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Il nostro momento era stato rovinato da qualcosa o qualcuno. Presente o passato. O forse futuro
- “Che succede?”
- “Rivestiti Helen!”
Si allontanò da me, si alzò, aiutò me ad alzarmi e mi passò rapidamente i vestiti. Era successo qualcosa ma non riuscivo a capirlo e tutto questo silenzio mi stava mandando su tutte le furie.
Mi vestì velocemente, evitando il suo sguardo. Lo stesso fece lui. Le uniche parole che mi rivolse furono
- “Pronta? Ti riaccompagno a casa!”
Poi silenzio! Ancora. Non mi aveva più sfiorato da quello sfogo d’amore nel suo salotto, prima che lui impazzisse di colpo e arrivassimo a questo punto.
Scesi dalla macchina rapidamente, appena fummo arrivati e lui scese cercando di seguirmi in casa ma io glielo impedì
- “Non mi fai entrare?” – mi chiese seccato per il mio rifiuto
Non c’era niente del mio Manuel in quello sguardo glaciale.
- “Perché dovrei?!” . gli chiesi incrociando le braccia dinnanzi alla porta evitando il suo ingresso
- “Come prego?!”
- “Stai scherzando?” – inizia ad urlare
- “Smettila di urlare e fammi entrare!”
- “No! Lasciami sola! Oppure spiegami cosa è successo? Perché mi tratti così freddamente?!”
- “Perché non doveva succedere!”
- “Non…doveva…succedere?!” – ripetetti le sue parole
- “Esatto!”
- “Va all’inferno Manuel!” – faccio per chiudere la porta ma lui ci mette un piede e me lo impedisce
- “Fammi entrare! Non te lo chiederà ancora!”
Ero delusa e ferita per colpa dell’uomo che amavo. Era diventato un punto fermo della mia vita in così poco tempo. Ma quando si comportava in questo mondo mi mandava all’inferno. Era il solo che poteva rendere migliori o peggiori le mie giornate. E ci è riuscito benissimo nel giro di poche ore. Prima mi chiede di sposarlo ed è l’uomo che io amo. Un minuto dopo aver fatto l’amore diventa un’altra persona. Un estraneo. Io ho bisogno del Manuel dolce, romantico, amorevole. E finchè non avrò quello che voglio non potrò sposarlo. Sono proprio questi suoi sbalzi d’umore che detesto.
Eravamo li. Solo noi due. Impalati davanti a quella barriera immaginaria che era il nostro futuro. Ed in questo momento lui mi ci stava sbattendo contro. Sono terrorizzata all’idea di mandarlo via e non trovarlo più al mio risveglio. Ma ho bisogno di smuoverlo un po’ per riportarlo da me.
- “Spiegami perché? Maledizione mi chiedi di sposarti e poi mi dici che non dovevamo farlo?”
- “Ne dobbiamo parlare qui fuori?!”
- “Si!” – urlo
Stizzito da quella mia aggressione verbale, mi afferra per le braccia, si avvicina e mi bacia. Un bacio intenso. Un bacio dei nostri. Un bacio che racchiude i suoi sentimenti. Quel bacio che mi fa sentire di nuovo viva al solo contatto con lui.
Quando si stacca da me scorgo una lacrima rigare il suo viso. Quella visione mi fa tremare le gambe. Cosa mi nascondi amore mio? Perché hai paura ad aprirti con me? Avvicino la mia mano e asciugo quella lacrima. Lo faccio entrare in casa e ci sediamo sul divano.
Restiamo per un po’ abbracciati. Quando sento il suo cuore tornare alla normalità lo sento sospirare
- “Non doveva succedere Helen! Non perché non volevo ma perché lì mi sono scopato Martina e con te è completamente diverso! Maledettamente diverso! E vederti li, su quel divano, mi ha fatto male! Ti volevo lontana da quel luogo!”
A quelle parole vorrei sprofondare. Mi stacco da lui e lo guardo negli occhi
- “Manuel quando è successo con Martina?” – il mio cuore batte all’impazzata per paura della sua risposta
- “Quando mi hai lasciato per quello stronzo!”
- “Per Samuel?”
- “Si! Mi sono portata Martina a casa e me la scopavo notte e giorno! Non mi era rimasto altro! Mi mancavi da morire!”
- “Voglio vomitare!”
- “Non mi farai sentire in colpa! Tu eri con lui! Ma non voglio tornare sull’argomento! Non posso tornare indietro e chiederti sempre scusa per le cazzate fatte! Ma adesso voglio rimediare ai miei errori passati migliorando nel presente e sperando in futuro tutto nostro! Solo nostro!”
- “Ecco perché lei si è innamorata di te! Le hai dato speranza! Lo sai che gran casino è questo?”
- “Le sto trovando un altro appartamento!”
- “Perché tu? Lei non può permetterselo?”
- “Non sta lavorando! Ha lasciato il suo lavoro per venire qui da me! E poi….c’è…”
- “Tuo figlio, vostro figlio!”
Non mi abituerò mai. È un colpo troppo forte per me sapere che sarà lei a dargli un figlio e non io. Non con il nostro amore. Quanto riuscirò a essere forte e superara tutto questo? Come potrò mai accettare la presenza di un’altra donna nella vita del mio amore?
- “Smettila di pensarci?” – mi riporta alla realtà
- “A cosa?” – chiedo
- “A come sarà tra noi con la presenza di Martina nella mi vita! Non posso obbligarti ad accettarlo o a renderti partecipe di tutto ciò. Possiamo tenere le due cose separate se non te la senti. Ma io voglio te! Non dimenticarlo!”
- “Come puoi pensarlo? Ascolta sono stanca, è stata una lunga giornata per me e anche per te! Dobbiamo riposare. Vorrei che tu rimanessi qui! Ma se vuoi tornare a casa tua da Martina fa pure!”
- “Resto!”
Abbiamo passato la notte assieme. Dimenticando per quelle ore gli ultimi avvenimenti. Come se esistessimo solo noi due. Ed eccolo di nuovo qui il Manuel affettuoso, premuroso. Mi fa sentire bene.
Verso le 2 di notte mi sveglio perché ho bisogno di bere. Lo ammiro dormire al mio fianco. È uno spettacolo per gli occhi. Gli accarezzo il suo bellissimo volto, la barba ispida sotto il mio tocco. E pensare che avrei potuto perderlo in quell’incidente. Non posso pensarci.
Scendo in cucina, mi verso un bicchiere di succo fresco e lo bevo tutto d’un sorso. Mentre mi appresto a risalire in camera sento il suono del telefono di Samuel. Quel suono che si ripete sul telefono finchè non apri i messaggi o le chiamate perse. Curiosa lo prendo e noto un messaggio. È suo. Senza pensarci due volte lo apro, sapendo che dopo dovrò vedermela con lui per aver violato la sua privacy.
SONO IN OSPEDALE. NOSTRO FIGLIO HA
DEI PROBLEMI. TI PREGO RAGGIUNGIMI
MI MANCHI! DA QUANDO LEI E’ TORNATA
NON MI CERCHI PIU’. CI SIAMO FATTI DELLE
PROMESSE. DUE FEDINE MANUEL. NON
DELUDERMI.
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