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Non so quanto tempo sia passato prima che mi rendessi seriamente conto di quello che
stava succedendo. Lui era li, in ginocchio, dinnanzi a me, e mi chiedeva di diventare una famiglia. Io e lui. Il mio sogno. Un sogno che adesso si stava realizzando, se non fosse per quell'intoppo ancora vivo e presente nella mia testa.
– “Helen? Ti prego dammi una risposta! Non posso più restare in questa posizione!”
– “Tirati su Manuel!” - lo aiutai ad alzarsi dato che era ancora debole per via
dell'incidente
Stava mettendo tutto in ballo per me. Si era precipitato fuori dall'ospedale in fretta e furia, senza ricevere le opportune visite. Aveva organizzato in poco tempo questa fantastica serata. Perchè nonostante la mia risposta a questa serata, non la dimenticherò mai. Mi ha urlato in tutti i modi il suo amore fino a questa dimostrazione. E io sono ancora qui inerme, senza una risposta
– “Posso pensarci Manuel?”
– “Cosa ti manca per dirmi si?” - mi chiede deluso
– “Sono solo un po'....come devo dire...non...me lo aspettavo! Sono confusa!”
– “Così però tu mi farai impazzire! Io non posso stare ancora appeso ad un filo!”
– “Dammi tempo! Solo questo ti chiedo!”
– “Ok! Vieni qui!”
Mi attira tra le sua braccia e mi stringe forte. Riesco a sentire il suo cuore che batte all'impazzata, le sue braccia tremare. È esattamente quello che sento anch'io. Ho il cuore a mille. Anche se non mi sento pronta adoro stare tra le sue braccia, annusare il suo profumo. Mi fa sentire protetta e al sicuro.
– “Vuoi tornare a casa o vuoi continuare la serata?” - mi chiede dolcemente
– “Solo se a te va di continuare! So di averti deluso!”
– “Shh..!” - mi poggia la sua mano sulle mie labbra impedendomi di continuare - “A me
basta averti accanto se è solo questo che puoi darmi al momento!”
– “Grazie per avermi capito! Ti amo tantissimo e vorrei che tutto questo fosse più
semplice e naturale! Tutto come si vede nei film! Ma la realtà è diversa e...difficile!”
– “Vuoi cenare?”
– “Si...ho molta fame!”
Aveva organizzato tutto nei minimi particolari. Cena a base di pesce. Lo adoro. Adoro lui. Mi sento bene quando riusciamo a parlare e a stare insieme come due innocenti
adolescenti. Abbiamo passato tutta la serata a parlare di lui e del suo lavoro. Di me e della mia ricerca di lavoro.
– “A tal proposito volevo chiederti se volevi farmi da segretaria?”
– “Non capisco niente della tua attività e di conti!” - lo sfotto
– “Non c'è persona più in gamba di te che vorrei al mio fianco! Così potrò averti vicina tutto il giorno! E tu smetterai di turbarti per la ricerca di lavoro!”
– “Ok si può fare!”
– “Bene sign.ina Martina, si presenti nel mio ufficio Lunedì!”
– “Con molto piacere sign. Cooper!”
- “Vuoi tornare a casa adesso?”
- “Vuoi farmi credere che non hai pensato a un dopo serata?” – gli chiedo maliziosa
- “Non voglio rovinare tutto ancora! Avevo affittato questa meravigliosa villa per il fine settimana, per noi! Ma possiamo tornare a casa….non sei obbligata a restare!”
- “Voglio restare! Ne ho bisogno! Ti sento distante…non…mi hai….praticamente toccata per tutta la sera!”
- “Sono terrorizzato all’idea di fare qualcosa di sbagliato e perderti!!”
- “Ho bisogno di te!”
Mi si avvicinò, mi diede la mano e mi aiutò ad alzarmi. Eravamo così vicini eppure così distanti. Mi strinse il viso e avvicinò piano piano la sua bocca alla mia, prima in un bacio leggero. Pian piano l’intensità aumento. Gli strinsi i suoi morbidi capelli biondo cenere e con forza lo attirai a me. Lo volevo. Li. In quel preciso momento. Lui aveva capito il mio bisogno di sentirlo. Si staccò da me, scrutò i miei occhi e mi sussurrò all’orecchio
- “Dimmi di si! Ti prego!”
- “Ci proverò! Ma dammi tempo! Voglio vivere la quotidianità con te! Non abbiamo avuto tempo per noi da quando sei ripiombato qui e questa proposta mi ha spiazzata!”
- “Non ti stai arrendendo vero?”
- “No! E non scapperò! Ti voglio troppo! Ma Martina e il vostro bambino mi spaventano a morte! Sento che questa cosa ci porterà alla rottura e io non riuscirei a sopportare un divorzio!”
- “Non succederà! Non posso fare a meno di te!”
- “Portami a casa e resta con me! Qui non mi sento a mio agio! Con questo vestito! Non sono io!”
- “Ok piccola!”
Uscimmo da quella sontuosa villa e ci immergemmo nel traffico per tornare a casa. Durante tutto il viaggio la musica del suo stereo riempiva l’abitacolo e Manuel non stacco nemmeno per un attimo la mano dalla mia, guidava solo con una mano e ogni tanto se la portava alla bocca e la riempiva di piccoli baci che arrivavano diretti al mio punto più caldo.
Le luci della città lampeggiavano su di noi. Io ero assorta dal suo bellissimo volto e dalla prospettiva di passare il resto della mia vita con lui. Ma chi volevo prendere in giro. Stavo andando dalla parte opposta per ascoltare la ragione. Il cuore mi porta verso di lui. Lo amo immensamente. Volevo che lui sapesse che avevo piena fiducia in lui. In noi.
- “Manuel?”
- “Si Helen?” – si girò a guardarmi mentre continuava a guidare
- “Mi fido di te!”
Parcheggiò sotto casa sua e mi invitò ad entrare. Non raggiungemmo nemmeno la sua stanza, consumammo quella passione che ci portavamo dietro da giorni, da ore, secondi li sul divano all’ingresso del suo appartamento. Senza inibizione, senza freni. Eravamo solo io e lui. Il nostro amore. Forte come il primo giorno.
- “Ti amo!” – sussurrai al suo orecchio
- “Ti amo anch’io!”
Gli accarezzai il volto con la punta delle dita, lo sentì rilassarsi sotto il mio tocco. Anche lui si sentiva a casa quando eravamo insieme. Non sapeva dimostrarlo con i fatti ma il suo corpo parlava per lui. Era rilassato quando stava con me. Ma quel momento stava finendo perché sentì nuovamente il suo corpo irrigidirsi. Cos’era successo?
Brava!
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