mercoledì 29 maggio 2013

14' CAPITOLO - AMORE





“Sono venuto qui per te, per proteggerti...Martina non lo sapeva e se hai notato il suo sguardo era soddisfatta...lasciati aiutare...magari potresti trovarmi piacevole e innamorarti di me...so essere molto dolce”

Le parole di Daniele mi giravano ancora in testa quella notte mentre ero distesa sul mio letto con gli occhi spalancati. La sveglia segnava le 2 e io ancora non ero riuscita a chiuder occhio. Gli ultimi avvenimenti stavano stravolgendo la mia vita. Giulio non era ancora rincasato e Daniele dormiva nella vecchia stanza di Alexis. Mi aveva pregato di non mandarlo via e che non ne avrebbe approfittato della situazione e che avrebbe chiesto anche aiuto a Giulio. Mi avrebbe rispettata. Voleva aiutare sua sorella a farsi curare data la sua instabilità e voleva proteggere anche me. Ero troppo confusa e stanca per poter prendere una decisione così avevo acconsentito a farlo restare. Giulio era molto arrabbiato con me. Mi aveva mandato un messaggio, subito dopo la comparsa a casa, in cui diceva di quanto fosse preoccupato e deluso da me. Rileggevo quel messaggio fino alla nausea ma non ero ancora riuscita a rispondere. Ragione maggiore perchè era con Manuel e molto probabilmente l'avrebbe fatto leggere anche a lui. E poi Manuel? Come può giudicare me dopo che lui passa le sue notti d'amore con una sconosciuta solo perchè è stato tanto stupido da metterla incinta. Stavo precipitando in un baratro a non vedevo via d'uscita.

Erano le 3 quando sentì rincasare Giulio. Ed io ero ancora sveglia. Così decisi di affrontarlo in piena notte. Scesi dal letto e lo raggiunsi in soggiorno, dove lo trovai seduto con la testa tra le mani. Qualcosa non andava e io non sapevo cosa. Non poteva essere solo il mio atteggiamento con Daniele.

“Tutto bene?” - chiesi avvicinandomi
“Helen!” - disse alzando la testa - “Che ci fai sveglia a quest'ora?”
“Non riuscivo a dormire...è stata una lunga giornata...intensa direi..e poi volevo parlare con te!”
“Possiamo rimandare a domani? Sono esausto!”
“Dove siete stati? Com'è andata la serata?” - chiedo desiderosa di sapere ogni dettaglio ma con la paura nel cuore di quello che potrebbe rivelarmi
“E' stata una serata tranquilla fino a quando non siamo venuti qui!”
“E dopo?”
“Manuel stava mandando all'aria i piani...ha cominciato a rispondere male a Martina e lei ha iniziato a fare domande strane e supposizioni...la sua fortuna è stata che io ero li e ho cercato di coprire...ma non so quanto sia servito...Cosa diavolo ci faceva qui Daniele? E come fai ad andare a letto con lui?”
“Pensi che io sia stata con lui?” - alzai la voce di un tono - “Credevo avessi più riguardo per me! Dannazione me lo sono ritrovato dietro la porta...e comunque devo dirti parecchie cose prima!”

Raccontai tutto d'un fiato il motivo della visita di Daniele. Della sua paura per la mia sicurezza e di quella della sorella. Gli raccontai anche quello che mi aveva raccontato Daniele riguardo ai problemi di Martina, del suo disturbo della personalità di cui è affetta. Nessuno sa del suo problema. Solo lui. È molto pericolosa e Manuel in questo momento è in serio pericolo. Martina ha bisogno d'aiuto.

“Vuole solo aiutarci...è rimasto qui...dorme nella stanza di Alexis!”
“Oh Signore...tutto questo è assurdo!”
“Vuole che la convinciamo a farsi aiutare e a lasciare libero Manuel di fare la sua vita...non è tenendolo legato controvoglia che sarà felice! Comunque avranno un figlio insieme e questo le legherà per sempre a lei...ma non potrà averlo come lei vuole...non come lo ho io!”
“Cos'ha in mente?”
“Non lo so...domani devi farmi il favore di chiamare Manuel e portarlo qui con una scusa..Daniele vuole parlare con noi...”
“Ok...adesso andiamo a dormire!”

Mi stavo dirigendo in camera quando mi sentì chiamare da Giulio. Il suo sguardo diceva tutto. Voleva scusarsi con me per come aveva reagito a quella visione e io lo abbraccia come segno di risposta, per tranquillizzarlo. Tutto era dimenticato. L'affetto che ci legava era troppo forte per permettere ad un'incomprensione di creare tensioni tra noi.

