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Mi appisolo sul divano e mi sento sola. Questa casa è così grande. Solo adesso me ne rendo conto. Sono le 23.30 e ancora nessuna notizia da Manuel. Sto iniziando a perdere la pazienza. Ne ho già avuta tanta. Non lo sento da quando l’ho lasciato sotto il suo ufficio con il taxi. Non può essere lavoro fino a quest’ora.
Salgo in camera con il mio telefono tra le mani con la speranza che da un momento all’altro si illumini con il nome del mio amore. Ma niente. Così scrivo un messaggio
DOVE SEI? MI STO PREOCCUPANDO
La stanchezza del lungo viaggio inizia a farsi sentire così cado in un sonno profondo.
Il mattino seguente quando mi sveglio sono le 8.40. Il mio primo pensiero è dov’è Manuel? Controllo il telefono e noto 2 chiamate perse e 1 messaggio
AMORE SCUSAMI HO PROVATO A CHIAMARTI
MA E’ MOLTO TARDI E TU STARAI GIA DORMENDO
NON VOLEVO FARTI PREOCCUPARE MA AVEVO
DELLE COSE DA RISOLVERE. TI AMO
Devo sentirlo. Mi manca da impazzire. Sono quasi 24 ore che non lo sento. Compongo il suo numero e avvio la chiamata. Risponde subito
- “Piccola Buongiorno!”
- “Dov’eri?”
- “Ero a una cena di lavoro! È stata una cosa improvvisa dopo la riunione del pomeriggio. Mi serviva per chiudere l’affare!”
- “Eravamo d’accordo che tornavi qui a dormire! Sei stato con lei?”
- “Lo so amore. Era tardi e tu non mi rispondevi! Non potevo restare per strada!”
- “Potevi avvisarmi…Allora hai…. Dormito… con lei?”
- “Ho dormito in un’altra stanza! Se è quello che mi stai chiedendo!”
- “Ora dove sei?”
- “Sto venendo da te! Apri!”
Corro ad aprire la porta e lo vedo arrivare. Gli salto subito addosso. E lo bacio. Siamo due calamite quando siamo vicini. Non sappiamo resistere. Siamo due corpi che si attraggono. Due corpi che si desiderano. Due corpi che si amano.
- “Ti sono mancato eh?”
- “Stanotte resti qui? Domani devo essere da mia sorella!”
- “Domani?”
- “Si domani. Sono le sue condizioni!”
- “Domani non posso Helen!”
- “OK…prenderò il treno!” – sono un po’ delusa – “Cosa devi fare?”
- “Devo andare a Milano per lavoro!”
- “A Milano?”
- “Si stiamo istituendo un’altra succursale li e ci devo essere per forza!”
- “AH! Ok!”
- “Quanto ti fermerai?
- “Solo 2 giorni! Il marito sarà fuori!”
- “Bene! Allora poi ti rivengo a prendere io!”
- “Tu quando parti?”
- “Ho il volo tra qualche ora, ma adesso sono libero!” – mi lancia il guanto di sfida
- “Eh cosa vorrebbe fare Sign. Cooper?”
- “Mi sta sfidando Sign.ina Martini?”
- “Forse!”
Alla velocità della luce mi afferra per le gambe e mi ritrovo penzolante dietro la sua schiena. Si dirige in camera mia, mi lascia cadere dolcemente sul letto e inizia lentamente a spogliarci e in men che non si dica è sopra di me.
- “Sfidami adesso Helen!”
- “Ti piace essere sfidato?”
- “Tutto quello che riguarda te mi attira in un modo che non riesco a spiegarmi!”
Mi giro e mi ritrovo io sopra di lui.
- “Così mi piaci! Allora cosa vuoi farne di questo povero ragazzo stracotto di questa meravigliosa creatura?”
- “Lo voglio tutto per me! Adesso!”
- “Tutto tuo amore mio! Ogni centimetro!”
Mi inclino e inizio a baciarlo molto lentamente sul collo, pian piano scendo sul suo petto e sento il suo cuore che batte all’impazzata. Per me. Per quello che sono capace di scaturire in quest’uomo. Sono totalmente e follemente innamorata di lui. Continuo a stuzzicarlo ancora per un po’. Ma all’improvviso mi ritrovo di nuovo sotto di lui.
- “Ehy non è giusto!” – brontolo
- “Non posso più aspettare!”
Entra in me e inizia a muoversi dolcemente, poi pian piano aumenta il ritmo.
- “Ti amo piccola! Non dimenticarlo mai! Qualsiasi cosa succeda!”
- “Ti amo anch’io! Tanto!”
Siamo distesi sul letto. Io sono tra le braccia di Manuel con la testa sul suo petto. Ha un odore stupendo. Mi annebbia tutto. O forse dovrei dire che è lui che mi manda tutto in subbuglio. Sono felice ma allo stesso tempo triste perché dovremo stare due giorni separati proprio adesso che ci siamo ritrovati. Ma è il suo lavoro. E non posso farci niente.
- “Dobbiamo alzarci da questo letto! Sennò perderò l’aereo!”
- “Ancora un po’!”
- “Non essere triste! Sono solo due giorni! E poi starai via anche tu!”
- “Mi mancherai tanto!”
- “Anche tu Helen! Divento pazzo quando non sono con te!”
- “Hai avuto modo di parlare con Martina?”
- “Ci ho parlato un po’ stamattina a colazione! Ma dobbiamo rimandare a quando rientro! Non ci sono dubbi che è incinta perché oramai si vede la sua pancia…ma vorrei sapere se è mio! Te l’ho raccontato che il nostro era un rapporto aperto!”
- “Si ricordo benissimo! E se dovesse essere il tuo veramente?”
- “Ci penseremo al momento! Adesso non pensarci! Goditi questi due giorni con tua sorella!”
Resto assorta nei mie pensieri. Non c’è dubbio che lei sia incinta. Come potrà Manuel dividersi tra me e sui figlio? E ne tanto meno io voglio intromettermi. Stabilizzerebbe il bambino. Loro devo fare in modo di dargli un nucleo famigliare in cui io non faccio parte e questa cosa potrebbe uccidermi. Specialmente se lui farà quello che dice. Sposarmi. Posso dividere mio marito con un’altra donna e un altro figlio? Cosa racconteremo ai nostri figli? Calma Helen stai viaggiando troppo con la testa. Ascolta lui. Giorno per giorno. Una cosa alla volta.
Ho appena salutato Manuel e mi sto preparando per andare da mia sorella. Sento suonare alla porta. Sarà sicuramente lui che avrà dimenticato qualcosa. Mi precipito per le scale, apro la porta e rimango alquanto sbalordita dalla persona che mi trovo di fronte.
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