domenica 16 giugno 2013

23' CAPITOLO - AMORE





Dopo la visita in ospedale decisi di passare questo sabato a fare shopping. Avevo bisogno di svagarmi un po' e anche per rendermi utile per l'imminente trasferimento a casa di Manuel. Volevo aggiustare il mio guardaroba.
L'intero pomeriggio fu dedicato a spendere soldi. Quando rincasai erano quasi le 18 e non mi aspettavo di trovare Manuel ad aspettarmi. Quella si che era una sorpresa. Pensavo avesse passato la giornata con Martina e sua figlia e invece eccolo qui, nel mio soggiorno ad aspettarmi.

“Ciao piccola!”
“Ciao amore! Come hai fatto ad entrare?” - posai le mie compere sul divano
“Me le ha date Alexis! Volevo chiederti ci sono problemi se per qualche giorno i miei soggiornano qui?”
“Si...va bene...ma pensavo stessero da te...hai una casa enorme!”
“Il piano era quello ma Martina la dimettono domani e verrà a stare da me con la bambina finchè non sistemiamo questa casa per loro!”

Un'altra pugnalata al mio essere era arrivata.

“Ah...ok!”

Presi le mie buste dal divano e salì in camera per sistemare gli acquisti. Manuel mi seguì. Mi aspettavo che lo facesse. Aveva imparato quando c'era qualcosa che non andava. Ma questa volta mi seguì in silenzio. Si aspettava il mio cambiamento d'umore.

“E' questione di qualche giorno...poi i miei andranno via e lei potrà trasferirsi qui e tu da me!”
“Ho detto va bene!” - ma non accennai a girarmi verso di lui, continuai a sistemare la camera
“Stasera andiamo a cena fuori con i miei...ti passerò a prendere alle 20...fatti trovare pronta!”
“Non credi che dovresti uscire solo con loro?!”
“No...dobbiamo comunicare la lieta notizia!”
“Vuoi farlo stasera?” - stavolta mi girai a guardarlo
“Si...non abbiamo molto tempo! E poi ho ricevuto la chiamata dall'atelier...hai preso appuntamento per domani! Magari mia madre potrebbe venire con te...haiempre considerato la mia famiglia una seconda famiglia!”
“Grazie...mi farebbe molto piacere!”
“Bene allora a stasera!”

Si avvicinò, mi stampò un bacio e andò via. Ecco cosa faceva Manuel tutte le volte che qualcosa andava storto. Trovava un sotterfugio per tirarmi su il morale e farmi dimenticare il motivo della collera. Dio quanto lo amo. Non potrei più fare a meno di lui. È stato un uragano nella mia vita dal primo bacio. Mi travolge, mi stravolge. Nonostante tutto io lo voglio con me.

Iniziai a prepararmi per la serata. Manuel non aveva specificato dove ci avrebbe portati. Così non sapevo come vestirmi. Scelsi un vestito leggero, morbido, giallo, indecentemente corto con la manica a tre quarti e un cinturone nero in vita. Appena comprato. Decoltè nere, un filo di trucco e tirai su i miei capelli con due fermagli. Ero pronta ma allo stesso tempo ero tesa. Dire ai suoi che ci sposavamo era ufficializzare il tutto. Un sogno davanti ai miei occhi.

Alle 20 puntuale Manuel era alla mia porta.

“Tu vuoi farmi morire stasera!” - disse guardandomi
“Non credo sia la prima volta che guardi due gambe!” - lo punzecchiai

Non mi ero accorta però che alle sue spalle c'erano Rose e Sandro, i genitori di Manuel. Non li vedevo da quando mi ero trasferita qui, 3 anni prima insieme alla loro figlia.

“La mia bambina!” - disse Rose stringendomi
“Ciao Rose! Mi siete mancati tanto!”
“Ciao Sandro!”
“Ha ragione Manuel piccola mia! Sei sempre più bella...i tuoi genitori sarebbero fieri di te!” - disse Sandro stringendomi
“Grazie!”

