domenica 21 aprile 2013

16' CAPITOLO

– “ Helen se sali su quel treno è finita!” – “Addio Manuel!” Con gli occhi pieni di lacrime salgo sul treno e mi siedo dalla parte opposta dello scompartimento in modo da non vederlo. Mi fa troppo male! Non mi è rimasto più niente, sono completamente vuota. Questa volta però non posso dargli una colpa come le altre volte. La sua ex, o forse dovrei dire la sua ragazza, è incinta. Non ci sono speranze. È finito tutto. I nostri sogni, le nostre speranze, le nostre promesse di ieri sono volate via in un attimo. Come se niente fosse accaduto. Sono stanca di tutto e tutti, vorrei solo poter essere felice una volta per tutte senza stare ogni volta con l'ansia che qualcosa sconvolga le mie giornate. Ed è proprio quello che rappresenta Manuel. Forse era destino. Forse doveva andare così! Questa volta il colpo è più forte! Arrivo a destinazione e trovo Alexis ad aspettarmi. È venuta sola. Mi conosce troppo bene. Abbiamo bisogno di tempo solo noi due. Mi è rimasta solo lei! Senza di lei adesso sarei persa. Mi precipito tra le sue braccia e restiamo sedute in stazione così per no so quanto tempo. Il tempo necessario per porre fine alle mie lacrime. – “Shhh Helen! Per favore non fare così! Parlami, ho bisogno di aiutarti!” – “Non ti ha chiamata?” – “Si Helen l'ha fatto! Ed è per questo che sono preoccupata per te!” – “Non ora Alexis! Voglio solo andare a casa!” – “Ok andiamo tesoro!” Nel silenzio più totale raggiungiamo casa. Appena dentro la saluto e me ne vado nella MIA camera. Erano parecchie settimane che non dormivo qui. Ma adesso il solo pensiero di andare di sotto mi fa stare male, più di quanto già io stia! Troppi ricordi! Mi sistemo a letto e prendo il mio telefono. Nessun messaggio, nessuna chiamata! Dio quanto darei perchè lui fosse qui con me! Mi sento come se qualcuno mi avesse strappato il cuore. Un dolore lancinante, un vuoto profondo che nessuno sarà mai in grado di colmare. Sono le 3 di notte e sono ancora sveglia! Scendo giù in cucina, apro il frigo e mi verso un bicchiere di vino, un altro ancora, e poi ancora! Solo il vino è riuscito a colmare questo vuoto e questa mia sofferenza. Mi accuccio sul divano e cado in un sonno profondo. Sono in un lungo tunnel e un bambino mi viene incontro, mi prende per mano e mi porta verso la luce. Io lo seguo senza sapere dove questa luce ci porterà. All'improvviso compare Manuel con Martina che prendono la mano di questo bambino e lui lascia la mia. Io resto immobile. Loro tre si girano e continuano a camminare dandomi le spalle. Spariscono in lontananza ma in quel momento mi sento toccare la spalla, mi giro ed è Manuel che mi bacia e poi sparisce ancora. Mi sveglio di scatto e mi ritrovo seduta al divano. Ho un mal di testa atroce. Colpa della sbronza di questa notte. Mi alzo e salgo nella mia camera, entro in bagno e butto giù una compressa e mi butto sotto la doccia. E i miei pensieri tornano imperterriti a lui. Ai suoi occhi grandi azzurri, al suo sorriso, ai nostri baci, al nostro amore. Non c'è più niente ormai. Sono diventata un'isola abbandonata! E poi quel sogno. Cosa vorrà dire? Ho una tesi da studiare e non ho la minima forza adesso di farlo e mancano solo 20 giorni. Le lacrime ricompaiono sul mio viso. Ormai sono mie amiche inseparabili. Non posso più fare a meno di loro. Non c'è rassegnazione a questa perdita. Esco dalla doccia, mi vesto e mi ributto in lacrime sul letto. Non ho la forza di andare avanti. Che senso ha vivere se lui non potrò più averlo. Il destino è crudele. Lo riporta nella mia vita con una facilità, e, con la stessa facilità, me lo porta via. La mia vita non ha più senso. Niente ha più senso. E così passano i miei giorni. Non esco più da casa e dalla mia stanza. Mi prendo le ferie dal lavoro. Non avrei la forza adesso di affrontare il mondo li fuori. Controllo ogni minuto il mio cellulare e, a parte Alexis, che mi chiama mille volte al giorno per una scsa stupida, pur di sentire come sto, nessuno mi cerca. Manuel è sparito. Ma lui era stato chiaro. “Se vai via non ci sarò più”. Mancano due giorni alla mia laurea e sono ancora nel panico totale. Non riesco a ricordare nulla. Studio e studio ma sembra come se il mio cervello fosse in standby. Non assimila niente di quello che leggo. Mi sto rovinando con le mie mani e questo non va bene. Ma mi manca la forza per ricominciare. Verso le 18 entra Alexis in camera – “Ciao tesoro!” – “Ciao Ale!” – “Tutto bene? Come procede la preparazione? Sta arrivando eh? – “Andrà malissimo! Non riesco a studiare!” – “Helen guardami!” - si posiziona davanti alla scrivania - “Adesso devi pensare solo a te, ai tanti sacrifici che hai fatto per essere dove sei! Non buttare tutto via così! Sei straordinaria!” – “Non ce la faccio! Mi manca da morire!” - e tornano a trovarmi le lacrime – “Helen sono giorni che sei così. Adesso basta! Non posso vederti conciata così! Non esci più, mangi pochissimo! Li fuori c'è tanta vita che ti aspetta!” – “La mia vita è rimasta con lui in quella stanza” – “No! La tua vita è li fuori quella porta. Devi solo ritrovarla! Se resti qui non lo scoprirai mai! Apri quella tesi, studiala bene e fai vedere a tutti chi sei! Non deludermi!” – “lo farò Ale! Grazie!” - ci abbracciamo forte Mi ritrovo di nuovo sola in camera. Apro la mia tesi e finalmente dopo giorni riesco a studiare un po'. Ha ragione Alexis ho faticato molto per essere qui e non posso deludere nessuno.

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