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Quando si staccò da me eravamo entrambi con il fiato corto. Stavo facendo qualcosa di sbagliato e i miei occhi mi tradirono. Scesero due lacrime e Daniele si affrettò ad asciugarle.
– “Che succede cara?” - mi chiese - “Non dovevo? Non mi è sembrato che tu mi
respingessi?”
– “Va tutto bene! Solo vecchi ricordi!”
– “Qualche ex?” - la mia rabbia cominciò a ribolire
– “No!” - tagliai corto
– “Vuoi tornare a casa?”
– “No! Sono esattamente dove voglio essere!” – mento
Si avvicinò ancora e mi strinse tra le sue braccia forti e sode. Oddio ancora. Il suo profumo, la nostra attrazione. Come avrei fatto a fingere? Come sarebbe andata questa nottata che avevamo davanti? Di una cosa ero certa. Non avrei fatto sesso con lui. Era troppo. Già stavo male al solo baciarlo pensando a Manuel. Mi sentivo un verme. Ma il piano concordato con Giulio comprendeva questo mezzo. Allontanare i sospetti da me facendomi vedere in giro e molto presa da Daniele mentre Manuel e Giulio trovavano il modo per smascherarli. Quanto avrei dovuto reggere questa farsa?
Sentì il suono del mio telefono nella borsa e ne fui grata per ottenere uno po' di spazio da quell'abbraccio caldo e soffocante. Era un messaggio. Questa volta era Manuel a scrivere e a quanto sembra era molto furioso
TORNA IMMEDIATAMENTE A CASA
TROVEREMO UN ALTRO MODO MA
NON TI VOGLIO SPINGERE NELLE
BRACCIA DI UN ALTRO.
Come può dire questo? Lui va a letto, scopa tutte le notti con quella serpe viscida e io non posso stare una notte, senza far niente, con Daniele? Scordatelo mio caro. Io resterò qui perchè sono intenzionata a mettere fine a questa agonia. Gli rispondo velocemente
STAI TRANQUILLO. NON SUCCEDERA'
NIENTE. IO NON MI PERMETTEREI MAI
DI ANDARE A LETTO CON LUI.
Insacca questa e lasciami in pace. Sacrificio. È questo che dobbiamo fare. Per il bene comune.
Riposi il telefono in borsa e raggiunsi Daniele
– “Chi era?” - mi chiede
– “Mio fratello! Lo informavo della mia assenza di stanotte!”
– “Vivi con lui?”
– “No! È venuto a trovarmi per qualche giorno! Vivo sola!” - da quando Alexis si è
trasferita da Luca
– “Che ne dici di venire con me a Barcellona se non hai niente che ti lega qui?”
Sbiancai. E quasi non mi andò di traverso il martini che stavo sorseggiando. Cavolo questo non lo avevo previsto. Se accetto sembrerò troppo scontata e farò infuriare sia Manuel, sia Giulio perchè sarò lontana da loro e priva di difese. Se non accetto non potremo portare a termine il nostro piano. Oh Santo cielo cosa devo fare?
– “Ti ho scioccata, vero?” - mi chiede con un sorriso
– “Mi sembra prematuro...cioè...non che non voglia...ma è la prima volta che usciamo...”
- balbettai
– “Dopo tutto cosa ti blocca qui? Li invece potrai trovarti un lavoro e io potrò averti
sempre vicina! E non dovrei fare avanti e dietro per tornare a trovarti!”
– “Stai correndo un po' troppo! Non posso lasciare di punto in bianco la mia vita per
seguire una persona che conosco a malapena!”
– “Potremmo conoscerci meglio così...non trovi?”
– “Posso pensarci?”
– “Il mio volo è domani!”
– “Non posso Daniele! Però mi piacerebbe continuare a sentirti!”
– “Ok! Non insisto...ma io non mi arrendo!”
Passammo la notte nello stesso letto, abbracciati ma completamente vestiti. Non ci fu altro che baci. Alcuni casti, alcuni passionali. Non potevo negare l'attrazione verso quelle labbra. Ma il mio cuore era altrove. Il mio cuore apparteneva a un uomo con due occhi giganti azzurro cielo. Quanto vorrei che fosse tutto più semplice. Ma sento che questa cosa ci allontanerà e finiremo per farci molto male. Ma perso per perso è un rischio che devo correre. Il nostro amore va tutelato e salvato. E io farò ciò che è in mio possesso per lottare e riportarlo da me. Anche a costo di passare la notte con uno sconosciuto tra le sue braccia e con i suoi baci.
Mi svegliai per il suo respiro vicino al mio orecchio
– “Buongiorno splendore!”
– “Buongiorno!” – farfugliai
– “Come hai dormito? Io divinamente!”
– “Bene grazie!” - dissi tirandomi su a sedere
Notai che lui era già pronto, fresco di doccia e con un completo pulito. Non lo stesso con cui aveva dormito.
– “A che ora parti?”
– “Ho il volo tra un'ora e devo scappare! Ma tu puoi restare...fai con calma!”
– “Scendo con te! Ti dispiacerebbe accompagnarmi a casa?”
– “No! Andiamo!”
Mi prese per mano, mi fece alzare dal letto e mi stampò un bacio prima sulle labbra e poi sulla fronte.
Uscimmo dall'hotel e mi accompagnò a casa.
– “Non sparirai?” - mi chiese mentre accostava sotto casa
– “No! Tu mi avvisi quando arrivi a Barcellona?”
– “Certo bellissima! Farò in modo di tornare presto da te!”
Con quella promessa lo salutai e scesi dall'auto. Entrai in casa e la scena che mi ritrovai davanti agli occhi fu agghiacciante. Varie bottiglie di vino, birra e wisky erano sparse per la cucina e per il soggiorno mentre Manuel e Giulio dormivano rannicchiati sul divano. Era rimasto qui tutta la notte? Ma che cavolo io faccio tanto per distogliere l'attenzione di Martina e lui non si ritira a casa, dando vita a nuovi dubbi e pericoli. Scossa dalla rabbia lanciai un urlo e li vidi trasalire entrambi
– “Cazzo! Ci siamo addormentati!” - esclamò Giulio
– “Cosa succede qui?” – urlai
– “Stai bene?” - si avvicinò Manuel
– “Mai stata meglio! Tu che cavolo ci fai qui?”
– “Eravamo in pensiero per te!”
– “Ti avevo detto di seguire gli ordini alla lettera Manuel! Non devi passare le notti fuori
da casa! Per la miseria!”
– “E tu passa le tue a casa!”
– “Non vorrai mica litigare per questo? Non lo faccio per piacere!”
– “Helen calmati!” - intervenne Giulio
– “Stanne fuori!” - mi rivolsi a Giulio
Giulio capì che non era aria e ci lasciò soli. Due occhi, uno sguardo, erano puntati su di me. Mi scrutavano a fondo per capire cosa non andasse. Tutta la tensione, tutta l’ansia, l’angoscia e la paura della notte appena trascorsa era racchiusa in quello sguardo. Riuscivo a riconoscerlo. Avevo imparato a conviverci. Aveva paura. La mia stessa e identica paura che tutto questo fosse una pazzia. Ma adesso eravamo in ballo e dovevamo andare avanti.
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