Rose e Sandro erano diventati la mia famiglia dopo la morte dei miei genitori. Passavo più tempo con loro che a casa con Giulio ed Erica. Ed è stato così che ho visto per la prima volta Manuel. Me ne innamorai subito.

“Andiamo allora?” - disse Manuel
“Vengono anche Alexis e Luca?” - chiesi
“Si...ci raggiungono al ristorante!”

La serata passò tra un pasto e una chiacchiera. Io e Alexis passammo la serata a prendere in giro Manuel. Cosa che facevamo sempre anche da piccole e lui rideva di gusto. Sapevo che questa serata era stata organizzata da lui proprio per tirarmi su di morale. E io lo ringraziai con uno sguardo che lui contraccambiò facendomi l'occhiolino. Dalla conversazione a tavola capì che Rose e Sandro non erano molto contenti della gravidanza di Martina. Soprattutto il modo come era arrivata ma quando parlavano di Luce avevano tutti la stessa luce che avevo visto quella mattina a Manuel.
Quando arrivò il dolce Manuel mi prese la mano che poggiavo sulla mia gamba, la strinse e capì che era arrivato il momento dell'annuncio

“Credo proprio che la serata non sia finita...per quanto riguarda le sorprese!” - disse
“Cosa ci nascondi ancora fratellone?” - lo stuzzicò Alexis
“Io e Helen volevamo rendervi partecipi di una cosa...come sapete bene anni fa abbiamo avuto una storia...meravigliosa direi...”
“Risparmiaci i particolari!” - lo ammonì Alexis
“Lascialo parlare!” - lo difese Rose
“Quando sono tornato qui abbiamo ripreso i rapporti...io la amo e lei ama me...per quello che sono...per come sono...per le cazzate fatte e tutti i miei sbagli...lei è ancora qui...non potrei amarla più di quanto già faccio...le ho chiesto di sposarmi e lei ha accettato...ma aspettate ancora a gioire perchè il botto non è ancora arrivato...lo faremo tra due settimane...il 15 ottobre Helen sarà mia moglie!”
“Oh mio Dio...stronza...quando credevi di dirmelo?”
“Alexis!” - la ammonì Rose

Era il modo di Alexis per dirmi che era contenta per me. Venne vicino e mi abbracciò. Mi sussurò all'orecchio quanto mi voleva bene e quanto era felice che entrassi, ufficialmente a far parte della sua famiglia. Poi fu il turno di Rose e Sandro. Erano tutti felici per noi e io ero felice di realizzare il mio sogno.

“Mamma...credo però che Helen ti debba chiedere una cosa!”
“Si..Rose...io volevo chiederti se...si...insomma...anche se non sono tua figlia...mi farebbe molto piacere se mi accompagnassi a scegliere l'abito! Ho appuntamento domani!”
“Ne sarei onorata!”

Nel locale partirono le note di “PICCOLA STELLA SENZA CIELO” di Ligabue e Manuel mi invitò a ballare.

“Mi hai reso l'uomo più felice di questo mondo!” - mi sussurrò - “Sei la mia stella!”

Non risposi. Lo baciai. Quella fu la mia risposta che valeva più di mille parole.

La serata terminò intorno alle 23. Lasciammo Rose e Sandro a casa mia e io invece passai la notte da Manuel.
Mentre mi preparavo per andare a letto, Manuel volle affrontare ancora una volta un campo minato

“Helen?”
“Si dimmi!”

Ero ancora vestita, stavo iniziando a spogliarmi. Mi venne vicino e mi aiutò a sfilare il vestito e mi infilò una sua camicia per la notte

“Non significa niente il fatto che Martina starà da me!”
“Lo so...io cerco di non pensarci...ma è più forte di me!”
“Allora pensa che tra due settimane inizieremo la nostra vera vita insieme...concentrati su quello e andrà tutto bene!”

Lo baciai e mi misi a letto vicino a lui. Mi strinse tra le sue braccia e ci addormentammo così. Il suo respiro, il suo profumo, il battito del suo cuore era pura adrenalina per il mio corpo. Amavo ogni cosa di lui. Di Noi.

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