giovedì 6 giugno 2013

17' CAPITOLO - AMORE




LA RESA DEI CONTI


Mi affrettai a rispondere prima che si preoccupasse

AMORE MI E' DISPIACIUTO
NON SALUTARCI DECENTEMENTE
MA SE MI DICI CHE HAI PROBLEMI
A LAVORO TI CREDO. CHIAMAMI
APPENA PUOI..MI MANCHI E
GRAZIE PER IL MERAVIGLIOSO
GIORNO! TI AMO

Helen si sentìva come rinata dopo questo giorno trascorso lontano da tutto e tutti, con Manuel. In lei aveva acceso un barlume di speranza. Le parole di Manuel riecheggiavano ancora nella sua testa:

“E' rimasto fin troppo in quella scatola! Non toglierlo più! Mi ucciderebbe stavolta...questa è la nostra promessa...e stanne certa che qualsiasi cosa succeda io ti sposerò!”

Vorrei poter dire che d'ora in avanti sarà tutto più facile perchè ho questo anello al dito, ma non è così. Lui passerà i prossimi due mesi, prima del parto, con lei. E non so quanto tempo potremo ritagliarci per noi.

Mentre continuavo a fantasticare sul nostro futuro, giocherellando con il solitario al mio anulare, qualcuno stava bussando alla porta. Mi affrettai a scendere per scoprire chi era. Giulio, Alexis e Daniele avevano le chiavi, Manuel era appena andato via ed era impegnato a lavoro. Chi potrebbe essere.

Quando fui sulla porta, fui sorpresa di trovarmi Martina appoggiata al muro affianco con un'aria di sfida. Eravamo al momento della resa dei conti.

“Helen!”
“Martina!”
“Non mi fai entrare?”
“Perchè dovrei? Cosa vuoi?”
“Cerco il mio fidanzato! So che ultimamente se la sta spassando con te! Ma posso capirlo...io sono quasi nell'ottavo mese di gravidanza e non può più sfogarsi a letto con me...tu sei il suo giocattolo!”
“Lui non è qui!” - dissi cercando di nascondere la rabbia che mi montava dentro, solo un'altra parola e avrei sputato tutto fuori
“Ti dispiace se controllo?”
“Prego...mi dispiace deluderti...ma non è qui...devono averti informata male!”

Quando Martina entrò in casa, due uomini nascosti ai lati della porta, non alla mia vista, entrarono insieme e si chiusero la porta alle spalle. Ero nel panico totale. Cosa stava succedendo?

“Martina, chi sono questi?”
“Sono due miei amici...pensavo che se proprio non sai con chi divertirti, invece di scoparti uomini impegnati, potrai essere soddisfatta da loro!”
“Come ti permetti? Uscite immediatamente da casa mia! Adesso!”
Martina scoppiò in una risata isterica. Fece un cenno con la testa ai due uomini e loro iniziarono ad avanzare verso di me, mentre io arretravo sempre più finchè non mi trovai contro la parete. Ero bloccata. Uno di loro mi poggiò una mano sul collo e la sua bocca era troppo vicina alla mia. L'altro infilò una mano sotto la mia t-shirt e palpò il mio seno.
Un altro cenno di Martina e si fermarono.

“Questo è un assaggio di quello che ti aspetta, cara Helen!”
“Va al diavolo Martina! Impara a tenerteli stretti i tuoi uomini! Non è colpa mia se Manuel non ti ama!”
“Manuel mi amerebbe, come anni fa, quando tu non c'eri!”
“Non è amore quello Martina, pensaci su...pensi davvero di tenerlo legato a te con le minacce...lascialo libero...lasciati amare da qualcuno che ti meriti davvero!”
“Scordatelo...non mi incanti...qui c'è nostro figlio...nostro Helen...mio e di Manuel...siamo legati per la vita!” - disse toccandosi la pancia - “Quindi ti consiglio vivamente di lasciarlo in pace!”

Con quelle parole andò via con i suoi due scagnozzi. Io crollai a sedere sul pavimento, con lacrime calde che solcavano le mie guance. In che modo saremmo riusciti a convincerla a lasciarlo libero? Lei è pazzamente innamorata di lui ed è una pazza squilibrata. E su una cosa ha perfettamente ragione. Saranno legati per la vita! Un figlio è per sempre.

