domenica 2 giugno 2013

15' CAPITOLO - AMORE




Il telefono continuava a lampeggiare e squillare sulle note di “Certe notti” di Ligabue, quattro occhi continuavano a fissarsi e una verità aleggiava nell'aria. Ci mancava solo il coraggio di dare un senso a quel ronzio fastidioso. Finchè Daniele non prese la decisione di rispondere attivando il viva voce in modo che sia io sia Giulio, che al momento ci aveva raggiunti in soggiorno, attirato dalla suoneria del telefono, potessimo sentire

“Pronto Manuel?”
“Eccomi ragazzi sono tornato in clinica adesso...ho riaccompagnato Martina a casa perchè non si sentiva bene e adesso attendo che Alex mi dia la risposta...non dovrebbe volerci molto...anzi eccolo...sta arrivando...vi metto in viva voce!”
“Allora Manuel, purtroppo i nostri sospetti erano fondati, è tuo! Anzi è TUA! È una bambina, ed è in ottima salute!”
“Ne è certo?”
“Al 99% si! Solitamente questi test tramite esami del sangue sono attendibili ma c'è sempre quella percentuale di dubbio pari all'1%...ma non dovrebbero esserci dubbi...Mi dispiace amico!”

Il mio mondo era stato distrutto per la seconda volta. Non sentì più niente di quello che fu detto al telefono perchè preferì restare sola e andarmene in camera. Per la prima volta non c'erano lacrime che rigavano il mio viso, c'era solo una condizione di resa per la questione del bambino. Era il secondo parere, ed entrambi ci avevano detto la stessa cosa. Ormai non c'erano più dubbi. Tra meno di 3 mesi Manuel sarebbe diventato padre e non ero io a potergli dare quella gioia immensa. Ma un'altra. Un altro amore. Perchè anche se basato su sesso resterà comunque il frutto del loro amore. E io dovevo iniziare a fare i conti con questa realtà.
Qualche minuto dopo mi raggiunse in camera Giulio. Quando vide che non stavo piangendo, il suo volto si rilassò.

“Stai bene?” - mi chiese
“Potrei stare meglio! Adesso cosa faremo?”
“Per stasera non ci pensiamo...abbiamo proposto a Manuel di lasciarvi soli, di passare una serata solo voi due mentre Daniele porta a cena fuori la sorella! L'ha appena chiamata e le ha proposto una serata solo loro due e lei, sperando ancora nel loro piano, ha accettato! Siete liberi per stasera! Divertitevi, come se fosse il vostro ultimo giorno! Non pensate a domani”
“Mi stai dicendo che c'è la possibilità che non possa più vederlo?”
“Ti sto dicendo che il nostro piano non funzionerà prima della nascita della bambina...sarebbe troppo rischioso adesso!”
“Ma mancano 3 mesi! Sono tanti...io...impazzirei!”
“Non pensarci adesso...ne parleremo domani...adesso vestiti e passate una serata romatica...Passerà a prenderti tra un'ora!”

Un'ora dopo ero pronta, in soggiorno, sola, ad aspettare Manuel. Giulio era uscito a correre un po' e Daniele era già fuori con Martina. Mi ha mandato un messaggio mentre mi preparavo dicendomi che io e Manuel avevamo tutta la notte anche, perchè portava sua sorella fuori e non dovevamo temere di farci vedere in giro. Loro sarebbero andati fuori città.
Quando Manuel arrivò il cuore mi batteva all'impazzata, le mani mi sudavano e le gambe erano fatte di gelatina. Il mio Manuel. Non ci pensai due volte e mi avvinghiai a lui, sentire il suo profumo, il suo senso di protezione fu qualcosa di rassicurante. Lui c'era nonostante tutto. Lui amava me nonostante tutto.
Indossava la mia camicia bianca preferita, che metteva in risalto i suoi penetranti occhi blu, e un pantaloncino nero di lino e le sue inseparabili Hogan. Era una visione per i miei occhi. Io avevo indossato un vestito fresco bianco a fiori azzurri con dei sandali bianchi, accenno di trucco e una frontiera bianca tra i miei capelli castani.

“Sei bellissima!” - sussurrò tra i miei capelli
“Anche tu!” - fu l'unica cosa che riuscì a rispondere

Quando riuscimmò a staccarci, mi prese per mano e mi portò in macchina.

“Dove mi porti?” - chiesi
“E' una sorpresa! Voglio farti ricordare questa sera per i prossimi mesi, in modo che tu non possa dubitare su noi!”
“Perchè non la iniziamo con un bacio...non mi hai ancora baciata!”

Abbassai lo sguardo sulle mie mani in grembo, mentre si contorcevano e diventavo rossa come un peperone. Non so da dove veniva questa timidezza improvvisa. Era semplicemente Manuel. Ma mi sentivo come al primo appuntamento.
Lo sentì ridere e improvvisamente mi mise una mano sotto il mio mento e mi fece alzare lo sguardo su di lui.

“Un bacio eh?”

E finalmente lo fece. Poggio le sue fresche labbra sulle mie. Un turbine di emozioni furono liberate nel mio corpo. Amore, follia, desiderio. Ecco tutto quello che quest'uomo scatena in me con un solo bacio. Fu un bacio casto, un incrocio solo di labbra. Ma per me significò tutto. E non mi importava più dove eravamo diretti, cosa avremmo fatto quella sera. Io ero con lui e non c'era altro posto dove avrei voluto essere.

