
Non avevo tempo da perdere. Dovevo agire subito. Eravamo in serio pericoloso sia io sia Manuel. Era terrorizzato all’idea di mandarmi via. Il nostro contatto dopo così tanto tempo è stato uno sfogo, una liberazione di paure, una scontro tra gioia e dolore. Ero io stavolta che dovevo salvare lui.
Contattai subito l’aeroporto per sostituire il biglietto per l’America con uno per l’Italia per il pomeriggio seguente. Poi chiamai Giulio e gli raccontai tutto. Gli dissi anche che il giorno dopo gli avevo prenotato un volo. Avevo bisogno del suoi aiuto e da sola non potevo fare quello che avevo in mente. Dopo le parole di Manuel sapevo benissimo che mi stavo cacciando in un guaio serio. E avevo bisogno di una spalla.
“Iniziamo la battaglia, Helen!” mi dissi tra me.
Mandai un messaggio a Manuel
NON PRENDERO’ IN CONSIDERAZIONE
LA TUA VIA DI FUGA…INSIEME FINO
ALLA FINE…
L’unica che dovevo tenere fuori era Alexis. C’erano già troppe vite di mezzo. Tenendola all’oscuro di tutto l’avrei protetta.
Qualche minuto dopo mi arrivò la risposta di Manuel
NON FARLO! SALI SU QUELL’AEREO
Decisi di non rispondergli più. Avrebbe fatto di tutto per farmi cambiare idea.
Andai a dormire con la consapevolezza che adesso avevo una ragione per alzarmi e vivere il giorno successivo. Per la prima volta dopo settimane dormì tutta la notte senza svegliarmi con le lacrime agli occhi.
Il mattino seguente mi svegliai abbastanza presto. Mi preparai velocemente e uscì diretta ad un centro rivenditore di cellulari. Comprai un telefono e scheda nuovi sia per me che per Manuel. Non dovevamo lasciare traccia sui nostri personali.
Probabilmente erano già sotto controllo. Mi affrettai a memorizzare i numeri sulle nuove schede e poi lo feci recapitare tramite un caro amico di università direttamente all’ufficio di Manuel dove nessuno poteva scoprirlo. Gli allegai una lettera per spiegare il mio piano:
Manuel,
non posso accettare niente di quello che mi ha chiesto ieri nella tua lettera. Avevo promesso che non ti avrei più mollato e che avrei lottato per il nostro futuro e intendo rispettare la mia parola. Ti seguirò anche in capo al mondo pur di stare con te. Io non so a cosa stiamo andando incontro. Ma lo devo fare. Io ti amo e non ti lascio solo. Giulio arriverà nel pomeriggio per aiutarmi però ho bisogno di sapere da te tutto quello che c’è da sapere riguardo Martina. Tutto quello che c’è dietro a questa storia. Ho comprato due telefoni nuovi uno per te e uno per me. Sul telefono ho salvato il mio nuovo numero. Mi raccomando massima prudenza nei messaggi e nelle chiamate. Non devono risalire a noi. Fidati di me. Ti riporterò da me. Mi manchi.
Per sempre
Tua Helen
Aspettai con ansia l’arrivo di Giulio per tutto il pomeriggio.
Verso le 16 qualcuno bussò alla mia porta. Andai con molta paura vicino alla porta e con mia enorme sorpresa ci trovai Manuel dietro. Entrò sbattendo la porta
- “Sei impazzita? Cosa hai mente Helen? Tu non sai con chi hai a che fare e non posso permetterti di mettere a rischio la tua vita!”
- “E io non posso partire sapendo che tu rischi la tua!”
- “Perché sei così testarda?” – disse stringendomi tra le sue braccia
- “Perché quando riguarda noi non ragiono! Ora ti prego dimmi tutto!”
- “Sei sicura Helen? Io non potrò starti affianco in questa battaglia! Devo essere sicuro che Giulio sarà qui con te e ti proteggerà…quello…a cui vai incontro è qualcosa di troppo per te!”
- “Raccontami tutto! Devo sapere tutto Manuel…ogni dettaglio!”
- “Mi odierai dopo Helen! E vorrai scappare di nuovo! Voglio lasciarti libera con la certezza che tu mi ami!”
- “Smettila!” – dissi a senti stretti
- “Helen però siediti! Sarà meglio!”
