domenica 21 aprile 2013

21' CAPITOLO

– “Ciao bellissima!” – “Ma...ma...come...cosa....Samuel!” – “Ehy Helen!” Il mio migliore amico d'infanzia è qui nella mia stanza. Dio quanto sarà che non lo vedo e sento? Circa 5 anni. Si da quella maledetta sera. Mi butto tra le sue braccia e scoppio a piangere. – “Perdonami Helen!” – “Non dire niente Samuel! Va tutto bene!” – “Come stai piccola mia?” – “Sono a pezzi!” – “Che succede? Racconta al tuo amico! Su su!” Ci sediamo per terra ai piedi del letto uno accanto all'altro e come facevamo un tempo restiamo tutta la notte svegli a raccontarci questi lunghi anni. Scopro che Samuel ha preso la laurea lo scorso febbraio in ingegneria informatica e adesso lavora presso una ditta molto grossa in America. Ecco come si sono incontrati dopo tanti anni con Manuel. È stato lui a chiedergli di potermi incontrare e Giulio me l'ha portato qui proprio nel giorno della mia laurea. Al contrario di Erica, Giulio è riuscito a capirci riguardo a quella notte. Ci ha perdonati e forse ha capito che adesso sarebbe stata la mia ancora di salvezza da Manuel. Quando decidiamo di andare a dormire è ormai l'alba. Non è la prima volta che dormiamo insieme. Ben si intende. Dormiamo. Non c'è stato mai quel genere di attrazione tra noi. Eravamo solo amici. O forse dovrei dire che io lo vedevo come amico. Lui ha sempre voluto qualcosa di più. Quando mi sveglio noto che lui non c'è. Guardo la sveglia. Cavolo le 14.30. Ho dormito tantissimo. Faccio per entrare in bagno e trovo Samuel immerso nella vasca. – “Ops... scusami!” Richiudo la porta, mi vesto velocemente e scendo giù in cucina dove trovo Giulio davanti alla tv a mangiare schifezze! – “Vuoi che ti preparo qualcosa di decente fratellone?” – “Buongiorno a te! No grazie tra un po' esco a fare due passi! Ho un impegno! - "Samuel?” – “Grazie Giulio! Per la bellissima sorpresa! È di sopra in bagno!” – “Era il mino che potessi fare!” Vado incontro a mio fratello e lo abbraccio forte forte. In quel preciso istante ci raggiunge Samuel solo in jeans e canottiera. È cambiato veramente molto in questi anni. Il suo fisico è cambiato. I suoi occhi però sono sempre così inquietanti. Alto 1.90, capelli neri, occhi neri. – “Buongiorno!” – “Ciao amico!” - lo saluta Giulio – “Buongiorno!” - dico arrossendo ricordando l'inconveniente di poco fa Samuel inizia a frugare in cerca di qualcosa da magiare mentre io resto scioccata dinnanzi al suo aspetto. Dov'è finito il ragazzo che conoscevo io? Ma ammetto che questo è decisamente meglio. Mio fratello mi distoglie dai miei pensieri – “Helen potrei parlarti 2 minuti da solo?” – “Ok! Andiamo in camera mia!” Ci avviamo di sopra lasciando Samuel da solo. – “Allora Giulio che devi dirmi?” – “Ieri sera mentre tu eri con Samuel mi ha cercato Manuel e mi ha chiesto di incontrarci oggi! È con lui che ho appuntamento! Volevo che tu lo sapessi!” – “E' tuo amico! Puoi vederlo quando vuoi! Non devi chiedermi il permesso!” – “Sei sempre decisa a voler lasciare il paese?” – “Più che sicura!” – “Ad Alexis non ci pensi? Non vi siete volute dividere per l'università e adesso la pianti qui da sola?” – “Lei adesso è molto presa da Luca e ci vediamo praticamente mai!” – “Non vuoi pensarci ancora?” – “No ho deciso!” – “Ok allora tra 2 giorni si parte!” – “Perfetto!” – “Ok io allora vado. A dopo!” - mi fa l'occhiolino ed esce dalla mia stanza Dopo un po' mi raggiunge in camera Samuel. Entra senza bussare. Diavolo sembra come se fosse a casa sua. Entra quando gli pare, senza avvisare. – “Potresti bussare!” - gli dico sorridendo – “Perchè scusa? Da quando sei così timida?” - mi rilancia anche lui un sorriso che arriva dove non dovrebbe – “Da sempre!” – “Allora ho sbagliato persona! La mia Helen non era timida!” – “Ti prego Samu! Non ora!” – “Non ho detto niente! Ti va di uscire?” – “Si! Andiamo a farci un giro al parco e ti offro un gelato!” – “Facciamo che io ti offro un panino, dato che abbiamo saltato il pranzo, e tu il gelato!” – “Aggiudicato! Ora per favore esci. Vorrei prepararmi!” – “Ai suoi ordini!” Esce chiudendosi la porta alle spalle. Io mi precipito in bagno, mi infilo in doccia e ripenso alla sua presenza qui. Cosa voleva dire Giulio con “la tua felicità è lassù”? Vorrebbero tutti che io facessi chiodo scaccia chiodo. Ma non è così semplice. Io amo Manuel. E Samuel è il mio migliore amico d'infanzia. Esco dalla doccia, mi trucco, mi vesto, jeans e camicetta nera, lascio i miei capelli sciolti e scendo giù da Samuel. Si è cambiato. È veramente bellissimo! In jeans neri e polo bianca. – “Pronta?” - mi chiede – ”Pronta e affamata!” – “Andiamo allora!” Usciamo di casa e iniziamo a camminare verso il parco dove c'è quel camioncino di rosticceria dove prenderemo il nostro pranzo.

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