"Leggere per me era evasione e conforto, era la mia consolazione, il mio stimolante preferito: leggere per il puro gusto della lettura, per il meraviglioso silenzio che ti circonda quando ascolti le parole di un autore riverberate dentro la tua testa" (P.Auster)
domenica 21 aprile 2013
20' CAPITOLO
– “Non andartene! Resta con me! Voglio raccontarti tutti!”
– “Mi fai paura! Lasciami!”
– “Ti lascio! Ma tu resta!”
– “Ok...resto!” - torno in salotto e mi siedo sul divano e lui si siede accanto e mi prende la mano
– “Avevo circa 20 anni quando decisi di andare a farmi un viaggio con gli amici a Las vegas, tra i quali c'era anche Giulio. Tu forse eri piccola e non ricordi. Siamo stati in quel posto un mese. Il più bello della mia vita. Almeno credevo fino a quando non ho incontrato i tuoi bellissimi occhi. Una sera siamo usciti e ci siamo imbattuti in questo locale dove c'erano tante ragazze. Mi ha colpito subito. È stato amore a prima vista. Ci siamo sposati li in fretta e furia dopo qualche giorno e siamo andati a Miami come viaggio di nozze. Ovviamente nessuno lo sa. Solo Giulio. Tutti gli altri pensavano che
ero in giro a spassarmela con lei.” - si blocca
– “Continua!”
– “Al nostro ultimo giorno a Miami la notte mi sono svegliato e lei non era a letto. L'ho cercata per tutta la stanza ma non c'era. Ero nel panico più totale. Così ho chiamato Giulio che è subito venuto in mio aiuto. Sono passati 8 anni e di lei ancora nessuna traccia”
– “Continui a cercarla?”
– “Si Helen...io devo capire cosa è successo!!
– “Perchè?”
– “Perchè è stata lei a ridurmi così come sono adesso. Ed è solo trovando lei che potrò essere di nuovo me stesso! Potrò tornare ad Amare liberamente!”
– “Non capisco! Cosa vuoi dire?”
– “Mi sento in colpa! Vorrei sposarmi seriamente! E se non trovo lei non potrò mai farlo!”
– “Ha valore legale il vostro matrimonio?”
– “SI!”
– “Capisco! Ed è per questo motivo che hai intrapreso quello stile di vita?”
– “Si all'inizio! Poi mi è piaciuto ed ho continuato perchè lo volevo io!”
– “Si è fatto tardi! Devo tornare.” - faccio per alzarmi
– “Resta con me! Ti prego! Sei l'unica che riesce a capirmi e a farmi parlare e a farmi stare meglio. Non abbandonarmi adesso!”
– “Non posso Manuel! Va da Martina! Va da tuo figlio!”
– “Voglio te!”
Si avvicina sempre più a me. Conosco quello sguardo. Conosco quegli occhi. Me l'ha detto tante volte. Non riesce a tenere le mani a posto quando siamo nella stessa stanza.
Voglio restare? Posso restare? Cosa ne resterà di me domani quando lui sarà di nuovo via? Ho ascoltato fin troppo il mio cuore. È il momento di ascoltare la mia testa. Devo allontanarmi prima che sia troppo tardi.
– “Non aver paura Helen! Io troverò Marianna Douglas e poi ti sposerò!”
– “Io....non posso Manuel!”
– “Dimmi cosa vuoi Helen?”
– “Voglio essere felice! E la mia felicità non è con te!”
– “Non vuoi più vedermi?”
– “NO!” - mi sto distruggendo con le mie mani ma è solo il meglio che posso fare per stare meglio magari un domani lontano
– “Guardami negli occhi Helen!” - mi afferra il viso e lo punta verso il suo, occhi negli occhi - “Dimmi ora che è finita!”
– “E' finita! Anzi Non è mai iniziata! Ora lasciami andare!”
Manuel mi lascia andare e mentre sto per uscire mi giro verso di lui
– “Ho deciso di seguire mio fratello in America!” - mi rigiro e vado via
Doveva finire. E il modo migliore era mettere distanza tra noi. Qui tutti e due nello stesso posto non è possibile voltare pagina.
Torno a casa verso le 23.30. Quando entro trovo Giulio seduto al divano, probabilmente mi stava aspettando.
– “Bentornata! Tutto bene?!”
Mi precipito verso di lui e scoppio a piangere tra le sue braccia. Il mio mondo è crollato. Non mi resta che piangere.
Quando ho finito di versare tutte le mie lacrime comunico a Giulio la mia intenzione di seguirlo in America
– “Non è scappando che risolvi i problemi!”
– “Voglio passare un po' di tempo con te! E ora che mi ricordo mi avevi promesso una sorpresa”
– “Giusto! È in camera tua! Però prima di salire ascoltami bene! Qualsiasi cosa troverai in quella stanza l'ho fatto per il tuo bene! C'è la tua felicità li su!”
– “Mi stai incuriosendo! Cosa hai organizzato?”
– “Sali e scoprilo da sola!”
Come una bambina corro su per le scale, mi precipito davanti alla porta della mia camera e quando la apro per poco non mi viene un infarto.
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