mercoledì 19 giugno 2013

26' CAPITOLO - AMORE



Mi ritrovai completamente frastornata a destra e sinistra tra parrucchiera ed estetista. Quando finalmente tutte furono andate via, Alexis mi raggiunse in camera e rimase sulla porta. Io ero intenta a fissare quel meraviglioso abito. Corpetto di paiette e gonnellone di tulle. Il tutto in un bianco luminoso

“Su prepariamoci!” - disse Alexis alle mie spalle
“E se stessi commettendo un errore?” - chiesi
“Sei impazzita?”
“SI...pazza di Manuel!”
“Bene allora concentrati solo su questo...tra mezz'ora devi essere in chiesa!”

Alle 11 puntuale scesi dalla macchina dinnanzi alla chiese che mi aveva indicato Manuel. Giulio mi stava aspettando per accompagnarmi all'altare. Era arrivato la sera prima e aveva alloggiato a casa di Manuel

“Pronta piccola?”
“Mi tremano le gambe!”
“Sei fantastica...Manuel è teso al massimo!!!”

L'organo intonò le note della marcia nunziale e io iniziai il mio viaggio verso la navata centrale di quella meravigliosa cattedrale. Il cuore mi batteva all'impazzata. Man mano che avanzavo notai amici, parenti e Martina con Luce. Ma soprattutto c'era Manuel che mi aspettava. Bellissimo nel suo completo nero con cravatta grigio perla. I suoi occhi erano luminosi e tutti rivolti verso di me.
Si avvicinò, mi alzò il velo e mi baciò in fronte, mi accompagnò ai nostri posti, mentre mi sussurrava

“Sei bellissima!”

Un'ora dopo avevo la fede al dito ed ero la Signora Cooper. Ancora non mi sembrava vero. Eravamo in macchina diretti, non so dove, per i festeggiamenti. Mi prese la mano e mi baciò la fede

“Mia moglie!!!!”
“Ti piace proprio dirlo!” - lo stuzzicai
“Moglie...moglie...moglie!”
“Ti amo Manuel!”
“Anch'io piccola!!! tanto!!! ma la giornata non è ancora conclusa!”
“Non vuoi ancora dirmi cos'hai organizzato?”
“No!” - e mi baciò castamente sulle labbra

Quando arrivammo a destinazione notai una villa enorme tutta rivestita di pietre bianche, con luci incastonate nel pavimento e intorno distese di prati e fiori. In fondo c0era un gazebo con tavoli. I nostri amici e parenti erano tutti li ad aspettarci.

“Manuel è fantastico!”
“Tutto per te...volevo rendere questo giorno memorabile!”

Quando raggiungemmo gli invitati notai un dj in un angolo che, con un cenno di Manuel, fece partire le note di YOUR SONG di ELTOHN JOHN.

La giornata volò tra musica, portate e divertimento. A fine festa, intorno alle 18, salutammo gli invitati e Manuel mi portò a casa nostra. Indossavo ancora l'abito nunziale. Ero esausta ma avevo una voglia matta di lui. Quando accosto con la macchina sotto casa mi fece segno di aspettare a scendere. Mi prese in braccio e mi posò soltanto quando fummo in camera. Mi sfilò le scarpe, poi fu il turno della mia acconciatura e infine del vestito.

“Sei irresistibile Signora Cooper!”
“Non mi sembra ancora vero! A 23 anni!”
“Io sono fottutamente fortunato...però signora Cooper la sua serata non è ancora finita!”
“Cos'alto hai architettato?”
“Da buona mogliettina devi preparare la valigia a tuo marito...domani alle 7 un volo ci aspetta!”
“Hai anche pensato al viaggio?” - chiesi sorpresa
“Certo...è la conclusione del nostro sogno...non ti aspettare molto posso allontanarmi per una sola settimana...ma ti meritavi una luna di miele con i fiocchi!”
“Dove mi porti? E non rispondermi sorpresa...ora sono tua moglie e pretendo una risposta...non mi fai più paura!”
“Ok...tieni a freno le unghie moglie...ti porto a Parigi!”

