"Leggere per me era evasione e conforto, era la mia consolazione, il mio stimolante preferito: leggere per il puro gusto della lettura, per il meraviglioso silenzio che ti circonda quando ascolti le parole di un autore riverberate dentro la tua testa" (P.Auster)
sabato 20 aprile 2013
2' CAPITOLO
Prendo il telefono e vedo un numero che non conosco. Lo
apro:
CIAO HELEN SO
CHE E’ TANTO CHE
NON CI
PARLIAMO MA VISTO CHE VERRO’
A STARE LI DA
VOI VOLEVO SAPERE DI
PERSONA SE
ERI D’ACCORDO. SAI VOGLIO
“LASCIARTI
VIVERE LE TUE AVVENTURE
SENZA CHE
NESSUNO TI CONTROLLI”
Oh mio Dio! Come ha avuto il mio numero? L’avevo cambiato
subito dopo essermi trasferita e avevo fatto promettere ad Alexis che non lo
avrebbe fatto avere a Manuel. Come ha potuto tradirmi così la mia migliore
amica? E soprattutto perché? Ricorda ancora le parole con le quali l’ho
lasciato. Ho il brutto presentimento che le cose andranno molto male con il suo
arrivo qui ma nel contempo non posso vietargli di venire qui. La casa la pagano
i suoi genitori. Merda, merda, merda! Forse dovrei andare via io per qualche
giorno. Ma che cavolo Helen! Dove potresti andare! Mi faccio forza e digito una
risposta:
CIAO
MANUEL NON SONO IO QUELLA
CHE
PUO’ DARTI IL PERMESSO DI
VENIRE
A TROVARE TUA SORELLA
E
COMUNQUE LA MIA VITA ANDRA’
AVANTI
ANCHE CON TE QUI. FIDATI
Bene Manuel metti in sacco e porta a casa. Dovrò essere
forte. Non posso farmi vedere da lui che ancora lo penso o che non ho mai
smesso di amarlo. Motivo in più del perché dopo di lui non ho avuto una storia
fissa. Solo uscite. Niente di più. La sua risposta è immediata:
MI
FA PIACERE, PICCOLA!
Ma che cavolo!! Non può farlo. Non ora. Non può chiamarmi
ancora così. Oddio mi tremano le mani e le gambe al solo pensiero di rivederlo.
Adesso basta Helen. Devo dormire, domani c’è lezione in facoltà e alle 14
attacco a lavorare. E con le lacrime agli occhi mi abbandono in un sonno
liberatore.
Mi alzo alle 7 la mattina dopo e con mio enorme stupore non
appena mi affaccio in cucina noto Alexis già pronta in piedi.
-
“Ciao dormigliona!”
-
“Buongiorno a te! Dove sei stata ieri?”
-
“Siamo andati in un pub e poi a casa sua. Sono
appena rientrata. Mi piace da morire!”
-
“Ecco perché sei già pronta! Non ti sei mai
cambiata!!
-
“ehm….no!”
-
“Ricorda voglio essere la prima a conoscerlo!”
-
“Certo tesoro bello!Tu tutto ok?”
-
“Diciamo”
-
“Che succede?”
-
“Ieri ho ricevuto un messaggio da Manuel. Sai
niente tu al riguardo?”
-
“Io…Io…scusami Helen. So che te l’avevo promesso
e fino ad ora ci ero riuscita ma ieri ho ritenuto giusto farglielo avere perché
lui ha delle novità. Ma vorrei che fosse però lui a dirtele perciò non
chiedermi cosa! Ti prego non arrabbiarti!”
-
“Devo preoccuparmi? Io mi sento a disagio al
pensiero di averlo qui per casa ma ho accettato comunque”
-
“Tranquilla. Al momento giusto!”
Cosa mi nascondono? Perché Alexis non parla con me? Cosa
avrà Manuel di così importante da dirmi per precipitarsi qui dopo 3 anni che
non ci parliamo? Oddio la mia mente inizia a vagare.
Passano così 2 giorni tra tanti pensieri e con l’ansia che
sale sempre di più man mano che si avvicina il suo arrivo. Venerdì è arrivato.
Sono le 11. Lui arriva in stazione alle 15.30. Sara Alexis ad andarlo a
prendere. Io per quell’ora, per mia fortuna sarò a lavoro, e ho pregato Alexis
di non portarlo li. Lavoro in un bar come cameriera il pomeriggio per
racimolare qualche soldo per l’università.
Mentre mi preparo per andare a lavoro il mio telefono vibra:
CIAO
PICCOLA, STO ARRIVANDO!
Oh mio Dio ma cosa vuole da me? Io non lo capisco proprio.
Beh preparati Manuel perché io non ci sarò al tuo arrivo. E sarò il meno
possibile visibile in questi 3 giorni che lui starà qui. Non sono pronta a
passare del tempo con lui. Ho paura di rievocare vecchi sentimenti e di
soffrire ancora. Basta. Finisco di prepararmi, saluto Alexis con la mano mentre
lei parla al tel con il ragazzo che le ha rubato il cuore, e mi precipito a
lavoro.
E’ un pomeriggio molto morto a lavoro così mi ritrovo con la
mente a pensarlo. Sono le 16 e lui dovrebbe essere già a casa con Alexis. Ma
mentre penso a questo ecco che vedo entrare Alexis nel bar e ovviamente c’è
anche lui. Ma che cavolo! Non posso più fidarmi della mia amica. Cosa è
successo al nostro rapporto? Cosa mi nascondono tutti e due? Perché tutti
questi misteri? E soprattutto perché quei messaggi?
Mi faccio coraggio e vado da loro:
-
“Ciao Alexis! Che ci fai qui?”
-
“Ciao Helen anche per me è un piacere vederti!”
controbatte Manuel
-
“Ciao” Le uniche parole che mi escono dalla
bocca
E’ ancora più bello di come lo ricordavo. 1.80 di ragazzo,
biondo, occhi verdi e un fisico perfetto nonostante i suoi 28 anni. Dio mi
tremano le gambe. Perché mi fa questo effetto dopo così tanto tempo. Mi sta
fissando con quei 2 occhioni grandi. Cavolo è bellissimo. Basta Helen calmati.
Riprenditi:
-
“Scusami Helen sono passata solo per dirti che
questa sera andiamo a cena tutti e 4. Ci sarà anche Luca! Manuel vuole conoscerlo
e se non sbaglio anche tu!”
-
“ah…un’uscita a 4! E’ proprio necessario che io
ci debba essere. Io vivo qui posso sempre conoscerlo Luca” cerco di liberarmi
ma conoscendo Alexis so che non potrò mai vincerla questa guerra
-
“No cara. Tu vieni con noi!”
-
“Se non ho scelta ok!”
-
“ok allora ci vediamo a casa. A che ora
finisci?”
-
“alle 19.30!”
-
“ok a dopo allora!”
-
“ciao”
-
“Ciao Helen. A dopo. Non vedo l’ora!” le uniche
parole di Manuel prima di andar via con Alexis.
Ora ne sono sempre più convinta, quei due stanno tramando
contro di me e questa cena ne è la prova.
Finisco il mio turno di lavoro, saluto il mio capo e mi
dirigo verso l’uscita. Porca miseria mi manca il respiro. Che diavolo ci fa lui
qui fuori?
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