Quando rientrò Giulio, dopo circa un'ora, io ero ancora rannicchiata per terra ad un angolo del soggiorno. Li dove mi avevano lasciato gli ultimi visitatori. Giulio corse da me

“Tesoro....tutto bene?”
“Martina è stata qui con due uomini!”
“Come?” - urlò - “Ti hanno fatto qualcosa?” - Iniziò a toccarmi e a scuotermi per vedere se era tutto apposto
“Era un avvertimento! Sa tutto delle scappatelle di Manuel con me!”
“Basta Helen! Ora chiamo Manuel! Questa situazione va affrontata subito...io tra qualche giorno devo tornare in America e non posso lasciarti qui sola!”

Lo vidi chiamare Manuel, parlare con lui al telefono, raccontargli tutto, alzare ogni tanto la voce e poi riattaccare. Il tutto mentre io ero ancora inerme e sotto chock sul pavimento.

“Sta arrivando!”
“Non può...ti prego..non farlo venire...non deve vedermi così!”
“Helen, smettila di fare la scema...ora sono stufo...Manuel deve mettere fine a questo strazio!”

Nell'attesa dell'arrivo di Manuel, Giulio riuscì a tirami sul divano e a coccolarmi un po', facendomi dimenticare, in apparenza, l'accaduto.

Circa mezz'ora dopo Manuel era qui. Mi venne vicino e mi strinse a se. Io inalavo il suo profumo, le sue braccia forti e possenti su di me, che mi davano sicurezza.

“Helen cosa è successo di preciso?”

Raccontai tutto anche a Manuel. Man mano che il racconto andava avanti, i suoi pugni erano sempre più stretti e la sua mascella sempre più serrata.

“Ti hanno toccata, Helen?” - chiese Manuel
“Si...tutti e due!”
“Adesso basta! Giulio chiama Daniele...lo voglio qui adesso!”

Manuel non si allontanò da me nemmeno per un secondo. Mi tenne stretta a se, mi sussurrava parole d'amore e mi promise che non mi avrebbe più lasciata sola. Quello che aveva fatto Martina, superava il suo grado di sopportazione. Non poteva più restare fermo e inerme a guardare che lei ferisse l'amore della sua vita. Non poteva più mettere a rischio la vita di Helen. Doveva proteggerla. E non poteva più farlo da lontano.

Aspettammo per più di due ore l'arrivo di Daniele. Ma ancora niente. Iniziai a essere nervosa. Un pensiero di tradimento si fece largo nelle nostre menti e iniziai a tremare come una foglia.

Quando finalmente arrivò, non era solo. Ma c'erano con lui i due scagnozzi di Martina e la stessa Martina. Daniele ci aveva traditi, manipolati tutti. Stava semplicemente reggendo il gioco a sua sorella. Anche se iniziavo a dubitare che fossero davvero fratelli. Magari erano amanti, alle spalle di Manuel. Lo guardai disgustato, mentre Manuel non toglieva gli occhi di dosso a loro quattro. Mi spostò alle sue spalle e mi si mise davanti, affiancato da Giulio.

“Vi stavamo aspettando!” - esclamò Manuel
“Siamo alla resa dei conti!” - rispose Daniele - “Mi dispiace non averne approfittato quella notte...sarebbe stata un'ottima scopata! Vero Helen?”
“Non parlare con lei, stronzo!” - ringhiò Manuel - “Parla con me!”
“Mi fate pena!” - intervenne Martina - “Cosa ci trovi in lei?” - chiese avanzando verso di noi, mentre Manuel continuava a tenermi dietro, in segno di protezione
“Tutto quello che manca in te! AMORE! Cosa vuoi da me Martina? Dimmelo! Io non sono innamorato di te, non posso stare con te...io voglio vivere la mia vita con Helen, sposarla, avere figli...lasciaci liberi!”
“Lo sai bene cosa perderesti Manuel! Tuo figlio!”
“Ti prego, parliamone da soli, tranquilli, senza nessuno intorno...manda via queste persone!”

Martina restò in silenzio per alcuni secondi, che sembrarono eterni, con la testa china. Quando la rialzò notai una lacrima. Stava soffrendo, così come stavo soffrendo io per amore. Ma erano due sofferenze diverse. In quel momento capì che solo io potevo aiutarla a venirne fuori. Da donna a donna. Martina aveva messo in luce la sua debolezza e io dovevo cogliere quel segnala per liberarci tutti e tre da quest'angoscia perenne degli ultimi mesi.

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