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Manuel era troppo vicino a me per poter ragionare in modo razionale. Mi strinse in un abbraccio dove io mi lasciai andare in un pianto liberatore. Avevo la sensazione che quell’abbraccio fosse più un addio che un arrivederci. Stavamo mettendo tutto il nostro amore in gioco per poterci dare il lieto fine che aspettavamo da anni. Se mai ci saremmo arrivati.
- “Non posso sopportare le sue labbra sulle tue!” – disse al mio orecchio
- “Io sto morendo dentro da quando tu hai ripreso a portarti a letto Martina!”
- “Occhio per occhio allora?” – disse lasciandomi andare
- “E’ il solo modo che conosco adesso per darci un futuro! Perché non hai passato la notte a casa? Non complicare tutto per favore…mi fa male sapervi insieme ma se serve a riportarti da me farò tutto!”
- “Ti amo Helen!Non sai nemmeno quanto!” – disse avvicinandosi nuovamente
Mi prese il volto tra le sue grandi mani, occhi negli occhi, azzurro nel marrone, e mi baciò. Oddio quanto mi mancavano i suoi baci. Come può un solo bacio portarti in un’altra dimensione, farti sentire a casa con la persona giusta al tuo fianco. Mi manca sentirmi amata da lui.
- “Ti voglio Manuel!”
- “Oh Helen….” – sospirò
- “Non farti pregare! Ne ho bisogno!”
Non se lo fece ripetere due volte, mi sollevò e mi portò in camera mia, mi distese sul letto e iniziò il suo interminabile viaggio verso il nostro piacere. Iniziò con il sfilarmi le scarpe, salì lentamente lungo le mie gambe, i miei fianchi e mi fece girare per poter slacciare il vestito.
- “Ti ho detto quanto sei fantastica vestita così!”
- “E’ solo un vestito Manuel!”
- “Hai ragione! Sei fantastica tu…sei ancora qui e tutto ciò mi da la forza di andare avanti!”
Tornò alla sua tortura finchè non mi lasciò completamente nuda e inerme sul letto. Si alzò, si spogliò lentamente anche lui. Prima la camicia, poi i pantaloni e infine i suoi boxer. Completamente nudo si distese al mio fianco e iniziò a baciarmi con delicatezza e poi con passione. Le nostre lingue erano un insieme.
- “Voglio godermi a pieno questo momento…con molta calma…non abbiamo fretta Helen!”
- “Ho bisogno di sentirti!”
- “Ci arriveremo…piano però! Non so quanto dovrò attendere per riaverti e non voglio lasciare niente per scontato!”
Continuò a baciarmi mentre le sue mani realizzavano la loro magia sul mio corpo. Erano dappertutto. Quando finalmente si fece spazio tra le mie gambe, un brivido mi percorse su tutta la schiena. Era passato troppo tempo dall’ultima volta che avevamo passato la notte insieme, fusi nel nostro amore. Mi penetrò con una lentezza indescrivibile, un senso di pienezza mi pervase mandandomi in estasi. Ero finalmente stretta al nostro amore. Iniziò a muoversi con forza, con stoccate precise fino a quando entrambi non crollammò esausti e appagati nel culmine del piacere.
Non so quanto tempo passammo aggrovigliati a letto tra le lenzuola. Poi all’improvviso si staccò da me, si alzò e fece partire lo stereo sul mio comodino. Le note che ne partirono furono quelle dei Take That – Back For Good. Mi strinse nuovamente tra le sue braccia e mi sussurrò tutte le parole all’orecchio fino al pezzo più importante che mi sussurrò dolcemente nella nostra lingua
Qualunque cosa ho detto,
qualunque cosa ho fatto
non volevo dirle
voglio solo indietro te per sempre
Il momento fu rovinato dalla suoneria del suo cellulare.
- “E’ Martina!”
- “Devi rispondere!”
Lo lasciai solo e mi chiusi in bagno bisognosa di una doccia dopo il sesso appena concluso.
Quando riemersi dal bagno con un asciugamano intorno al mio corpo, lui era già vestito da testa a piedi e si stava allacciando le scarpe, seduto al bordo del letto.
- “Tutto ok?” – chiesi vedendo il suo umore di nuovo sotto terra
- “Si! Martina sta tornando dal suo viaggio…la devo andare a prendere all’aeroporto!”
- “Non è qui?”
- “No…ecco perché ho passato la notte qui! Non ti metterei mai in pericolo!”
- “Scusami se ti ho aggredito prima!”
- “Tranquilla…siamo tutti nervosi…ma finirà presto te lo prometto! Tu vedrai ancora Daniele?”
- “E’ ripartito per Barcellona…mi aveva chiesto di seguirlo ma ho rifiutato!”
- “Saggia decisione…non ti avrei lasciato andare!”
- “Dov’è stata Martina?”
- “Dai suoi genitori a Pescara! Aveva bisogno di staccare un po’ e di riposarsi! Ora devo andare!”
Mi vestì velocemente e lo raggiunsi alla porta e gli impedì di uscire prima di averlo salutato per bene. Gli saltai addosso e gli circondai i fianchi con le gambe e gli stampai un bacio.
- “Non rendere le cose difficili, Helen! È già maledettamente difficile starti lontano!”
- “Comportati bene…io sono al sicuro qui…c’è Giulio!”
Lo lasciai andare. Chiusi la porta e mi sentì subito persa al distacco da lui. Giulio rientrò in cucina in quel momento e capì che avevo bisogno di lui e subito. Mi venne incontro e mi abbracciò.
- “Tornerà! Ce la faremo!”
- “Mi manca già tanto!”
- “Non ti chiederò cosa è successo in quest’ora che avete passato assieme, anche perché so già la risposta, ma Helen abbiamo un piano e non dobbiamo buttarlo all’aria adesso!”
- “Hai ragione!”
- “Che ne dici di mandare un messaggio a Daniele per far vedere il tuo interesse?”
- “Si…giusto…anche se è ancora in volo lo leggerà appena atterrato e vedrà che lo penso!”
Con quello appena successo, l’ultima cosa che volevo era scrivere un messaggio a Daniele, ma aveva ragione Giulio. Dovevamo portare a termine il nostro piano prima che entrambi impazzivamo e lo mandavamo a monte. Sappiamo benissimo che quello che è successo oggi è stata una debolezza e non doveva succedere ma al cuore non si comanda e ritrovarmelo a casa, tutto per me mi ha fatto perdere la testa e anche lui non si è fatto pregare tanto.
Mi affrettai a scrivere il messaggio
CIAO DANIELE COM’E’ ANDATO IL VIAGGIO?
SONO STATA BENE IERI SERA E MOLTO BENE
STANOTTE…GRAZIE…A PRESTO…HELEN
Mentre riponevo il telefono in borsa arrivò un messaggio. Era impossibile che si trattasse di Daniele. Era ancora in viaggio. Lo apri. Era Manuel
TI AMO PIU’ DELLA MIA VITA!
Un sorriso si stampò sul mio viso. Cosa poteva fare un solo messaggio, una sola ora assieme. Aveva reso migliore la mia giornata e mi aveva donato la forza di affrontare le giornate a venire. Una nuova forza stava nascendo in me. La forza di lottare per tutto quello che volevo. È la risposta ha solo un nome. Manuel.
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