Parigi. Mi stava regalando Parigi. Ricordo ancora quando anni fa, dopo il nostro primo bacio, su quell'ufo volante, gli chiesi di portarmi a Parigi per consacrare il nostro amore. Lo guardai con le lacrime agli occhi. Si ricordava ancora quella mia sciocca richiesta quando ero una semplice ragazza di 19 anni e mai e poi mai avrei immaginato di ritrovarmi sposata con lui e con una fede al dito.

“Dobbiamo consacrare il nostro amore!”

Gli saltai addosso e lo baciai. Lingua contro lingua. Pelle contro pelle. Ci spogliammo rapidamente e fondemmo i nostri cuori, il nostro amore, la nostra passione, le nostre voglie, i nostri sogni, la nostra vita.

Quando mi svegliai ero sola. Manuel, mio marito, non era a letto. Guardai la sveglia che segnava le 21. Mi alzai, mi infilai la sua camicia, ancora riversa sul pavimento. C'era un biglietto sul comodino

DORMIVI PROFONDAMENTE E
NON HO VOLUTO SVEGLIARTI
PREPARA LE VALIGIE, IO VADO
UN ATTIMO DA MIA FIGLIA
TI AMO SIGNORA COOPER

Era la nostra notte di nozze e lui era scappato nel bel mezzo per andare da Martina. Lo so mi dicevo. Staremo via una settimana e sicuramente è passato per salutarla. Ma l'aveva già fatto al termine della festa. Perchè tornare di sera?
Per evitare di impazzire, inizia a sistemare le valigie. Intorno alle 22.30 era tutto pronto ma di Manuel ancora nessuna notizia. Provai a chiamarlo ma c'era la segreteria. Perfetto Helen! Da sola la prima notte di nozze.
Andai in cucina e tirai fuori una bottiglia di vino e mi versai un bicchiere, poi un altro e un altro ancora. Quando Manuel tornò erano le 23.30 e la bottiglia era quasi vuota

“Helen...cosa ci fai ancora sveglia?”
“E tu dove sei stato la nostra prima notte di nozze?”
“Sei ubriaca? Cazzo hai svuotato la bottiglia!”
“Dimmi che non sarà così tra noi adesso che mi hai sposata?”
“Di cosa parli?”
“Che non diventerò la moglie trofeo che aspetta il marito a casa, da sola!”
“Scusami se ti ho lasciata sola...ma Luce non stava bene e Martina mi ha chiamata con la voce stanca e impaurita...ora possiamo andare a dormire? Domani dobbiamo alzarci presto e oggi è stata una lunga giornata!”
“Hai ragione, scusami! Non so cosa mi sia preso!”

Mi prese tra le sue braccia e mi portò a letto. Mi addormentai subito avvolta dal suo profumo e dal suo battito del cuore.

Eravamo nella sala d'attesa dell'aeroporto in attesa del nostro volo. Manuel era intento a leggere un giornale e io un libro. Finalmente chiamarono il nostro volo. Ci dirigemmo in coda al gate in attesa dell'imbarco.

Atterrammo a Parigi alle 9. la nostra prima tappa fu l'albergo per lasciare le nostre valigie e poi passammo una meravigliosa giornata tra le strade e i monumenti di questa meravigliosa città che sprizza amore da tutti i suoi angoli. La sera mi portò in cima alla Torre Eiffel per cenare. Ero affacciata alla vetrata del ristorante ad ammirare il panorama. Manuel mi cinse la vita dalle spalle

“Bello vero?”
“Stupendo!”
“Ti amerò per il resto della mia vita Helen! Non dubitarne!”

Quando mi stringeva così non avevo altra scelta che credergli. Ero al suo fianco, felice come non mai. Il tutto mi sembrava un sogno poi guardai le nostre mani intrecciate, le nostre fedi. Ero sua moglie. Era mio marito. E questa era la nostra luna di miele. Cosa potevo chiedere di più dalla vita?

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