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Quando arrivo all’ospedale trovo Alexis e Luca che stanno andando via. Mi fermo con loro per chiedere se ci sono novità e per nostra sfortuna è tutto come quando l’ho lasciato. Nessun segno di miglioramento o di risveglio.
- “Ho portato uno stereo e ho registrato dei cd per lui!”
- “Hai fatto bene!”
- “Farò di tutto per riportarlo da me! A proposito domani mattina arrivano Giulio e Samuel!”
- “Samuel?” – esclama Alexis
- “Si! Vuole starmi vicino!”
- “Non nel modo però che lui vuole! Continui ad illuderlo!”
- “Adesso basta! Sono stanca di sentirmi dire che lo illudo! Io gli ho chiesto la sua amicizia e lui è cosciente che amo Manuel! Adesso scusatemi vado da lui!”
Mentre mi allontano verso la stanza di Manuel sento Erica che tranquillizza Alexis dicendolo che per me è un momento particolare. Mi pento di quello che ho detto l’istante dopo essermi allontanata. Questa situazione sta mettendo a dura prova i miei nervi. Sto crollando. Non sopporto l’idea di non poterlo più sentire o vedere perché sto con Manuel. È mio amico e devono capirlo un po’ tutti. Lui compreso.
Mi avvicino alla porta della stanza dove è rintanato Manuel però mi blocco quando vedo Martina che gli parla e gli tiene la mano, lo accarezza e lo riempie di baci. Vorrei entrare dentro e sbatterla fuori. Ma so che non posso farlo. I medici si sono assicurati di non creare tensioni intorno a lui. Ma giuro su me stessa che quando esce metterò fine a questa storia. Adesso si farà a modo mio. Verrà con me a fare questi maledetti esami. Prima sapremo la verità, prima questa angoscia finirà.
Mi siedo nella sala d’attesa. È passata più di mezz’ora e ancora Martina non vuole saperne di uscire. Sto iniziando a diventare nervosa. Erica, che per tutto questo tempo è rimasta vicina a me e in silenzio, capisce la situazione così entra in stanza e la sento parlare con Martina.
Dopo qualche minuto esce, seguita da Martina. Finalmente.
- “Ti avviso adesso Martina e non lo ripeterò! Qui non ti voglio! E non ti devi permettere più di baciarlo!” – urlo
- “Chi ti da il diritto di parlare così? Sei un suo familiare? No! Quindi non rompere e smettila di lottare! Non negare l’evidenza!”
- “Il fatto che tu aspetti un figlio, che non si sa ancora se sia suo, ti da più diritti di me?!”
- “E’ qui che ti sbagli! Farai bene a sederti! Ho da darti una cosa?!”
Il mio mondo inizia a crollare con quella parole. Sento che quello che sta per dirmi è semplicemente l’inzio della fine.
- “Cosa devi dirmi?”
Mi porge una busta bianca e mi chiede di aprirla. La apro e quasi non crollo seduta sul pavimento. Sono gli esami di paternità che aveva chiesto Manuel.
- “Era questo il motivo della mia venuta qui a Milano!”
- “Manuel lo sapeva?”
- “E’ stato lui a fissarmi l’appuntamento con un medico che conosce qui a Milano! Uno che tenesse il becco chiuso su tutta la questione! Stava venendo da te per darti il risultato!”
- “Non girarci intorno! Dimmi che cosa è risultato?!”
- “E’ suo Helen!”
L’unica cosa che non volevo sentirmi dire. È successo davvero. L’avevo già perso prima di questo incidente. Non ci sono più speranze per noi. Mi sento come si mi fosse passato sopra un camion e avesse infierito su di me con una crudeltà assoluta. E adesso? Cosa devo fare? Non posso più venire qui da lui.
- “Ora stammi a sentire! Tu qui non metterai più piede. Ci siamo capite? Lui ha bisogno di me! Non di te! Prima di quel dannato incidente mi ha detto che voleva formare una famiglia per il bene di nostro figlio. E se non ci credi questa ne è la prova.!” – mi mostra una fedina al suo dito con incise due “M” di Manuel e Martina – “e se fossi stata più attenta l’avresti notata anche al suo dito!”
Lacrime incontrollate rigano il mio volto. Non è possibile. Come può essere cambiato così in soli due giorni? Non posso crederci. Non devo crederci. Questa sarà l’ennesima trappola di Martina per allontanarmi da lui. Non ci riuscirà
- “Tu non sei nessuno e io non mi muovo da qui! La sua famiglia qui è Alexis e lei non mi vieterebbe mai di vederlo!”
Mi allontano da lei ed entro nella stanza di Manuel. Dovrò essere molto forte per lottare contro Martina e difendere il nostro amore almeno finchè non si sarà svegliato. Sarà allora che dovrà dirmi tutta la verità. Crederò solo a lui. Non mi farò più incantare da lei.
Poggio lo stereo sul suo comodino e inserisco il cd che ho fatto per lui. Ci sono tutte le nostre canzoni. Dal nostro primo bacio, alla prima uscita, alla prima volta. Tutto quello che ho passato con lui prima e adesso è stato un continuo di emozioni. Parte la canzone di “Marco Mengoni – L’essenziale”.
MENTRE IL MONDO CADE A PEZZI
IO COMPONGO NUOVI SPAZI E
DESIDERI CHE APPARTENGONO A TE
CHE DA SEMPRE SEI PER ME L’ESSENZIALE
Mentre le note riempiono la stanza, io gli stringo la mano e ho un sussulto quando sento stringere la mia. Alzo immediatamente lo sguardo e noto i suoi meravigliosi occhi azzurri guardarmi da sotto le sue folte ciglia. Dio Mio Grazie! È tornato.
- “Helen!”
- “Amore mio! Ben tornato da me!”
- “Ho sete!”
- “Aspetta chiamo l’infermiera!”
Spingo il tastierino del suo letto e qualche minuto dopo arriva un’infermiera.
- “Ben tornato signor Cooper! Come si sente?!”
- “Ho tanta sete!”
- “Gliela porto subito! Lei intanto non si sforzi!”
- “Helen stai bene?”
- “Io si Manuel! E adesso che tu sei qui con me sto ancora meglio!”
- “Ricordo tutto! Quel dannatissimo camion non mi ha visto!”
- “Shh Manuel adesso devi stare calmo e tranquillo! È finito tutto! Ti riprenderai!”
- “Mi dispiace Helen! Per tutto!”
- “Non andare oltre! So tutto! Ma non è il momento di parlarne!”
- “Sono uno stronzo e non ti merito!”
- “Manuel smettila!”
In quel momento entra il medico che era in sala operatoria quando lui è arrivato ieri notte e mi chiede gentilmente di uscire per poterlo visitare.
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