Era pieno pomeriggio e Manuel aveva abbandonato il suo lavoro per me. Non sapevo ancora dove stavamo andando ma ormai era da un'ora che guidava sull'autostrada finchè non mi addormentai.

Mi sveglio con il suo odore nelle narici. Eravamo arrivati e quando scoprì dove mi aveva portato, una lacrima solcò il mio viso.

“Ricordi, piccola?” - mi chiese scrutando le mie lacrime
“Tutto!”

Mi stava regalando un giorno al parco divertimenti di “Gardaland”. Li dove ci eravamo dati il primo bacio anni fa. Dove tutto era iniziato. Quel gesto mi fece mancare un battito.

“Un nuovo inizio!” - mi disse prima di scendere dall'auto

Finalmente mi baciò con un bacio vero. Una danza non solo di labbra desiderose, ma anche di lingue vogliose.

“Signorina Martini non credo che la sua mise è adatta a questo posto!”
“Se solo il Signor Cooper mi avesse informato dei suoi piani, io mi sarei attrezzata meglio! Pazienza...mostreremo qualcosa!”
“Ti terrò d'occhio!”

Ci avvicinammo all'ingresso e senza fare i biglietti ci fecero entrare. A Manuel bastò dire solo il suo nome. Aveva programmato tutto in così poco tempo, tutto per noi e io mi sentì al settimo cielo. C'era ancora speranza per noi.

La giornata trascorse come se fossimo in una bolla. Dove, oltre noi e quel posto meraviglioso, non ci fosse un futuro ad aspettarci. Per la prima volta ero felice, senza un peso nel cuore.

Provammo tutte le attrazioni da quelle per bambini, dove anche noi sembravamo dei bambini e non riuscivamo a staccare le nostre bocche, a quelle d'acqua, dove guarda caso ero sempre l'unica ad uscirne bagnata da testa a piedi, a quelle più pericolose dove avevo il cuore che mi saliva in gola.

Erano circa le 20 e Manuel mi sussurrò all'orecchio che la serata non era ancora finita, che c'erano ancora altre sorprese per me. Mi accompagnò in una camera, che aveva prenotato, all'interno del residence del parco. Sul letto c'erano due pacchi, uno più piccolo e affianco uno più grande con un fiocco rosso sopra.
“Aprili!” - mi sussurrò abbracciandomi alle mie spalle
“Quando hai organizzato tutto questo?”
“Mi è bastato chiamare un mio socio d'affari che ha un figlio che lavora qui...e tutto il resto è stato semplice...basta fornire il numero del tuo conto!”

Aprì il pacco più piccolo per prima. Conteneva tutte le foto scattate in giornata sulle varie attrazioni. Tutte relegate in un mini album con una nostra foto in copertina e due cuori enormi sotto e sotto una scritta “UN NUOVO INIZIO”. La foto in copertina era quella di anni fa, quando tutto era iniziato.

“Non so che dire Manuel!”
“E allora non dire niente...voglio soltanto che quando sentirai la mia mancanza tu apra questo album, ricordi questo giorno e ritorni il sorriso sul tuo volto...non avremo mesi facili ma niente cambierà tra noi...me lo devi promettere! Ne ho fatto fare uno anche per me!”
“Ti amo Manuel!” - gli stampai un bacio profondo

Aprì il secondo pacco e ci trovai dentro un jeans e una camicia senza maniche bianca, osservai la foto e capì tutto. Quel giorno di circa 5 anni fa io indossavo quella mise.

“Tu sei pazzo!”
“Pazzo di te...indossali!”

Dopo aver indossato il mio regalo ci incamminammo ancora verso il parco e con mia enorme sorpresa notai che si era svuotato di gente, anzi a essere precisi il parco era chiuso e noi eravamo gli unici all'interno. Man mano che camminavamo nel parco il mio cuore batteva sempre più forte fino a quando non ci trovammo sotto alla ruota panoramica. Una specie di ufo volante che ti mostra il panorama della città. Proprio li dove tutto era iniziato.
Un ragazzo ci venne incontro

“Buonasera signore!” - si rivolse a Manuel
“Tutto pronto?”
“Si, volete salire?!”
“Certo!”

Manuel mi accompagnò su con una mano sul mio fondo schiena. Mentre l'attrazione si mise in moto, noi ci avvicinammo al bordo di questa navicella.

“Proprio come se niente fosse successo in questi lunghi 5 anni! Noi siamo legati Helen e non posso più fare a meno di te!”
“Mi hai lasciato senza parole oggi! Tutto questo è molto di più di quello che mi aspettavo! Ti amo così tanto!”
“Vuole concedermi un bacio Signorina Martini?”
“Con molto piacere Signor Cooper!”

Ed eccoci ancora qui, un solo battito, un solo respiro, un solo Amore. Il nostro amore. Solo adesso riesco a capire la paura che lo attanaglia. Paura di restare solo con i nostri ricordi, pezzi di vita che abbiamo trascorso insieme. Ha ragione lui. Siamo legati per la vita. E quando tutto questo sarà finito io lo sposerò. Non aspetterò altre tempeste. Saremo noi la tempesta più grande.
Le note di Celin Dion riempirono l'aria intorno a noi con le note di “Bacause you loved me”

Eri la mia forza quando ero debole
Eri la mai voce quando non potevo parlare
Eri i miei occhi quando non potevo vedere
Hai visto ciò che di meglio c'era in me
Mi hai sollevata quando
Non riuscivo a raggiungere niente
Mi hai dato fiducia perché hai creduto
Che io sono tutto ciò che sono
Perché mi hai amato

Io sono tutto ciò che sono
Perché mi hai amato

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