giovedì 20 giugno 2013

EPILOGO - ODIO & AMORE




“Luce vieni qui...non correre..stai buona...ti fai male!”

Oddio Helen! Dove sei? Questa bambina mi sta massacrando. Sono esattamente tre mesi che Luce vive con noi. Per l'esattezza da quando Martina ha trovato l'amore della sua vita e ha abbandonato sua figlia per seguirlo a diecimila chilometri di distanza pregandomi di prendermene cura e di non cercarla più. Non si è più fatta viva da quel giorno. La mia meravigliosa moglie è in giro a fare spese per il compleanno di domani di Luce. Compirà due anni. Non ci credo ancora che fa parte della mia vita da due anni. I primi tempi, con Helen, non è stato semplice, farle accettare la convivenza con Luce; ma pian piano si è legata. E adesso vederle insieme è una gioia. Ma spesso noto quel suo sguardo triste e so che il motivo è che ancora non riesce ad avare un figlio tutto suo. Ci stiamo provando da un po' ma ancora niente. Cerco in tutti i modi di farla sentire amata e per un po' le cose sono andate bene, ma con l'arrivo di Luce la questione si è amplificata. Molte volte la sorprendo a piangere e io mi sento impotente. È l'unica cosa nella mia vita che non posso controllare. Luce è una bambina vivace ed energica, riempie le nostre giornate. Ma non basta.

“Amore sono a casa!”

Eccola la donna della mia vita. È appena rientrata dal suo giro e la vedo più serena. L'organizzazione della festa la sta prendendo a tempo pieno.

“Piccola finalmente! Luce mi sta facendo impazzire!” - la baciai
“A cosa devo questa accoglienza?”
“Ho bisogno del tuo aiuto con Luce...non mi ascolta!”
“Vieni qui piccola!” - la prese in braccio - “La metto a letto e poi inizio a preparare per domani!”

E' fantastica. La amo più della mia stessa vita. Bene Manuel. È ora di tornare in ufficio a combinare qualcosa. Ora c'è Helen che pensa a Luce.

Ero rintanato nel mio studio da circa due ore quando Helen comparve alla porta

“Posso disturbarti?” - mi chiese
“Vieni qui piccola!” - le feci segno di sedersi sulle mie gambe, allontanandomi con la sedia dalla scrivania - “Luce dorme?”
“Si è crollata!”
“Sei eccezionale con lei...non so cosa avrei fatto senza di te!”
“Nessuna notizia di Martina?”
“No...è stata chiara...non vuole essere cercata!”
“Non capisco...è stata ossessionata da questa gravidanza...e poi c'è che vorrebbe e...!”
“Arriverà anche il tuo momento amore mio!” però non voglio vederti così!”
“Oh magari è già arrivato!”

Sgranai gli occhi e la fissai

“Co...sa?”
“Stamattina sono andata dalla dottoressa Lepre!”
“Perchè io non ne sapevo niente? Siamo sempre andati insieme!”
“Non volevo illuderti ancora! So che anche tu ogni volta ci resti male ma lo mascheri per me”
“Allora cosa ti ha detto la dottoressa?”
“Esattamente da tre settimane c'è un piccolo intruso qui dentro!” - mi posò la mano sulla sua pancia

Il suo volto era ragginate

“Oh...amore mio!” non potevi darmi una notizia migliore!”

La presi tra le braccia e la feci volteggiare per la stanza. Tutti i nostri tentativi non erano stati vani. Alla fine avevamo vinto. Una nuova vita stava per sconvolgere la nostra esistenza e per la prima volta, dopo mesi di sofferenza, vedevo mia moglie felice e raggiante, come il giorno delle nostre nozze.

8 MESI DOPO

“Manuel ti prego non lasciarmi!” - Gridava Helen mentre veniva portata in sala parto
“Sono qui piccola! Non vado da nessuna parte!”

Il travaglio durò più di dodici ore e quando finalmente, il nostro Ricky, decise di unirsi a noi, fu un'emozione unica stringerlo tra le braccia. Era perfetto, in ottima salute, anche se non aveva fatto passare una gravidanza tranquilla alla mia Helen.
Lo portai da lei

“Va dalla mamma!”

La mia Helen. La mia piccola e amata moglie era mamma. Aveva dato alla luce un bambino bellissimo. Il nostro. Aveva il volto innondato di lacrime. Di gioia questa volta.

“Piccolo mio benvenuto nella nostra vita!” - disse stringendolo a se

Rimasi accanto a lei ad osservarla. Diventare mamma l'aveva resa donna. Era cambiata. Era bellissima. Aveva una luce nuova e io mi innamorava di lei ogni giorno di più.

Il mese dopo eravamo impegnati nei preparativi del matrimonio di Alexis e Luca, dove la mia bellissima Luce faceva da damigella. Bellissima nel suo vestitino rosa cipria scelto per l'occasione da Helen.
Osservavo la mia famiglia ed ero molto fiero di quello che avevo raggiunto da solo, con le mie forze, con le mie sole mani. Una moglie stupenda, due figli meravigliosi. Vivo per loro. Sono diventati la mia unica ragione di vita.

“A cosa pensi?” - mi chiese Helen
“A quanto vi amo!”
“E noi amiamo te Signor Cooper!”

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