domenica 21 aprile 2013

22' CAPITOLO

Camminiamo ormai da circa un'ora. Abbiamo mangiato un panino e anche il gelato e sembra come se per noi il tempo si fosse fermato a 5 anni fa. Come se tutto quello che è successo nel mentre non avesse sfiorato la nostra profonda amicizia. Parliamo e parliamo come due persone che non hanno segreti. Ma in un momento decisivo della nostra passeggiata, quando stiamo per tornare a casa Samuel mi fa una domanda strana – “Helen vuoi continuare a fingere con me?” – “Cosa stai dicendo?” – “Dobbiamo affrontare il problema! Una volta per tutte!” – “No ti prego! Non adesso! Godiamoci questi giorni come ai vecchi tempi!” – “Io non ce la faccio più. È un peso troppo grande che porto dentro. E aver trovato tuo fratello quel giorno è stato un dono del cielo. Era un segno che era arrivato il momento! Tu non senti il bisogno di liberarti?” – “Io cerco di non ricordare e di dimenticare tutto di quella notte!” – “Io non ce la faccio più! Affrontiamolo insieme!” – “Cosa vuoi che ti dica! Siamo stati due stupidi, incoscienti!” – “Era Amore Helen!” – “NOOOO! Lei è morta Samuel!” – “Non avremmo potuto fare altro!” – “Perchè mi stai facendo questo?” – “Voglio salvare entrambi da questa agonia! A tal proposito voglio consegnarti questa lettera! Leggila! Mi è stata recapitata qualche mese fa in forma anonima ma io so che sono i signori Firly!” - mi passa la lettera – “La leggerò! Ora scusami voglio stare un po' sola!” – “Ok io torno in albergo dove ho lasciato i miei bagagli! Ci vediamo stasera?” – “Si vieni a casa!” Prima di separarci ci scambiamo i numeri di telefono. Io entro in casa e per mia grande fortuna non c'è nessuno. Scappo in camera mia, mi cambio e poggio la lettera sul mio comodino. La fisso per più di 2 ore e non sono ancora capace di aprirla. Ho paura di riaprire quel capitolo. Ma forse Samuel ha ragione. In questa lettera potrebbe esserci la mia liberazione. La nostra liberazione. Mi faccio forza e la apro: Cari Samuel e Helen, vorrei poter dire che va tutto bene, ma purtroppo non è così. Mia figlia non c'è più e mi manca ogni giorno di più. Vorrei chiedervi perdono per tutto quello che vi ho buttato in faccia con parole, gesti e comportamenti in questi anni ma il dolore era troppo forte. Ma io so che lei vi avrebbe perdonati perchè vi voleva un mondo di bene nonostante tutto. E io voglio portare a termine le ultime parole di mia famiglia : <> Samuel, Helen siate felici. Fate in modo che il sacrificio di mia figlia sia servito a qualcosa. Avrei veramente molto piacere vedervi e sapere che tutto va bene fra voi. Sarebbe come una piccola consolazione alla sua perdita. Non sentitevi colpevoli. Al cuore non si comanda. Lei ha voluto porre fine alla sua vita perchè il dolore la stava distruggendo. Non sopportava l'idea di vedervi insieme! Vorrei concludere dicendo che vi perdono. So benissimo che sono stati anni difficili anche per voi e vorrei liberarvi da tutto. CON AFFETTO Lacrime incontrollate rigano il mio viso. È come se tutta la tensione lasciata alle spalle in questi lunghi anni si stesse liberando da me e mi stia dando un po' di speranza e fiducia nella vita. Lucia. La mia amica Lucia era innamorata di Samuel. Ma lui non ricambiava. Come avrebbe potuto? Non ha mai nascosto i suoi sentimenti per me. Ma vedendo la mia totale indifferenza ha accettato la mia amicizia pur di restarmi accanto. Ma quella sera tutto si è spezzato. Non è rimasta nemmeno quella. È come se Lucia avesse compiuto un sacrificio per rendere felici noi. Non mi sarei mai permessa di accettare le avances di Samuel sapendo che lei lo voleva da molto prima di me. Non potevo farle questo. Ma adesso? Samuel sarà in grado di accettare, di nuovo, solo amicizia? Io amo Manuel. E anche se lui non è con me il mio cuore conosce solo quella direzione. Sono le 20. Mi arriva un messaggio sul telefono POSSO RAGGIUNGERTI? O HAI ANCORA BISOGNO DI SPAZIO? SAMUEL Gli rispondo subito HO BISOGNO DI TE! VIENI Dopo circa venti minuti bussa alla mia porta. Vedo subito che i suoi occhi incontrano, dapprima la lettera nella mia mano, e poi i miei occhi gonfi di lacrime. Si avvicina e non servono parole. Mi abbraccia forte, quasi da togliere il fiato. In quell'abbraccio è racchiusa tutta la nostra liberazione, la nostra speranza di ricominciare, di essere di nuovo felici. Sono io la prima a rompere il ghiaccio, restando sempre tra le sue braccia – “Grazie Samuel!” – “Non devi ringraziarmi! Doveva succedere prima o poi!” – “Mi manca terribilmente!” – “Lo so! Anche a me!” - si stacca da me, mi prende il viso tra le mani e mi guarda dritto negli occhi - “Ma tu non sei mai stata assente da lui!” - avvicina la mia mano sul suo cuore – “Samu!” – “Non dire niente Helen! Non ti chiedo niente! Solo che tu sia consapevole di questo!” – “Come puoi dirmi questo e pensare che faccia finta di niente?” - mi stacco da lui – “Perchè io so che tu non ricambi i miei sentimenti. L'ho capito!” – “Perchè non ci prendiamo tempo?” – “Ci vuoi provare Helen?” – “Voglio tempo! Non so quanto potrebbe servirmene e non posso assicurarti che funzionerà. Ma si voglio provarci!” – “Helen...io...sono spiazzato!” - mi viene vicino e nel giro di pochi minuti mi ritrovo per la seconda volta stretta al lui. Il suo profumo, il suo contatto, la nostra vicinanza mi mandano fuori di testa. Cosa mi sta facendo? Cosa mi sta succedendo? Non voglio fargli male. Io non ho ancora archiviato Manuel che già mi butto a capofitto in una nuova avventura. Sarà solo il tempo a darmi ragione. Ora voglio solo essere felice. Chiedo troppo?

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