mercoledì 15 maggio 2013

9' CAPITOLO - AMORE





Lasciai la macchina nel parcheggio e mi diressi in aeroporto in attesa di riabbracciare Giulio. Il suo volo era in perfetto orario ma io ero in anticipo di una mezz'oretta così mi fermai al bar per prendere un caffè.

Mentre ero assorta nei miei pensieri mi sentì chiamare. Mi voltai e i miei occhi incrociarono di nuovo quelle iridi marroni penetranti che mi avevano colpito tanto a Barcellona. Il mio cuore iniziò a martellare all'impazzata. Ricordai le parole di Manuel. Calmati Helen! Ripetevo a me stessa mentre lui si avvicinava. Fa finta di niente. Forse potrà esserti utile. O forse non è una coincidenza che lui sia qui.

- “Helen sei tu?”
- “Ciao Daniele! Che ci fai in Italia?”
- “Appuntamento di lavoro! Che piacere rivederti!” - mi salutò baciandomi sulle guance
- “Non mi ha più richiamata!”
- “Scusami bellezza! Troppo lavoro ma ti ho pensato tanto! Sai non mi aspettavo la tua chiamata!”
- “Mi chiamerai adesso che sei qui?”
- “Certo! Tieniti libera per la serata! Ti faccio sapere io più tardi!”

Andò via e io mi dovetti reggere alla sedia per non cadere. Ma cosa mi stava succedendo? Quando mi è vicino sento quell'attrazione che fino ad ora ho sentito solo con Manuel. Basta. Devo togliermi questi pensieri dalla testa. Devo salvare il mio amore. E Daniele e un pezzo fondamentale per il mio piano.

Qualche minuto dopo vedo Giulio dietro la vetrata degli arrivi e corro incontro saltandogli addosso in un abbraccio liberatorio. Tutta l'ansia e la tensione accumulate nelle ultime 24 ore sono racchiuse in quell'abbraccio.

- “Sono contento anch'io di vederti sorellina!” - esclamò sorridendo sorpreso del mio abbraccio
- “Mi sei mancato tanto! Ho bisogno di te!”
- “Sono qui! Non potevo lasciarti sola in questo casino! Andiamo a casa”

Durante il viaggio di ritorno lasciai la guida a Giulio e io gli raccontai tutto nei dettagli e anche dell'incontro fortuito in aeroporto con Daniele che in qualche modo è complice di Martina. Lasciai per me il resto riguardo Daniele.

- “Devo vedere Manuel! Devo capire a cosa andiamo incontro!”
- “Potete farlo stasera! Mentre io ceno con Daniele! Non si insospettirà così! Ora gli lascio un messaggio!”

SONO AL SICURO CON GIULIO.
STASERA IO HO UN IMPEGNO
CON DANIELE. MA TU CENERAI
CON GIULIO AL RISTORANTE
“DA SARA” ALLE 21. TI SPIEGHERA' LUI

- “Sei sicura che sia una buona idea vederti con quel tizio da sola?”
- “Si...devo farlo! Non l'avevo programmato ma questo servirà a non far cadere sospetti!”
- “Lo sai che potresti ritrovarti in un bel casino? Devi fingere di innamorarti di lui Helen! E' troppo!”
- “Manuel sta fingendo con Martina per me! Glielo devo!”
- “Non sono molto tranquillo!”
- “Fidati di me!”

Arrivammo a casa e inizia a preparare il pranzo mentre Giulio sistemava la sua roba nella camera che lo ospiterà in questi giorni. Non so quanto tempo potrò averlo con me, ma è già tanto che lui sia qui.

Il pranzo era pronto e Giulio era ancora chiuso nella sua stanza. Bussai alla porta ed entrai. Era assorto vicino al pc.

- “Vieni a mangiare?”
- “Si...scusami...mi sono dimenticato di te! Ma ero intento a fare delle ricerche!”

Gli feci un sorriso, lo abbraccia e lo ringraziai della sua presenza.

Il pomeriggio passò molto velocemente. Eravamo in giro per negozi per cercare di mettere a punto il nostro piano. Io sarei andata a cena con Daniele e avrei accettato la sua corte e lui sarebbe andato a cena con Manuel per informarlo nei dettagli del nostro piano.

