domenica 21 aprile 2013

30' CAPITOLO



Sono seduta in aereo in attesa della chiusura delle porte. Manuel è vicino a me intento nelle sue pratiche di lavoro. Io fisso fuori dal finestrino e ripenso a ieri notte. È stato tutto fantastico. Lui è stato fantastico. Ma cosa voleva dire con "sto sistemando anche la seconda problematica che ci divide"? Forse Martina è non è davvero incinta? O forse non è suo? Non lo so dove tutto questo ci porterà ma io adesso voglio combattere per restare con la persona che amo. Dovrò anche chiamare Samuel, chiedergli scusa di tutto e soprattutto deve sapere che l’ho amato davvero. In un modo che magari lui non accettava. Ma era l’unico tipo di amore che io potevo dargli. Poi c’è Giulio. Un fratello che mette tutto dietro per rendere felice la propria sorella. Lo adoro. Mi torna in mente la nostra separazione di stamattina


- “Sii felice! Ti voglio un mondo di bene e i nostri genitori sarebbero fieri di te! La nostra piccola Helen! Tu eri piccola quando sono morti ma il modo in cui ti guardavano era una cosa che andava oltre l’amore di un genitore! Erano stregati da te. Questo batuffolo con questi capelli color nocciola! Io mi sono innamorato di te a prima vista! Sei una sorella che tutti invidiano!”
- “Riesci sempre a farmi piangere! Io li ho conosciuti poco ma hanno avuto due degni sostituti! Ti voglio bene!” – lo abbraccio
- “Prenditi cura di lei!” – dice rivolgendosi verso Manuel – “E’ tutto quello che mi resta della mia famiglia!” – ed è proprio vero. Erica non vuole più saperne di noi anche se la sua presenza veloce alla mia laurea mi ha spiazzato. Dovrei chiamarla, magari andarla a trovare. Ricreare il nostro legame.
- “E’ proprio quello che ho intenzione di fare!” – risponde Manuel


Non vorrei sbagliarmi ma sembra davvero cambiato. Lo guardo così bello nel suo costume blu, camicia bianca e cravatta. Si è messo a tiro perché quando arriveremo in Italia dovrà correre a lavoro. Io staro nella casa dove ho vissuto questi 3 anni con Alexis e Luca, anche se adesso sarò sola, dato che da lui c’è Martina. Martina! Il mio terrore più grande. Paura che potrebbe mettersi tra di noi e rovinare tutto. Ma lui mi ha tranquillizzato che mi ama e farà in modo di sistemare la situazione. Appena torneremo le parlerà e le chiederà il test di paternità. Solo dopo quello prenderà la sua decisione.


- “A cosa pensi piccola?” – mi distrae dai miei pensieri mentre iniziano a chiudersi le porte
- “A questi ultimi due giorni e a quello che ci aspetta al nostro rientro!” – lo fisso
- “Non pensare Helen! Vivi alla giornata! Affronteremo le cose giorno per giorno ma insieme!”
- “Voglio andare a trovare Erica mentre tu risolvi con Martina!” – lo vedo cambiare faccia
- “Fuggi ancora? Ero stato chiaro!” – si acciglia
- “Non sto scappando! Voglio davvero vedere mia sorella e tu così avrai il tempo per risolvere la tua situazione con Martina!”
- “Quando vorresti partire?”
- “Non lo so! Quando arriviamo prenoto e poi ti dico!”
- “Quanto vorresti stare via?”
- “Avevo pensato 3-4 giorni!”
- “Dove vive tua sorella?”
- “Venezia!”
- “Ok…si può fare! Però ti accompagno io in macchina! Sono solo 2 ore da noi! “
- “Ma….” – non mi fa terminare la frase
- “Non discutere! Ti accompagnerò e ti verrò a prendere! Questa è la mia proposta!”
- “Ok non discuto! Non ho scelta vero?”
- “NO!”
Termino li la nostra conversazione. Non voglio farlo arrabbiare. È già tanto che mi lascia andare via per qualche giorno. Meglio non sfidarlo oltre.
Mi sono addormentata subito dopo la partenza. Quando atterriamo sono le 12.20. E’ Manuel a svegliarmi
- “Sveglia dormigliona! Siamo arrivati!”
- “Mmmmm….” – mi sta solleticando l’orecchio
- “Su sveglia! Dobbiamo scendere!”
- “Che bella visione!”
- “E’ bello sentirtelo dire! Ma non guardarmi in quel modo siamo in un luogo con tante persone che ci guardano e devo andare a lavoro!”
- “Antipatico!”


