"Leggere per me era evasione e conforto, era la mia consolazione, il mio stimolante preferito: leggere per il puro gusto della lettura, per il meraviglioso silenzio che ti circonda quando ascolti le parole di un autore riverberate dentro la tua testa" (P.Auster)
domenica 21 aprile 2013
24' CAPITOLO
Dopo un po' sento bussare alla porta della mia camera. È Samuel. Mi alzo dal letto, gli vado incontro e lo abrraccio cogliendolo di sorpresa. Mi scosta da lui, mi scruta a fondo e subito capisce che c'è qualcosa che non va, qualcosa che devo confessargli. Le mie paure più grandi si stanno realizzando. Lo ferirò a morte. Ma devo farlo
– “Che succede Helen?”
– “Siediti Samuel! Non ti piacerà quello che sto per dirti!”
– “No! Resto in piedi! Dimmi!” - è nervoso
– “Non sono pù sicura di voler partire!”
– “Perchè Helen? Cosa ti ha fatto cambiare idea? Mi hai detto che ci avresti provato!”
Resto in silenzio con la testa abbassata sulle mie mani che non fanno altro che contorcersi tra loro. Mi poggia la sua mano sul mio mento e mi fa guardare i suoi bellissimi occhi
– “E' per lui vero?”
– “Si! Siamo troppo legati! Non riesco a lasciarlo andare!”
– “Aspetta un figlio da un'altra! Cosa potrebbe darti?”
– “Ieri abbiamo fatto l'amore! E mi ha chiesto di sposarlo!”
– “No! No! No!” - urla
Mi sta facendo paura. Sta urlando come il pazzo. Ma cosa sto combinando? Lo sto ferendo.
– “Samu calmati!”
– “Io ti amo e non ti lascerò qui a distruggerti per lui! Non lo permetterò! Adesso starà a sentirmi! Non voglio che tu lo veda più? Ci siamo capiti?”
Esce di casa sbattendosi dietro la porta. Cosa farà adesso? Ho combinato un grosso casino. Avviso subito Manuel perchè è da lui che è diretto. Il suo telefono squilla 3 volte prima che lui mi risponda
– “Amore!”
– “Ho fatto un casino! Samuel sa di quello che è successo prima! Sta venendo da te!”
– “Calmati Helen! Io lo aspetterò qui!”
– “Sto venendo anch'io!”
– “No resta dove sei!”
– “Scordatelo!” - e riaggancio
Mi rivesto velocemente e faccio per uscire di casa quando la porta si apre ed entra Giulio.
Vedendomi nervosa e intenta ad uscire alle 11 di sera, mi blocca.
– “Dove vai? È tardi!”
– “Devo andare a casa di Manuel! È successo un casino! Vieni con me, ti racconto per strada!”
Quando arriviamo a casa di Manuel, Giulio non fa altro che imprecare. Conosce molto bene Manuel e quando si mette in testa qualcosa la devo portare a termine. E adesso Manuel e Samuel vogliono la stessa cosa. Ed entrambi lotteranno fino alla fine,
ricorreranno a qualsiasi mezzo per ottenerla e io mi sento come un trofeo nelle loro mani.
La porta di casa è aperta, così entriamo e ci blocchiamo all'ingresso perchè notiamo che stanno parlando. Prima di intervenire, Giulio mi consiglia di aspettare e farlo solo se
occorre. Siamo come due intrusi che ascoltano una conversazione privata. Ma in realtà non è così.
– “Lei non salirà su quell'aereo!” - ringhia Manuel
– “Non è felice qui! Smettila di pensare a te stesso! Se la ami come dici lasciala libera!”
– “L'ho lasciata libera abbastanza! Adesso la rivoglio nella mia vita!”
– “Forse non è destino tra voi! Il nostro invece si!”
– “Che cazzo ne sai che il vostro è destino? Fino a ieri non sapevo della tua fottuta esistenza e adesso vieni qui a rubarmi l'amore della mia vita! No cazzo! Non funziona così!”
– “Te la sei scopata per non farla partire! Fai schifo come persona e come uomo!”
Trattengo il fiato. Conosco Manuel troppo bene. Sta per esplodere e saranno guai seri per Samuel. Devo intervenire ma Giulio mi blocca.
– “E' stata lei a volerlo! È stata lei a baciarmi! Non si è fermata!”
– “Noi siamo legati! Dobbiamo portare a termine una missione! Dobbiamo non rendere vano un sacrificio!”
– “Che diavolo dici?”
Quelle parole mi arrivano dirette al cuore. Non posso più fare finta di niente. Samuel ha ragione. Lo dobbiamo entrambi a Lucia! È il momento di uscire allo scoperto e confessare tutto a Manuel
– “Manuel!” - dico semplicemente - “Ha ragione Samuel!”
– “Che ci fai qui? Di cosa stai parlando?”
– “Il mio destino è nelle mani di Samuel! È lui la mia luce, la mia felicità e il mio futuro!”
Devo farmi odiare per fare in modo che lui mi lasci libera. Fa tremendamente male ma devo farlo.
– “ Ma che cazzo dici? - urla - “Abbiamo fatto l'amore, mi hai detto che mi ami! Non ti credo! non posso neanche pensare a come sarebbe la mia vita senza di te. una cosa è sicura: non sarebbe vita!”
– “Io non ti amo Manuel! Io desidero il tuo corpo, ma non è amore! È Samuel che amo!” - Dio quanto fa male
– “Non ti credo!”
– “E' così...Domenica partirò con lui!”
In quel momento Samuel capisce quello che sto facendo. Mi viene vicino, mi prende la mano e mi stringe a se. Anche se i miei occhi non smettono di guardare quelli di Manuel. Il mondo sta crollando sotto i miei piedi e io sto sprofondando. In un abisso eterno. Dove
non ci sarà più luce. La mia luce si è spenta in questo preciso momento, quando gli occhi di Manuel hanno lasciato i miei. È la fine.
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