Alle 18 circa mentre rientravamo a casa il mio telefono si illuminò. Era un messaggio di Daniele

BELLA MIA, SE MI DAI IL TUO
INDIRIZZO TI PASSO A PRENDERE
PER LE 20. NON VEDO L'ORA
DI RIVEDERTI. A DOPO

Risposi al messaggio e inizia a prepararmi. Indossai un tubino rosso con scarpe abbinate, tirai dietro i miei capelli in una coda e calcai un po' con il trucco e rossetto. Alle 19.50 ero pronta e raggiunsi Giulio in cucina.

- “Wow! Sei uno splendore! Resto sempre più colpito dalla tua bellezza sorellina!”
- “Grazie!”
- “E resto sempre più perplesso per questa serata! Qualsiasi cosa chiamaci subito!”
- “Andrà tutto bene! Tu cerca di rassicurare Manuel! Spiegagli tutto mi racomando...non voglio che fraintenda vedendomi in certi atteggiamenti con Daniele!”
- “Sta tranquilla per questo!”

Alle 20 in punto Daniele era alla mia porta. Indossava un jeans nero, una camicia nera ed era veramente bello da mozzare il fiato. Almeno non sarebbe stato difficile accettare il suo corteggiamento.

- “Tu...sei...fantastica!”
- “Grazie! Dove mi porti?”
- “Non volevo rimandare l'appuntamento quindi dovremo sorbirci prima una cena di lavoro e poi ho
intenzione di portarti in un posto! Ma non te lo dirò prima!”
- “Ok...andiamo allora!”

Salutai Giulio ed entrai in macchina. Non era un gran chè come macchina ma era l'unica disponibile al noleggio dell'aeroporto. Una vecchia alfa bianca 145.

La cena fu molto noiosa. Passai di mano in mano a conoscere persone di cui non me ne importava niente. Ma dovevo fingere di essere contenta di trovarmi li con lui.

Erano circa le 23 quando andammo via e ne fui più che sollevata.

– “Scusami se hai dovuto sorbire questa cena! Ma stanne certa che sono stato contento di averti vicino!”
- mi prese la mano mentre era alla guida e se la portò alla bocca e la baciò
– “Adesso dove mi porti?” - dissi sottraendo la mano
– “Da me!”
– “Da te?” - chiesi in preda al panico
– “Si ho intenzione di sequestrarti per tutta la notte!” - mi fece l'occhiolino
– “Io dovrei rientrare a casa!” - farfugliai
– “Non ti volevo spaventare! Voglio solo stare con te un po'. Mi piaci tanto! Ma se vuoi ti riaccompagno
a casa!”
– “No va bene! Andiamo da te!”

Avrei dovuto ascoltare mio fratello. Mi stavo cacciando in un bel guaio. Ho tanta paura di farmi male con le mie stesse mani.

Quando si ferma ad un distributore per rifornire il serbatoio scrivo un messaggio veloce a Giulio

NON TORNERO' A CASA. MI HA CHIESTO
DI PASSARE LA NOTTE DA LUI. TIENI IL
TELEFONO ACCESO. POTREI AVERNE BISOGNO

La sua risposta fu immediata

NO CI PENSARE NEMMENO HELEN. TORNA
A CASA ADESSO. SE ENTRI IN QUELLA STANZA
TI FARAI MALE

Gli risposi di stare tranquillo e che lo avrei avvisato se qualcosa andava storto. Sembrai il più convincente possibile. L'unica che non era convinte ero io.

La stanza d'albergo era molto spaziosa. C'era un letto al centro, una vetrata con vista sulla sinistra e sulla desta c'era una vasca ovale incastonata nel pavimento. Era uno spettacolo di stanza.

– “Non sembri un po' troppo sfacciato a portare qui una ragazza al primo appuntamento?” - gli chiesi
– “Ti ho detto da quella sera a Barcellona che mi piacevi. Te l'ho ribadito per telefono e te l'ho ridetto stasera. Non ho tempo per il corteggiamento. Domani mattina ho un volo che mi riporta a Barcellona e non voglio perderti di vista!”
– “Accidenti! Diretto!”

Si avvicinò piano e mi strinse un braccio intorno alla vita e mi attirò a se. I nostri sguardi erano gli uni sugli altri. Aveva un profumo inebriante ed era veramente bello stare tra le sue braccia. Lui capì dal mio sguardo che non mi sarei opposta e mi baciò. Prima casto poi la sua lingua fu nella mia bocca. Fu a quel contatto che mi lascia andare e smisi di pensare al vero motivo per cui mi trovavo in quella stanza. Non mi importava altro che noi due e quel lungo e interminabile bacio.

Nessun commento:

Posta un commento