"Leggere per me era evasione e conforto, era la mia consolazione, il mio stimolante preferito: leggere per il puro gusto della lettura, per il meraviglioso silenzio che ti circonda quando ascolti le parole di un autore riverberate dentro la tua testa" (P.Auster)
martedì 18 giugno 2013
25' CAPITOLO - AMORE
Mi seguì fuori dal suo studio per affrontare la questione della mia rabbia. Peccato per noi in soggiorno c'era Martina con la bambina. A quella vista lui si bloccò. Si assicurò con Martina se era tutto ok e le chiese gentilmente di lasciarci soli.
“Mi dici che cazzo ti prende? Non ti va mai niente bene...ti chiedo tempo e sbraiti, ti trasferisco da me e sbraiti...dimmi cosa devo fare con te?”
“Dove sei finito negli ultimi quattro giorni? Mi hai praticamente ignorato...non funziona così!”
“Stavo organizzando il tutto e la bambina ci porta via molto tempo!”
“Mi bastava un messaggio Manuel!”
“Ora basta! Smettila!”
Mi venne vicino, mi prese tra le sue braccia e mi baciò con passione. Lo lasciai fare. Non aspettavo altro da giorni. La sua lingua era nella mia bocca, in cerca della mia. All'inizio furono timide ma dopo si scatenò un bacio pieno di passione, di voglia, di desiderio, di amore vero e puro.
“Non farlo più Helen! Mi sei mancata tremendamente questi giorni!”
“Perchè non mi hai cercata?” - chiesi
“Aspettavo che fossi tu a venire da me...volevo lasciarti il tuo spazio...il tuo tempo...non volevo pressarti...so bene che tutta questa situazione è strana per te...è tutto difficile...ma io ti amo e voglio solo metterti la fede al dito e farti mia...gridarlo al mondo intero...a proposito di fedi...vieni con me!”
Mi prese per mano e mi portò nel suo studio, chiuse la porta a chiave alle sue spalle. Aprì la cassaforte e tirò fuori una scatolina. Me la porse
“Aprila!” - disse
“Non mi dire che... - le parole si persero in gola
“Oh si...apri!”
Quando alzai la copertura c'erano due fedi posate su un cuscinetto di velluto rosso. Oro giallo con due diamantini sopra e i i nostri nomi incisi all'interno. Come fa ad essere così romantico e così scontroso nello stesso tempo? Il mio Manuel...la mia vita....il mio più grande amore.
Manuel notò il mio silenzio e si avvicinò
“Non ti piacciono?”
“Sono....stupende...perfette”
Mi strinse dalle spalle e poggiò il suo mento sul mio collo...e oh...mi faceva sempre lo stesso effetto averlo vicino dopo giorni di lontananza. Avevo una voglia matta di lui.
“Hai un buon profumo!”. Mi disse iniziando a baciarmi il lobo destro
“Manuel...!” - cavolo mi sto sciogliendo sotto il suo tocco
“SH...Ho chiuso la porta!”
“E Martna?”
“Non pensare a lei adesso!”
Mi girò con un gesto repentino e mi ritrovai la sua bocca sulla mia e le sue mani che iniziavano la loro tortura sul mio corpo. Mi sollevò e mi fece distendere sulla sua scrivania, spingendo per terra quello che c'era sopra. In meno di pochi secondi mi ritrovai nuda e lui era ancora completamente vestito.
“Sei troppo vestito per i miei gusti!” - lo stuzzicai tra un bacio e l'altro
“Allora datti da fare...sono tutto tuo!” - disse staccandosi da me e allargando le braccia
Inizia dalla camicia, bottone dopo bottone, poi fu il turno dei jeans e infine i suoi boxer. Potevo mai stancarmi di questa visione? Era bellissimo e perfetto in ogni dettaglio. E in questo momento era un uomo molto eccitato. La sua erezione ne era la prova. E sapere che fossi io a fargli questo effetto mi rincuorava molto. Manuel se ne accorse
“Ti piace quello che vedi?”
“Molto...però lo vedo un po' inattivo!” - gli sorrisi
“Inattivo?”
“Si...è in standby da parecchi giorni se ricordo bene!”
Con un movimento rapido mi ritrovai stesa sulla scrivania e Manuel sopra di me che lentamente mi penetrava e trovava il ritmo del nostro amore.
“E' ancora inattivo adesso?” - mi chiese
“Potrebbe impegnarsi di più!” - lo presi in giro
“Vedrò quello che posso fare!”
Quando riemergemmo dallo studio avevamo entrambi stampato sul volto il piacere appena goduto. I nostri abiti erano stropicciati e per mia enorme fortuna non ci imbattemmo in Martina.
“Non cercare di nascondere!” - mi sussurrò mentre cercavo di lisciare la mia gonna - “Sei bellissima!”
“Manuel smettila!”
“Vai a casa, prendi le tue ultime cose...stanotte ti voglio nel mio letto!”
“Dici davvero?”
“La maggior parte della tua roba è già qui...manchi solo tu!”
Lasciai Manuel e andai a casa a sistemare le ultime cose rimaste a casa. Ripensai al meraviglioso pomeriggio appena trascorso e il mio cuore batteva sempre di più. Non c'era niente che potesse placarlo e mancavo dieci giorni alla nostra unione.
Era ormai passata una settimana dal mio trasferimento a casa di Manuel o forse dovrei dire casa nostra. Le cose andavano a meraviglia e Manuel era sempre più deciso a tenere nascosto ogni dettaglio del matrimonio. Mi ripeteva sempre “Sorpresa, amore mio!”. Lavoravamo insieme, pranzavamo insieme, dormivamo insieme. L'unico momento della giornata che restavamo divisi era il pomeriggio, quando Manuel andava a trovare sua figlia. Era diventato un rituale che non voleva perdere. A me andava bene così. Nella sua attesa, da buona mogliettina, preparavo la cena.
La sera prima delle nozze fummo separati. Alexis i trascinò a casa di Luca il quale si trasferì da Manuel.
Ero nella stanza a prepararmi per l'ultima serata da nubile, quando Manuel mi avvolse ra le sue braccia
“Dove credi di andare vestita così?” - mi stuzzicò notando il mio corto vestito
“Ho un addio al nubilato da onorare!” - lo presi in giro - “E tu al celibato amore mio!”
Ritardai il mio appuntamento con Alexis per colpa di Manuel e delle sue mani. La serata fu un successo. Alexis mi trascinò a bere per locali. Rincasammo alle due e per il troppo alcool che avevamo in circolo nel nostro corpo passammo un'ora in bagno a rimettere tutto.
Eccomi qui a tirare le somme della mia uvita la sera prima del mio matrimonio. Ero davvero felice. Stavo per sposare il mio primo amore. Sono schifosamente fortunata pensai. Chissà i ragazzi come hanno passato la serata e cosa starà facendo adesso il mio futuro marito. Con questo pensiero mi addormentai, nell'attesa vivere il giorno che tutte le ragazze sognano nella loro vita.
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