"Leggere per me era evasione e conforto, era la mia consolazione, il mio stimolante preferito: leggere per il puro gusto della lettura, per il meraviglioso silenzio che ti circonda quando ascolti le parole di un autore riverberate dentro la tua testa" (P.Auster)
sabato 20 aprile 2013
1' CAPITOLO
Sono in giro con la mia migliore amica, Alexis, in cerca di un po’ di svago dopo le ore
passate sui libri. Eh già i libri. Il nostro tormento più grande. Frequentiamo
entrambe il 3 anno della facoltà di Lettere e filosofia all’università di
Trento. Lei è la classica amica alla quale puoi chiedere tutto, anche il mondo
e lei lo mette ai tuoi piedi e ovviamente lo stesso vale anche per me nei suoi
confronti. Ci conosciamo da quando abbiamo 7 anni. Abbiamo frequentato le stesse
scuole e siamo state da subito amiche inseparabili. Tutti invidiano la nostra
amicizia perché diciamolo francamente le amicizie solide tra donne sono rare
perché subentra subito gelosia, invidia. Ma noi abbiamo di più di questo. Noi
abbiamo un rapporto speciale. Un rapporto che abbiamo solidificato con il tempo
trascorso assieme. Abbiamo scelto la stessa università per paura di perderci e
per paura di stare da sole in posti sconosciuti. Viviamo da sole in un
appartamento che abbiamo affittato per i nostri studi con l’aiuto dei genitori
di Alexis che sono abbastanza ricchi. È un appartamento abbastanza grande
composto da un ingresso soggiorno con cucina e due camere al piano terra e una
al piano superiore che si affaccia su un terrazzo panoramico della città.
Alexis si è subito innamorata di una delle stanze a piano terra e io mi ci sono
buttata al piano superiore. L’altra stanza per il momento è vuota. Noi la
chiamiamo la STANZA DELLE SORPRESE perché è la camera più grande delle 3 con un
letto matrimoniale, due grandi armadi e una panca ai piedi del letto e con il
bagno privato in camera. Inizialmente avevamo deciso di affittarla ma poi
l’idea ci è subito passata e abbiamo deciso di tenerla libera e avevamo giurato
su noi stesse che la prima che avrebbe avuto un ragazzo avrebbe preso quella
stanza. Fino ad allora entrambe avevamo avuto storie passeggere ma nessuno
ancora in grado di rubarci il cuore. O per quanto mi riguarda nessuno come il
mio primo amore, Manuel, che ho deciso di lasciare quando mi sono trasferita
qui 3 anni fa. Da allora non l’ho più sentito.
Dopo una mattinata in università e un pomeriggio in giro per
negozi finalmente alle 18 torniamo a casa.
-
“Casa dolce casa”
-
“Helen io vado a farmi una doccia e poi mi
distendo un po’ sul letto. Ho i piedi a pezzi”
-
“ok. Io vado a cambiarmi e poi mi intrattengo un
po’ al pc”
Erano passate circa 2 ore da quando io e Alexis ci siamo
salutate che me la vedo piombare in camera tutta pimpante:
-
“Helen ho una grande notizia”
-
“cioè?” le chiedo
-
“ Mio fratello viene a trovarci questo fine
settimana e sapendo che abbiamo una camera vuota ha chiesto se può fermarsi da
noi”
-
“oh!”
-
“Dai non fare quella faccia”
Alexis sa perché la mia reazione è stata un semplice “oh”. Suo
fratello, Manuel, il mio primo amore verrà a stare qui da noi. Che effetto mi
farà rivederlo dopo tanto tempo? Cosa gli diro? E lui cosa mi dirà? E poi
perché ha chiesto di stare proprio qui sapendo che ci sono anch’io? Non è mai
venuto a trovarci in 3 anni. E penso che il motivo sia proprio quello: la mia
presenza sotto lo stesso tetto di Alexis.
-
“No tranquilla. Può restare qui da noi.
Dopotutto sono i vostri genitori che ci pagano l’affitto”
-
“ ehy Helen tranquilla mi occuperò io di lui. Lo
so che significa per te rivederlo. Ma ho davvero bisogno di stare un po’ con
qualcuno della mia famiglia!”
-
“ Va bene. Lo faccio solo per te. Ma tienimelo
lontano il più possibile. Non saprei cosa fare o dire con lui.”
-
“Grazie mille sei una vera amica”
-
“Per te questo e altro! Tvb!” me l’abbracciai
forte.
Subito dopo lei si chiuse la porta alle spalle e io rimasi
sola nella mia stanza. Lacrime incontrollate iniziarono a rigare le mie guance.
Non ero pronta a quello che stava per succedere. Tra 3 giorni l’avrei rivisto.
Avevo una voglia matta di stringerlo di nuovo a me ma sapevo che questo non
poteva più succedere. L’avevo ferito lasciandolo la sera prima della nostra
partenza per Trento. E Lui non me l’ha mai perdonata. Ho visto per la prima
volta un uomo piangere per amore. Si per AMORE. Lui era innamorato perso ma io
ero ancora una ragazzina di 18 anni e non volevo impegnarmi ancora seriamente e
ne tanto meno con il suo attaccamento vietarmi i divertimenti della vita
universitaria.
Sono le 21 quando mi affaccio giù in cucina e di Alexis non
c’è traccia. Cosi apro leggermente la porta della sua stanza e la trovo al
telefono e senza volerlo ascolto la conversazione con suo fratello:
-
“ No Manuel, non frequenta nessuno al momento.
Credo che non ti abbia mai dimenticato!”
-
“Si. Gliel’ho detto che starai da noi. Ma ho
ritenuto opportuno omettere il motivo per cui ti sarai qui, non credo ne
sarebbe contenta e le aprirebbero vecchie ferite. Sai credo che lei si penta
ogni santo giorno di quella decisione.”
-
“ok fratellone ci vediamo venerdì. Mi manchi
tanto. Ciaoo!”
Faccio in tempo ad uscire per non essere scoperta. Quale
sarà il vero motivo della sua visita qui? Perche parlavano di me? Cosa mi
nascondono? Posso affrontare il passato? Oh Dio! Non Posso! Non ce la faccio!
Ho bisogno di un po’ d’aria. Questa volta entro in camera di Alexis :
-
“Ohy Ale io vado a farmi un giro!”
-
“ Helen stai bene?Hai una faccia!”
-
“ Si tutto ok. Torno tra un’oretta” e mi dileguo
prima che parta il 3 grado di Alexis.
Giro e rigiro per le vie del paese tutta sola pensando e
ripensando a Manuel e alla sua visita qui da noi. Non posso smettere di pensare
a lui. A noi. Con un po’ di tristezza ricordo i due anni bellissimi che ho
trascorso con lui. Il nostro primo bacio, la nostra prima volta. Mentre i
ricordi prendono il sopravvento mi squilla il telefono. E’ Alexis:
-
“Teso’ dove sei?
-
“Sto tornando a casa. Perché?”
-
“Volevo avvisarti che sto uscendo con il tipo di
cui ti parlai l’altro giorno. Mi ha appena telefonato. Non aspettarmi sveglia.
Penso che stasera userò la stanza!!” e scoppiamo tutte due a ridere
-
“Ok tranquilla. Esci e divertiti”
-
“ciao” e chiude la comunicazione.
Verso le 23 torno a casa. Mi faccio una rapida doccia e
mentre mi sto per mettere al letto il mio telefono sul comodino si accende. Un
messaggio. Chi sarà a quest’ora?
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