martedì 4 giugno 2013

16' CAPITOLO - AMORE





Tutta l'aria intorno a noi sussurrava magia pura, romanticismo, erotismo. Eravamo relegati su questa meravigliosa vista da almeno quaranta minuti e non ne volevamo saperne di scendere. Avevamo tutto quello di cui avevamo bisogno: il nostro amore e i nostri cuori che battevano all'unisono. Era come se il tempo si fosse fermato in quella giornata che Manuel aveva voluto regalarmi.

“Non so se riesco!” - sussurrai mentre lui mi abbracciava dalle spalle e continuava a stuzzicarmi il lobo destro
“A fare cosa?”
“A ritornare alla realtà...a stare lontana da te!”
“Ce la farai...ce la devi fare!” - mi fece girare e mi prese il viso tra le sue mani - “Guardami! Io conto molto su di te...non deludermi proprio adesso!”
“E se non dovesse funzionare? Se non dovesse bastare vivere di ricordi? Cosa ne rimarrebbe di me?”
“Ehy...basta...non voglio sentirti parlare così...noi tra qualche mese saremo ancora qui, insieme!”

Mi strinse forte tra le sue braccia e tutti i mie timori non erano svaniti, erano stati solo repressi in una stanza oscura del mio cuore e della mia mente.

“Sei stanca? Ti va di scendere di qui e cenare in camera?”
“Qualsiasi cosa se ho te!”
“Come siamo ingorde Signorina Martina!”
“Ho avuto un ottimo maestro, Signor Cooper!”

Mi lanciò un sorriso da farmi sciogliere. Mi porse la mano e mi aiutò a scendere. Mano nella mano ci incamminammo verso il residence, nella nostra stanza. Ogni tanto durante il percorso si girava a guardarmi e mi sorrideva. Era uno sguardo di Manuel che conoscevo molto bene. Mi stava nascondendo qualcosa e il mio sesto senso mi diceva che l'avrei scoperto a momenti.
Appena fuori la stanza, si fermò

“Dopo di lei!” - disse sorridendomi
“Cos'altro hai architettato?”
“Sono un uomo dalle mille risorse!”

Spalancai la porta e mi ritrovai in una stanza diversa da quella vista poche ora fa. Il letto era ricoperto di petali rossi, che andavano a formare un cuore gigante, candele profumate sparse ovunque per tutto il pavimento e sui comodini, 2 composizioni di rose rosse sull'enorme comò. Ma quello che destò maggior attenzione fu un cofanetto al centro del letto, all'interno di quel magico cuore. Mi avvicinai e riconobbi la scatolina. Oh Dio...quando capì mi giraì di scatto verso Manuel, che mi stava scrutando per capire la mia reazione.

“Credo che sia arrivato il momento che quell'anello resti al tuo dito!”

Si avvicinò alla scatolina, senza togliere mai i suoi occhi dai miei, la aprì, sfilò l'anello e me lo infilò al dito. Il solitario che mi aveva regalato alla sua proposta di matrimonio, che io aveva declinato prendendomi tempo, adesso era al mio dito. Una lacrima scese sul mio viso e lui si apprestò ad asciugarla.

“Sta meglio qui!” - disse fissando il mio anulare - “E' rimasto fin troppo in quella scatola! Non toglierlo più! Mi ucciderebbe stavolta...questa è la nostra promessa...e stanne certa che qualsiasi cosa succeda io ti sposerò!”

