"Leggere per me era evasione e conforto, era la mia consolazione, il mio stimolante preferito: leggere per il puro gusto della lettura, per il meraviglioso silenzio che ti circonda quando ascolti le parole di un autore riverberate dentro la tua testa" (P.Auster)
sabato 20 aprile 2013
4' CAPITOLO
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“Scusami Manuel vorrei tornare a casa non mi
sento bene…”
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“ok torno con te!”
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“NO!” gli grido
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“Che ti urli. Non ti lascio da sola. Sei bianca
come un cadavere. Sembra come se tu avessi visto un fantasma”
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“Sto bene e ho voglia di stare da sola quindi
resta qui con tua sorella” – ringhio
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“Come vuoi. Avvisa quando sei a casa. Mi
preoccupo sennò!”
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“OK”
Saluto Manuel e senza nemmeno avvisare Alexis mi precipito
fuori dal locale. Ho le gambe che sembrano fatte di gelatina. Vecchi ricordi
riaffiorano nella mia testa. Cammino lentamente verso casa pensando e
ripensando a ciò che è successo quella notte. Cosa potrebbe succedere adesso ad
Alexis? E’ in pericolo e io non sono stata capace di metterla in guardia, sono
solo scappata via come una codarda. Ma non potevo restare li. Incrociare quello
sguardo dopo quasi 2 anni.
Finalmente arrivo a casa, scrivo un messaggio a Manuel
avvertendolo del mio arrivo a casa e mi butto sul divano in soggiorno guardano
un vecchio film e piangendo da sola come una scema e non per il film. Mi dovrò
essere addormentata perché quando mi sveglio sono le 23 e stanno scorrendo i
titoli di coda del film. Sono ancora sola. Raccolgo le mie cose e me ne vado a
letto con un forte mal di testa.
Mi sveglio con un urlo nel cuore della notte. Dopo qualche
minuto mi ritrovo in camera Manuel:
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“Che succede piccola?”
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“Alexis dov’è?”
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“Ti svegli di notte con un incubo e la prima
cosa che pensi è Alexis! Fantastico!”
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“Dov’è?” – ringhio
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“Non rientra stanotte. E’ rimasta da Luca. Mi
sembra molto innamorato di lei. Le ho dato la mia approvazione!”
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“NO!” – grido
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“Helen ma che diavolo ti prende?”
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“Chiamala subito e falla tornare a casa”
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“Ma sei impazzita? Sono le 3 di notte!”
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“Non è la persona giusta per Alexis e ne
soffrirà. Quindi riportala a casa!”
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“Tu stai delirando! Non mi dire che sei gelosa
della tua amica perché ha trovato un ragazzo?”
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“Vaffanculo Manuel! Esci dalla mia camera e
dalla mia vita!” – gli urlo contro
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“Non sei cambiata di una virgola, la solita
bambina! Torno a dormire!”
Sparisce dalla mia camera sbattendosi dietro la porta. Che
cavolo ho combinato? Perché me la sono presa con lui? Come potrebbe sapere che
tipo è Luca? Devo mettere in guardia Alexis. Le farà molto male. E’ malato.
Evidentemente io e Manuel non siamo cambiati di una virgola in questi anni,
riusciamo ancora a farci male con le parole. Ma lui ha esagerato. Basta! Questo
è un preavviso che non possiamo tornare insieme. Continuerà a trattarmi come
una bambina. Mi addormento con gli occhi gonfi di lacrime quando ormai sta per
spuntare il sole! Quando mi sveglio sono le 10.45. Cavolo quanto ho dormito. Mi
alzo e scendo giù per fare colazione. Lui è già li. Wow che spettacolo di prima
mattina con solo i pantaloni del pigiama e a petto nudo.
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“Buongiorno!” – farfuglio
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“Buongiorno a te. Come ti senti stamattina?”
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“Meglio grazie” – mi preparo il latte e mi siedo
accanto
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“Helen scusami per stanotte!”
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“Lascia perdere tanto nessuno mi crederebbe!
Sono solo una bambina!”
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“Tu conosci Luca giusto? Sono rimasto sveglio
tutta la notte e ho collegato la tua fuga di ieri dal locale e le tue parole di
stanotte!”
Come cavolo fa a capire sempre tutto. Povera me adesso sono
proprio in un bel guaio. Io non sono ancora pronta a rivivere i momenti di
quella notte. Non con lui. Non con l’unica persona che io abbia amato e che
tutt’ora non riesco a dimenticare. Cosa posso dirgli?
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“io…io….si di vista!” – resto sul vago
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“Penso anche di più Helen! Non mentirmi! Cosa è
successo tra voi? Perché dici che è pericoloso per Alexis?”
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“Sei l’ultima persona con cui vorrei parlarne!”
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“Alexis è mia sorella!”
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“E’ anche mia amica, che ti credi!”
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“Parlami. Ti prego! Non te lo ripeterò ancora!”
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“NO! Ora voglio solo chiamare Alexis e sapere se
sta bene!”
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“L’ho già fatto io. Torna a casa tra unpò!”
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“ah…stava bene?”
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“a quanto sembrava si!”
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“ok allora io vado in camera mia!” – in
quell’istante Manuel mi afferra per il braccio
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“Tu non vai da nessuna parte. Dobbiamo parlare!”
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“Lasciami stronzo! Mi fai male!”
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“No! Dimmi cosa mi nascondi! Ora!”
Lacrime incontrollate iniziano a rigarmi il viso.
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“Lasciami….ti prego!”
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“No Helen! Voglio sapere cosa è successo. Da
cosa non sono stato in grado di proteggerti in questi anni lasciandoti libera!”
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“Ti prego…non sono ancora pronta!”
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“Pronta a cosa? Cazzo Helen sto iniziando a d
arrabbiarmi!” – mi urla contro
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“Mi ha violentata Manuel!! Vaffanculo!” – lui in
quell’istante molla la presa e io scappo su nella mia camera rannicchiandomi ai
piedi del letto e lasciandomi ad un pianto liberatore.
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