Presi posto sul divano. Ma lui era distante. Mi vietò di avvicinarmi a lui. Iniziò il suo racconto dal principio standosene di fronte alla vetrata ad ammirare il via vai di gente fuori
- “Ci siamo conosciuti ad una festa circa due anni fa. Ad una festa di un gruppo un po’ particolare dove ci passavamo un po’ le prede. Come sai in quegli anni passavo da una donna ad un’altra e non mi interessavo del loro passato. Però quando ho iniziato a frequentare Martina molte persone di quel gruppo mi avvertirono di stare lontano da lei, che era molto pericolosa, che aveva agganci pericolosi e che amava comandare in tutto e per tutto. In passato ha fatto uccidere un ragazza perché se la faceva con un suo prescelto . Non l’ho sperimentato sulla mia pelle fino a qualche mese fa quando mi ha comunicato la sua gravidanza. Poi la sua minaccia d’aborto e il medico che le consiglia massimo riposo. Ho avuto paura per la prima volta per quell’essere nella sua pancia. Ho imparato ad amarlo e non potrei farne a meno adesso che so che c’è. Ha delle persone che lavorano per lei, che fanno a botte sui migliori ring d’America. Mi ha chiesto di lasciarti perdere se tenessi alla tua incolumità. Che se solo scopriva che io e te avevamo ancora contatti non solo mi avrebbe negato la gioia della paternità, ma avrebbe tormentato anche con la vita chiunque le avesse messo i bastoni fra le ruote. Un giorno l’ho sentita parlare al telefono con un certo Daniele e si organizzavano per il vostro incontro a Barcellona. Vi ha fatte seguire per tutta la settimana durante il vostro viaggio e mi ha dato la dimostrazione che se solo sbaglio una mossa tu sarai la sua prima preda. Mi ha mostrato le foto del vostro incontro. Mi sono spaventato a morte così ho capito che l’unico modo per proteggerti era mandarti via di qui dicendoti addio. Ma la cosa che più l’ha fatta tranquillizzare sono state le notti che abbiamo passato insieme nelle ultime settimane. Mi faccio schifo da solo ma avevo bisogno di saperti al sicuro. E per farla calmare avevo solo un modo. Scoparmela fino allo sfinimento.”
Quelle ultime parole mi provocarono un buco nel mio petto. Era stato a letto con lei per tutte queste sere mentre io ero sola a disperarmi per lui. Anche se l’ha fatto per salvare me non riesco a non sentirmi una stupida. Una povera illusa. Mi faceva troppo male. Chiusi gli occhi per un istante e cercai di farmi forza senza guardarlo negli occhi. Il solo pensiero di loro due nello stesso letto, ancora, mi dava il volta stomaco.
- “E’ tutto qui quello che c’è da sapere?”
- “Si!” – disse venendomi vicino sul divano – “Guardami Helen!”
Non riuscivo ad alzare i miei occhi e ad incrociare i suoi.
- “Adesso è meglio che tu vada via! Devo andare in aeroporto a prendere Giulio!” – dissi avvicinandomi alla porta
- “Helen guardami cazzo!”
- “Va viaaaa Manuel!” – urlai
- “No!” – gridò – “Ecco perché io non volevo dirtelo. Perché sapevo che non avresti capito!”
- “Cosa c’è da capire! Ti sei divertito mentre io passavo le pene dell’inferno per causa tua!”
- “Non ci giurerei! Hai abboccato al primo ragazzo che ti ha offerto da bere in un paese che nemmeno conosci!”
- “Non ti azzardare a scaricare su di me adesso! Io non mi sono portata a letto nessuno!”
- “Non l’ho fatto per piacere e te l’ho spiegato!”
- “Fa male! Tanto!”
Si avvicinò con l’intenzione di stringermi tra le sue braccia. Inizialmente cercai di divincolarmi ma poi non seppi resistere e mi lasciai andare.
Come eravamo arrivati a tutto questo? Stavo mettendo la mia vita nella mani di una pazza squilibrata che si era innamorata follemente di lui ed era disposta a tutto pur di averlo. Avevo una paura immensa. Non potevo nemmeno immaginare quello a cui stavo andando incontro.
- “Mi manchi da impazzire! Mi mancano le tue labbra, i tuoi baci, le tue mani sul mio corpo. Mi manca fare l’amore con te. Sto impazzendo! Ti prego sii prudente. Non fare niente di avventato.” – disse con la sua bocca sul mio collo
- “Ci sarà Giulio con me! Non sarò sola”
- “Lo sai che questa mia visita e quella di ieri è stata registrata? Quindi stai attenta mentre vai in aeroporto!”
- “Lo sarò!” – dissi staccandomi dal suo corpo – “Ora vai! Tra mezz’ora arriva Giulio! E vorrei farmi trovare in aeroporto!”
Salutai Manuel e mi diressi all’aeroporto con la strana sensazione che qualcuno mi stesse seguendo. Mi stavo avventurando in un terreno sconosciuto ed ero sola.
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