Lentamente iniziò a sbottonare la camicetta. Quando tutti i bottoni furono aperti la fece scendere sulle spalle, accarezzando le mie braccia. Poi passò ai jeans. Me li sbottonò e iniziò a calarli, sfiorando le mie cosce. Si abbassò ai miei piedi e mi aiutò a toglierli via. Sfilò anche i miei sandali. Ero rimasta solo in intimo.
Mi sfiorò il collo con la sua bocca. Era troppo. Mi avrebbe fatto esplodere in pochi minuti se continuava questa tortura. Girai lentamente la mia testa e andai incontro alle sue labbra creando un bacio incandescente. Due lingue si riconobbero e iniziarono la danza dell'amore. Mi adagiò lentamente sul letto senza staccare mai il nostro bacio. Si sfilò la camicia, pantaloni e boxer e rimase completamente nudo. La sua erezione premeva sul mio sesso. Sfilò i mie slip e lentamente ci unimmo. Fu lui a dettare il ritmo. Dapprima lento, dandomi il tempo di abituarmi a questa piacevole sensazione e quando sentì montare il piacere, il ritmo divenne incalzante finchè non esplodemmo entrambi nel piacere assoluto dove il nostro amore ci portava. Un'estasi totale.
Sprofondò con la testa sul mio petto, restando ancora dentro di me. Quando i nostri respiri si furono calmati, uscì lentamente e provai subito un senso di vuoto. Ne volevo ancora. Non mi sarebbe mai bastato.

“Non mi basti mai, amore mio! Ho intenzione di sfruttare a pieno questa lunga notte con te!” - disse Manuel tirandomi giù dal letto - “Ti va un bagno con me?”
“Cos'hai ancora in mente?” - gli chiesi sorridendo mentre lui usciva dal bagno, dove nel frattempo stava preparando la vasca
“Il mio unico scopo della serata è perdermi in te!”

Passammo tutta la notte avvinghiati un sull'altro e le mani di Manuel perennemente sul mio corpo. Persi il conto di quante volte facemmo l'amore e di quanto piacere fummo in grado di raggiungere e quando finalmente ci addormentammo una leggera alba era sorta.

Quando, il mattino seguente, lasciammo il parco e ci rimettemmo in viaggio verso casa un senso di tristezza ci pervase e ci accompagnò in un viaggio silenzioso. Più ci avvicinavamo a casa più Manuel era distante. La cosa mi ferì molto ma mi bastò guardare il luccichio al mio anulare sinistro per farmi tranquillizzare un po'. Controllai il mio telefono e notai un messaggio di Daniele

CIAO PICCOLA, IO E MARTINA
TORNEREMO A CASA DOPO
PRANZO...SPERO ABBIATE
PASSATO UNA BELLISSIMA
GIORNATA...A DOPO..

“Chi è?” - interruppe i miei pensieri Manuel
“è Daniele...mi avvisava che torneranno dopo pranzo!”
“Perfetto allora ti accompagno a casa!”
“Tutto bene Manuel? Ti sento distante?”
“No...è tutto ok! Ho solo ricevuto una telefonata di lavoro mentre ti preparavi e devo correre in ufficio!”

Mi lasciò sotto casa, con la promessa di farsi sentire appena poteva, mi stampò un bacio veloce e privo di ogni sentimento e sfrecciò via.
Mi sentivo di nuovo vuota. Lui riusciva a riempirmi in tutti i sensi. E dopo una giornata favolosa, la realtà ci era stata sbattuta nuovamente sotto gli occhi.

Mi rintanai nella mia camera, tirai fuori dalla borsa l'album che mi aveva regalato Manuel, infilai le cuffie del mio ipod e partirono le note di Cascada – Everytime we touch

Continuo a sentire la tua voce, quando dormi
accanto a me continuo a sentire il tuo tocco
nei miei sogni
perdona la mia debolezza, ma non so perchè
senza di te è difficile sopravvivere


Nel frattempo un messaggio aveva riempito la mia casella di posta sul display del telefono. Mi affrettai a leggerlo. Era Manuel

PERDONAMI SE SONO FUGGITO
COME UNO STRONZO MA HO
SERI PROBLEMI DI LAVORO
GRAZIE PER IL MAGNIFICO
SOGGIORNO..TI AMO DA
IMPAZZIRE..A PRESTO
PRINCIPESSA!

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