"Leggere per me era evasione e conforto, era la mia consolazione, il mio stimolante preferito: leggere per il puro gusto della lettura, per il meraviglioso silenzio che ti circonda quando ascolti le parole di un autore riverberate dentro la tua testa" (P.Auster)
domenica 21 aprile 2013
15' CAPITOLO
– “Ciao Manu! Devo parlarti!” - mi guarda e poi si rigira verso Manuel - “da solo!”
– “Non potevi aspettare domani o chiamarmi prima?”
– “Ci ho provato ma avevi il cel staccato!”
– “Dovevi forse capire che non volevo essere disturbato!” - ringhia. È incazzato nero, lo vedo dai suoi occhi
– “Scusami, non so il tuo nome, potresti gentilmente lasciarci soli, farti magari un giro e tornare tra una mezz'oretta?” - dice guardandomi ancora
Oddio mi sta cacciando! Vuole restare sola con il mio uomo. Lui e la sua ex, soli in una stanza d'albergo. Ma mi rendo conto in quel momento che è proprio quello che voglio. Andare via.
– “Con molto piacere!”
– “NO!” - “interviene Manuel - “Tu non ti muovi”
– “Dovete parlare e io ho bisogno di uscire un po'!”
– “Non stai scappando?”
– “NO...torno dopo!”
– “Ok...non ci metterò molto!” - mi stampa un bacio e mi precipito fuori dalla stanza lasciandoli soli.
L'ho rifatto. Sono scappata via alla prima difficoltà! Avevo promesso a me stessa e a lui che non l'avrei mai più fatto. Lui mi ha pregato con i suoi occhi di restare li. Ma io mi sarei
sentita un'intrusa. Hanno ancora molto da risolvere e forse la mia venuta qui ha complicato i loro piani.
Cammino da circa mezz'ora e inizio a sentirmi sola e spaesata. Ho lasciato tutto in camera. Non ho con me ne soldi ne telefono! Ma all'improvviso un dubbio mi assale “come sapeva Martina dov'eravamo?”. Devo saperlo. Mi incammino verso l'albergo, salgo di corsa le scale e busso alla porta. Compare Manuel sulla porta
– “Finalmente! Dove sei stata?”
– “E' andata via?”
– “Si da un po'. Non ci abbiamo messo tanto. E poi non dovevi andare via!” - urla
– “Non provare adesso ad arrabbiarti con me della sua visita improvvisa! A tal proposito devo chiederti una cosa! Come sapeva lei che eravamo qui?”
– “Non importa questo! Dove sei stata?”
– “Manuel ti prego! Non mentirmi! Siamo stati così bene ieri sera e questa mattina!”
– “Helen non voglio coinvolgerti!”
– “Ok...resta pure qui. Vado a prendere il treno. Non ti scomodare per me!”
– “Basta adesso!” - urla - “Sono stanco di tutte le tue domande! Tu fai quello che dico io e non voglio obiezioni!”
– “Va al diavolo Manuel! Tu non mi dai ordini!”
in quel momento faccio per andar via ma lui si piazza davanti alla porta e non mi lascia passare. Mi stringe la faccia
– “Lasciami Manuel! Smettila! Ti stai facendo odiare!” - dico con un filo di voce
– “Lei è venuta qui perchè è incinta!” - ringhia nel mio orecchio
No! Ti prego! Ti prego Dio fa che non è vero! Mi manca il respiro! Lo sto perdendo. Non ci posso pensare.
– “Lasciami andare!” - non riesco a guardarlo in faccia
– “Helen guardami!”
– “Lasciamiiii!” - urlo
Manuel si stacca da me e mi lascia passare! Raccolgo la mia roba nel silenzio più totale e vado via senza salutarlo. Ricordo solo i suoi occhi lucidi su di me mentre vado via.
Il nostro mondo è crollato sotto lo stesso cielo dove era iniziato tutto! Mi ritrovo a girare per strada da sola come un'anima in pena. Sono solo un guscio che cammina perchè dentro non è rimasto niente! Solo un vuoto incolmabile che nessuno potrà mai riempire. Lui non c'è più e fa troppo male. Arrivo in stazione un' ora prima della partenza del treno. Così mi siedo ad aspettare. Guardo il telefono ma non c'è niente. Non mi ha rincorso questa volta.
Me l'aveva detto e l'ha fatto. Ma stavolta non potevo restare. Aspetta un figlio da un'altra donna e sono io adesso l'intrusa. Devo chiudere questo capitolo! Ma questa volta sarà molto dura e ho anche la tesi da affrontare. E poi chissà se aprirà ancora la filiale! No! Non posso vederlo! Sono a pezzi! Vorrei chiamare Alexis. Ho bisogno di lei adesso. Digito il suo numero. Mi risponde dopo un bel po'
– “Ciaooo straniera...finalmente ti sei ricordata della tua amica!”
Resto in silenzio. Il pianto mi vieta di parlare. Alexis capisce subito che c'è qualcosa che non va.
– “Helen stai bene? Cosa succede? Dov'è Manuel?”
– “E' finita!”
– “Helen dove sei?”
– “In stazione. Tra un po' ho il treno!”
– “A che ora arrivi così ti vengo a prendere?”
– “Alle 22!”
– “Ok tesoro! Vorrei essere li con te adesso!”
– “Ci vediamo dopo!”
– “Ok!”
Riaggancio e quando alzo lo sguardo mi trovo Manuel di fronte
– “Che ci fai tu qui?”
– “Helen fermati per favore! Dobbiamo parlare!”
– “Cosa dobbiamo dirci ancora? Stai per diventare padre!”
– “Non dobbiamo lasciarci! Io posso essere un buon padre anche non stando con la mamma! Dannazione io voglio te!”
– “Manuel sono io che non posso accettarlo! Ti prego lasciami stare. Non mi cercare più. Dimenticati di me! Vivi la tua vita!”
– “La mia vita sei tu! Helen io sono perso senza di te!”
– “Come sapeva dov'eravamo?”
– “Helen...io...non voglio farti ancora male! Non chiedere!”
– “Mi hai mentito ancora? È così?”
– “Quella stanza è mia! La uso per il mio stile di vita! Ecco perchè lei sapeva dov'ero!”
– “Mi hai portata dove ti sei fatto le altre facendomi credere che ti ricordavi della nostra prima volta? - mi ritrovo ad urlare senza rendermene conto
– “Non urlare!” - mi ammonisce - “Io volevo ricominciare tutto!”
– “Non ho più parole! Sparisci dalla mia vista! Mi fai schifo!”
– “Non ti facevo schifo stanotte o stamattina quando sei venuta a letto con me!”
Mi sento ferita dentro. È di nuovo un'altra persona che ho di fronte! E mi fa tanta paura!
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