Quando arrivo sotto casa sono sola. Il taxi ha lasciato prima Manuel a lavoro e adesso me. Aveva una riunione importante e non poteva ritardare.
Entro in casa, poso le mie valigie all’ingresso e vado su nella mia stanza. È così come l’avevo lasciata. Ho proprio bisogno di una bel bagno. Entro in bagno, preparo l’acqua, accendo la radio e mi infilo nella vasca. Che piacevole sensazione. Partono le note di Eros Ramazzotti "QUESTA NOSTRA STAGIONE "


STUPENDA COSì, QUESTA NOSTRA STAGIONE
DI VITA INSIEME AD INNAMORARE NOI
E’ PERFETTA COSì, MA NON C’E’ VERO
AMORE CHE NON ABBIA BISOGNO DI
UN PO’ DI CURE…LE MIE PAURE…LE TUE PAURE
SE NON AMI L’AMORE POCO O NIENTE
ALLA FINE RIMANE DI NOI


Sarò forte ovunque questo amore ci porterà. Ho deciso che sono stanca di cercare di mettere a posto i cocci del nostro passato. Voglio lasciare tutto e andare avanti. Io e lui.

Esco dal bagno con un asciugamano intorno al mio corpo. Scendo giù a prendere le mie valigie. Prendo il mio telefono e noto un messaggio. Sarà sicuramente Manuel. Lo apro subito


PICCOLA MIA STASERA NON POTRO’ ESSERE
DA TE! HO UN IMPEGNO CHE NON POSSO
RIMANDARE! TI CHIAMO DOPO! TI AMO


Uffa! Avrei voluto passare un po’ di tempo con lui prima della mia partenza. Gli rispondo


QUANDO RIUSCIRAI AD ACCOMPAGNARMI
DA MIA SORELLA? SENNO’ PRENDO IL TRENO


Attendo inutilmente una risposta. Mi spazientisco, lascio il telefono sul tavolo e salgo in camera con le mie valigie. Inizio a disfarle, mettere tutto nei cassetti. Mi vesto con una semplice tuta e scendo in cucina. Riprendo il telefono e niente ancora. Avvolte sa essere così esasperante. Decido di chiamare mia sorella


- “Pronto?!”
- “Erica ciao solo Helen!”
- “OH…dimmi!” – dice freddamente
- “Volevo ringraziarti della tua presenza alla mia laurea! Scusami se non l’ho fatto prima!”
- “L’ho fatto solo perché ho promesso in letto di morte a nostra madre che mi sarei presa cura di te!”
- “Grazie comunque Erica! Volevo chiederti se ti farebbe piacere passare dei giorni in mia compagnia? Ne avrei davvero bisogno!” – rimane in silenzio, nessuna risposta
- “Io non ho niente da dirti Helen! Resta fuori dalla mia vita!”
- “Ti prego! Sei mia sorella!”
- “Mio marito partirà dopodomani per lavoro, starà fuori 2 giorni. Ti aspetto qui!”
- “Grazie!”


Mi diede il suo indirizzo dove raggiungerla e chiudemmo la conversazione. Ora restava avvisare Manuel. Provo a chiamarlo. Ma niente. Non risponde. Ma che diavolo starà facendo? Sono le 20 e non credo sia ancora in ufficio. Ma all’improvviso un nome salta nella mia testa. Martina. Sarà sicuramente con lei. Ha rimandato la nostra serata per lei?

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