"Leggere per me era evasione e conforto, era la mia consolazione, il mio stimolante preferito: leggere per il puro gusto della lettura, per il meraviglioso silenzio che ti circonda quando ascolti le parole di un autore riverberate dentro la tua testa" (P.Auster)
domenica 21 aprile 2013
17' CAPITOLO
Il giorno della mia laurea è arrivato. La sessione si terrà alle 15 nell'aula magna della facoltà. Così la mattina non devo alzarmi prestissimo. Mi sveglio verso le 9, faccio una doccia e scendo in cucina per fare colazione e trovo Alexis con Luca
– “Buongiorno straniera!” - saluta Luca
– “Buongiorno ragazzi!”
– “Ciao tesoro! Pronta?” - interviene Alexis
– “Prontissima! Mi do un'ultima ripassata e poi vado in facoltà. Ci vediamo li vero?”
– “Non mancheremo per niente al mondo! Vero Luca?”
– “Saremo in prima fila!” - esclama Luca e mi fa l'occhiolino
Torno in camera, ripasso un po' la mia tesi e inizio a prepararmi. Un po' di trucco, i capelli tirati dietro con una spilla a fermaglio, di mia madre, e il mio vestito a tubino nero e cipria, le scarpe con tacco 10 nere. Dopo circa 1 ora sono pronta. Prendo la mia borsa e il mio telefono e noto un messaggio. Chi sarà? È un numero che non conosco. Lo apro
AUGURI PER LA TUA LAUREA!
Chi può essere? È un numero che non conosco. Gli rispondo
GRAZIE! MA CHI SEI?
Ripongo il telefono in borsa e mi avvio verso la facoltà. Il mio messaggio resta senza risposta.
Appena in facoltà, mi reco subito nell'aula magna e noto subito un bel po' di gente e i primivlaureandi che hanno preso posto, e alcuni professori della commissione che chiacchierano
dietro la lunga cattedra.
Inizio a provare un po' di agitazione e ansia. Non vedo ancora nessuno dei miei familiari.
Mi siedo ad un angolo e inizio a ripetere quando all'improvviso mi sento chiamare
– “Helen, Helen!”
Alzo lo sguardo e vedo mia sorella con suo marito e mio fratello che mi vengono incontro.
Dio quanto mi sono mancati. Non li vedo da quando mi sono trasferita. Purtroppo dalla morte dei nostri genitori ci siamo divisi. Mia sorella Erica si è sposata con il suo ragazzo di
sempre, Milo, e mio fratello, il mio fratellone, Giulio, il miglior amico di Manuel al tempo in cui si usciva tutti insieme, adesso vive in America dove lavora in proprio. Sono così fiera di
lui. Lo sarebbero stati anche i nostri genitori se fossero ancora qui con noi.
Mi butto tra le loro braccia. Giulio mi stringe forte. Ha ancora quel senso di protezione dato che sono la più piccola dei tre. Hanno dovuto occuparsi loro due di me e ci sono riusciti alla grande.
– ” Piccola Helen! Sono molto fiero di te!” - borbotta Giulio
– “Grazie fratellone! Mi sei mancato! Fatti vedere di più!”
– “Oh sorellina l'America mi reclama!”
– “Sentilo con che voce è venuto da noi poveretti qui!” - e scoppiamo a ridere
– “A parte gli scherzi tutto bene? Non ti vedo da tempo ma sembri un'altra persona! Sei troppo magra!”
– “Sto benissimo!” - mento - “E' solo l'ansia dell'ultimo periodo!”
– “Sarà! Ma non mi convince!”
Dopo un po' arrivano anche Alexis e Luca. Li accompagno ai loro posti e io mi accomodo al mio.
Eccomi qui a fare un resoconto di questa esperienza che mi ha cambiato la vita, me l'ha migliorata in alcuni momenti, sprofondata in altri. Ma pur sempre resteranno dentro di me. Adesso inizia la vera vita. Forse dovrò raggiungere mio fratello in America. Dopotutto è la mia famiglia. Alexis adesso ha il suo Luca e sono molto felici insieme e forse gli servirà avere casa tutta per loro. Ci penserò su.
È il mio turno. Mi alzo e vado a dibattere la mia tesi “I COMPORTAMENTI UMANI”.
Nel bel mezzo della mia discussione una voce nascosta in fondo all'aula pone una domanda al mio professore/relatore
– “ Mi scusi se la interrompo! Ma volevo porle una domanda riguardo questa tesi!”
– “Prego faccia pure!” - ribatte il mio relatore
– “La fuga dell'essere umano perchè avviene?”
– “Le cito un famoso passo di Henri Laborit “Quando non può lottare contro il vento e il mare per seguire la sua rotta, il veliero ha due possibilità: l'andatura di cappa che lo fa andare alla deriva, e la fuga davanti alla tempesta con il mare in poppa e un minimo di
tela. La fuga è spesso, quando si è lontani dalla costa, il solo modo di salvare barca ed equipaggio. E in più permette di scoprire rive sconosciute che spuntano all'orizzonte delle acque tornate calme. Rive sconosciute che saranno per sempre ignorate da coloro che hanno l'illusoria fortuna di poter seguire la rotta dei carghi e
delle petroliere, la rotta senza imprevisti imposta dalle compagnie di navigazione. Forse conoscete quella barca che si chiama desiderio”
– “Grazie!”
Mi sta per venire un colpo. È proprio Manuel in fondo alla stanza che ha posto questa domanda. Cosa ci fa qui? Allora era suo il messaggio di stamattina?
Per mia fortuna il mio dibattito è finito sennò non sarei stata capace di andare oltre. Ho le gambe che mi tremano e mi sento venir meno. Raggiungo con lo sguardo basso il mio
posto e non mi volto mai per il resto dei dibattiti degli altri laureandi. Noto solo un'occhiata di Alexis che mi fa segno che è tutto ok.
Ci siamo, la commissione sta rientrando per il voto finale. È il mio turno
– “Signorina Helen Martini! Il suo dibattito è stato eccezionale, come tutto il suo percorso in questa facoltà. Siamo onorati di averla avuto come nostra allieva. Le auguriamo il meglio. Congratulazioni. 110 su 110 e lode!”
In tutta l'aula scoppia un applauso. È la goccia che fa traboccare il vaso. Torno al mio posto e scoppio in lacrime. Ma queste sono lacrime di gioia.
Al termine della cerimonia mi ritrovo sballottata a destra e sinistra prima tra i vari professori della commissione e poi tra la mia famiglia e i miei amici. Con lo sguardo cerco lui ma è andato via. Non lo vedo e comunque c'è molta gente e non riuscirei comunque a trovarlo.
Il mio cuore manca un battito quando improvvisamente incontra i suoi occhi. Quegli occhi blu, di un blu profondo che mi fanno perdere la ragione. È uno spettacolo. Mi perdo in lui. E lui sta venendo verso di me.
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