"Leggere per me era evasione e conforto, era la mia consolazione, il mio stimolante preferito: leggere per il puro gusto della lettura, per il meraviglioso silenzio che ti circonda quando ascolti le parole di un autore riverberate dentro la tua testa" (P.Auster)
domenica 21 aprile 2013
14' CAPITOLO
Sono immersa nelle calde e bianche lenzuola, sono ancora nel pieno del mio sonno e ho
un fastidioso sollettico al mio orecchio. Apro leggermente gli occhi e noto Manuel steso
affianco a me che mi guarda e mi fa un sorriso malizioso mentre continua la sua tortura
con la suo bocca al mio orecchio
– “Lasciami! Voglio dormire!”
– “Sveglia dormigliona! Sono le 10.30!”
– “Non ho niente da fare. Lasciami dormire! Mi hai tenuta sveglia praticamente fino
all'alba!”
– “Non mi dire che non ti è piaciuto?”
– “Fin troppo!”
Non finisco di parlare che le sue mani iniziano il loro percorso sul mio corpo
– “Manuel...ti prego...sono esausta!”
– “Lo so piccola! Ma non mi basti mai! Devo recuperare tanto tempo perso ad odiarci!”
Ok adesso sono completamente sveglia! Mi sta stuzzicando e io mi sento piena di
sensazioni sconosciute. Cosa sta succedendo al mio corpo? Come può farmi sentire in
questo modo con un semplice tocco!
– “Dimmi ora di fermarmi Helen!” - mentre si mette a cavalcioni sopra di me
– “Mi stai sfidando?”
– “No! voglio solo sentirti dire adesso che sei esausta e che non mi vuoi?” - mentre la
sua battaglia contro il mio corpo continua
– “Non è giusto! Lo sai?”
– “Ti voglio Helen! Ogni momento della giornata! E non ti vedrò per un po'!”
– “Non verrai a trovarmi?”
– “Non posso Helen! Devo sistemare l'apertura della filiale! Ma non voglio parlarne
adesso!
La mattinata la passiamo praticamente a letto. A fare l'amore, a coccolarci, a guardare un
po' di tv.
– “A che ora hai il treno?”
– “Alle 15!”
– “Perchè non resti anche domani? E poi ti riaccompagno io in macchina!”
– “Non posso Manuel devo prepararmi per la laurea! Vieni
tu con me! Ti prego!” - mi sollevo e mi inginocchio sul letto di fronte a lui, tra le sue
gambe
– “Te l'ho già detto Helen non posso. Devo sistemare gli affari qui dato che i miei sono
all'estero sempre per lavoro!”
– “Non ce la faccio a tornare da sola!”
– “Dai piccola, non fare così! Ci vedremo presto! Prima di quanto immagini!”
– “Manuel....io...non voglio lasciarti qui solo con lei!”
– “Ecco qual'è il problema! Avevo capito subito! Helen devi stare tranquilla e fidarti di
me!”
– “Non mi fido di lei!”
– “Lascia perdere il treno! Ti accompagno io a casa!”
– “Come fai? Devi lavorare domani!”
– “Viaggerò di notte al ritorno! Non m'importa. Tu vieni prima di tutto!”
– “Grazie!”
Mi butto tra le sue braccia e ci perdiamo nuovamente uno nell'altro.
Verso le 13.30 Manuel esce per prendere il pranzo e io sistemo la mia roba. Sento
bussare la porta. Vado aprire aspettandomi Manuel di ritorno con il nostro pranzo invece
mi ritrovo di fronte una ragazza bellissima. Alta, altissima, bionda, occhi azzurri!
– “Tu devi essere Helen! Piacere Martina!”
– “Si sono io! Che ci fai tu qui?”
– “Cercavo Manuel! L'ho chiamato per tutto il giorno e non mi risponde al telefono. Devo
parlare urgentemente con lui!”
– “Tornerà a momenti! E' andato a prendere il pranzo!”
– “Posso aspettarlo qui?”
– “Se è così urgente!”
– “Certo!”
La faccio accomodare sul divanetto e io continuo a sistemare i miei bagagli. Manuel
quando serve fa sempre tardi. Maledetto! Cosa devo fare io qui con lei? È bellissima per la
miseria. Ci credo che lui era combattuto. Ma cosa ci trova in me rispetto a questo schianto
di ragazza. Le mie insicurezze tornano a farsi vive. Ad un certo punto interrompe i miei
pensieri
– “Avete passato la notte insieme?”
Oddio vorrei morire! È così diretta!
– “Ehm...non sei la persona con cui vorrei parlare di questo!”
– “Scusami non volevo infastidirti! Semplice curiosità!”
– “Come sapevi che eravamo qui?”
La mia domanda resta in sospeso perchè in quel momento compare Manuel con il pranzo
– “Amore sono rientrato...ho dovuto....” - si blocca non appena vede Martina - “Che
cazzo ci fai tu qui?”
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