo circa 2 ore sono immersa nello studio circondata da non so nemmeno io quanti libri. Il tempo per mia fortuna sta volando e sono riuscita a non pensarlo. In quel momento vedo entrare Alexis, dopo che l'avevo avvisata sul dove mi trovavo per non farla preoccupare. Mi viene vicino e mi chiede di uscire.
Ci avviamo nei corridoi della biblioteca e solo allora noto che c'è qualcosa che non va in lei. Così rompo il ghiaccio
“Alexis che hai?”
“Oh Helen sono a pezzi! Luca mi ha lasciata!”
“Ma...come...perchè?” - questa notizia mi spiazza, non me l'aspettavo, li vedevo così presi
“Mi ha mandato un messaggio qualche ora fa! Ecco, tieni!” - mi porge il telefono
E' MEGLIO NON VEDERCI
PIU'...DEVE ANDARE COSì...
NON CERCARMI E DIMENTICATI
DI ME. CIAO
“ Che grande stronzo!”
“Io lo so che per te e Manuel sarà un sollievo però io lo amo davvero!”
“Certo che lo ami! E io mi sono fidata di voi! Mi dispiace davvero tanto!” - la stringo più che posso e ci consoliamo a vicenda
Dopo un bel po' in completo silenzio ci guardiamo negli occhi e lei mi pone la fatidica domanda che non vorrei mai che mi chiedesse in questo momento
“Tu hai parlato con Manuel?”
“NO! Ma mi ha mandato un messaggio!”
“Helen corri da lui. Fermalo! O farà una grandissima cazzata!”
“Cosa vuoi dire?” - ho paura della risposta
“Ha deciso che se non può avere te, sposerà Martina! Me l'ha detto ieri sera! Non permetterlo! Lotta per lui! Lotta per VOI!”
“Alexis io ho paura! Stiamo male lontani ma stiamo male anche quando siamo vicini!”
“Passate la maggior parte del vostro tempo ad odiarvi! AMATEVI per la miseria!”
“Quanto potrebbe durare il suo incontro?”
“Ma che ti frega! Chiamalo!”
“Lo faccio subito! Grazie!” - l'abbraccio, ci salutiamo e chiamo Manuel.
Mi risponde praticamente subito
“Si Helen dimmi!”
“Ehm..ti disturbo?”
“Tu mai!”
“Dove sei?”
“Sto tornando a prendere le mie cose a casa!”
“Possiamo vederci tra mezz'ora al bar di fronte l'università per pranzo?”
“Ci sarò!”
“OK a dopo!” - chiudo la conversazione.
Entro in biblioteca, raccolgo tutti i miei libri e corro in bagno a ricompormi un po'. Dopo circa mezz'ora scendo in fretta e furia le scale dell'università e mi avvio al bar. Eccolo davanti a miei occhi. E' bellissimo, un Dio in giacca e cravatta. Me lo mangio con gli occhi. E in quel momento mi tornano in mente le parole di Alexis. Sposerà Martina se non può avere te. No! Lui sarà mio! Così gli vado incontro e all'improvviso mi butto tra le sue braccia e lo bacio. Un lungo bacio, profondo e intenso. Quando si stacca da me lo vedo dai suoi occhi che è confuso
“Mi sorprendi sempre! Pensavo di averti persa!”
“NO! Io sono qui! Ora voglio pranzare! Però prima della tua partenza ho una proposta da farti!”
“Ok piccola, allora ti sfamo subito!”
Entriamo nel bar e pranziamo parlando del suo incontro di oggi. Così scopro che l'affare è concluso e che tra circa 2 mesi sarà avviata l'attività e lui si trasferirà qui. Ha intenzione di comprarsi casa.
Dopo pranzo ci avviamo mano nella mano verso la stazione. Quando ci arriviamo lui mi gurda
“Cosa volevi dirmi?”
“Si...volevo godermi le ultime ore con te ecco perchè te lo dico solo ora. La mia richiesta è questa: voglio che tu non mi cerchi finchè sei li e non risolvi la questione con lei! Iniziamo tutto quando ti trasferirai qui! Ora non posso pensare a 2 mesi con lei li!”
“Tu sei pazza! Non se ne parla! Non ti lascio Helen se è quello che mi stai chiedendo! Verrò a trovarti ogni fine settimana!”
“Non fare promesse che non puoi mantenere! Mi faresti solo male!”
“Io non posso accettare questa richiesta! E' troppo!”
“E invece lo farai! Sali su quel treno e non cercarmi!”
“Ne ho anch'io una! Tu non uscirai con nessuno! Sono stato chiaro?” - ringhia
“La tua condizione non ha senso. Io non lo farei comunque!”
“Bene! Ora vieni qui!” - mi abbraccia e mi stampa un bacio fantastico
Dentro questo bacio ci sono le paure di entrambi! Paura di non ritrovarci più, di sbagliare ancora! Un bacio violento, cercato, come due bocche che sanno che non si toccheranno per mesi. Un arrivederci! O forse un addio?
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