Finalmente riuscì a dormire un po'. Quando le mie palpebre si sollevarono il sole riempiva già la mia stanza. Era finalmente una bella giornata di sole e rispecchiava il mio stato d'animo. Ero un po' più fiduciosa nel futuro. Una nuova speranza si era accesa in me, anche se sapevo che sarebbe stato un lungo e duro lavoro convincere Martina a rinunciare a Manuel e farsi aiutare. Ma Daniele era molto fiducioso.

Mi feci una doccia veloce, mi vestì e scesi in cucina. Giulio e Daniele erano già li a fare colazione e mi sorpresi quando trovai anche Manuel seduto al divano. Lo deve aver chiamato stanotte Giulio, per essere qui di buon ora.

“Buongiorno” - farfugliai

Manuel aveva due occhi di ghiaccio e la tensione che si percepiva in quell'ambiente era incandescente. Era chiaro che ancora Manuel non sapeva del motivo della presenza di Daniele in casa e stava già viaggiando con la fantasia.
Gli andai vicino, intenta a interrompere, o per lo meno accorciare, quella distanza. Gli presi il volto tra le mani e gli avvicinai lentamente le labbra alle sue in un bacio casto ma nello stesso momento intenso di significati. Lui non mosse un dito. Restò li immobile. Non mi tolse gli occhi di dosso. Ma adesso, con quel mio gesto, nel suo sguardo c'era sorpresa. Tranquillo amore mio, stai per scoprire tutto.

Lo lasciai e raggiunsi Giulio e Daniele a fare colazione.

“Buongiorno ragazzi!”
“Ciao splendore!” - mi salutò Daniele non curante della presenza di Manuel
“Ciao sorellina..dormito bene?”
“Dopo la nostra chiacchierata si!”

Passammo le due ore successive radunati intorno al divano a spiegare a Manuel tutto quello che si era perso nelle ultime ore e a mettere in atto un piano. Finalmente gli occhi di Manuel si posarono nuovamente su di me. E questa volta non c'era odio. Questa volta ci leggevo gratitudine. Due iridi azzurro cielo mi stavano ringraziando con profondo amore. Senza parole. Solo uno sguardo.

Rimanemmo d'accordo sulla prima mossa prevista da Giulio. Rifare quel test come punto di partenza. L'avrebbe accompagnata il giorno stesso Manuel. Ci accordammo su come doveva agire e sulla buona riuscita del piano.
Quando tutto fu stabilito, Giulio e Daniele ci lasciarono soli. Avevano capito che era una piccola occasione che avevamo per stare assieme. Mi rifugiai tra le sue braccia e non c'era nessun altro posto dove volevo essere. Sentire il suo profumo, il suo respiro, il suo contatto. Non avevo bisogno di altro. Ero a casa. Tra le sue braccia.

Quando Manuel andò via quella mattina mi sentì improvvisamente persa. L'avevo appena ritrovato e il distacco era stato un tonfo al cuore. Manuel avrebbe raggiunto Martina in clinica per una nuova ecografia e, li sarebbe avvenuto, a sua insaputa il nuovo test. Questo era il primo passo. Giulio era rintanato in stanza per riposarsi un po' dopo la lunga nottata e io ero rimasta in soggiorno con Daniele che mi scrutava da sotto le sue lunghe ciglia.

“Sei terrorizzata?” - mi chiede
“Ho paura che qualcosa vado storto!”
“Non succederà! Sai, poco fa i tuoi meravigliosi occhi verdi erano colmi di una lucentezza, adesso li vedo di nuovo spenti! Non l'ho capito finchè non vi ho visti insieme...emanate luce quando siete vicini!”
“E' amore, Daniele!”
“Io non l'ho mai avuta quella luce!”
“Arriverà anche per te!” - gli prendo la mano e nel suo sguardo leggo rassegnazione - “Non hai mai avuto il tuo grande amore?”
“La mia vita non è stata facile...ci sono state molte ragazze...avventure..ma mai nessuna che mi facesse battere il cuore! Sei stata la prima che mi ha smosso qualcosa dentro!”
“Ti prego...non farmi questo!”

Lui non rispose, continuò solo a guardarmi senza darmi nessuna risposta. La luce che lui vedeva nei miei occhi, la vedevo adesso nei suoi. E io ero la causa.
Il momento fu interrotto dal suono del telefono di Daniele, nella sua tasca dei jeans. Prese il telefono e il lampeggiare, segnalava una chiamata in arrivo da Manuel. Eravamo al momento della verità. O dentro o fuori.

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